Peter è un film parecchio innovativo per l’epoca. Ed Henry Koster, dal canto suo, non ha avuto paura di esagerare, di mettere in scena situazioni volutamente estreme, di raccontare agli spettatori una storia che attraverso i toni della commedia cercava di percorrere sentieri ancora inesplorati. Alla Diagonale 2026, all’interno della retrospettiva Girls will be Boys.
Con Lumpaci the Vagabond, Géza von Bolváry è riuscito a cogliere appieno l’essenza di una storia senza tempo. Una storia che ancora oggi risulta più attuale che mai e che tra una gag e l’altra sa anche farci commuovere.
Scritto e realizzato principalmente per l’attore Hans Moser, My Daughter lives in Vienna è una brillante commedia degli equivoci che si svolge prevalentemente in un’unica location, ma che presenta, al contempo, una regia dinamica e ben studiata.
Si presenta come una ventata di freschezza A precocious Girl, brillante commedia degli equivoci a carattere musicale realizzata nel 1934 e firmata Max Neufeld. Eppure, volendo collocare il presente lungometraggio all’interno della vasta produzione di commedie romantiche uscite in Austria tra l’inizio degli anni Trenta e i primi anni Quaranta, esso risulta, in fin dei conti, simile a molti altri prodotti del genere con, in più, diverse imperfezioni al proprio interno.