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di Manuel Wetscher

voto: 7

Eklipse di Manuel Wetscher si è rivelata un’opera estremamente lucida e matura. Il personale diventa universale. La verità ci colpisce come un pugno allo stomaco, soprattutto quando si è costretti a diventare adulti prima del tempo. Alla Mostra del Cinema di Venezia 2026, sezione Orizzonti.

Brucianti segreti

Nell’estate del 1999 un’imminente eclissi solare è tra gli eventi di cui maggiormente si parla sui giornali e in televisione. Allo stesso tempo, un intero millennio sta per volgere al termine e ci si appresta ad accogliere con curiosità ogni nuovo cambiamento. Eppure, nonostante ciò, vi sono ancora argomenti considerati tabù di cui non si riesce a parlare apertamente, causando, in chi è ancora troppo giovane per comprendere la realtà, confusione e solitudine. Lo sa bene il giovane Tomy (impersonato da Moritz Hohlrieder), protagonista del lungometraggio Eklipse, opera prima del regista Manuel Wetscher, presentata in anteprima in occasione dell’83° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, all’interno della sezione Orizzonti.

Eklipse, dunque, ci racconta per immagini l’estate di Tomy e del suo migliore amico Chris (Finley Brown), che si trovano a trascorrere le vacanze nella fattoria dello zio di Tomy (Hannes Perkmann), mentre la madre del ragazzo li raggiunge di quando in quando, pur dovendosi assentare frequentemente, dal momento che suo marito è ricoverato per una malattia misteriosa. Nel momento in cui, però, Tomy sente dire in paese che suo padre è affetto dalla “malattia dei gay”, egli, non comprendendo la situazione, si sente immediatamente discriminato e allo stesso modo non riesce a comprendere il silenzio della sua famiglia.

Nel corso di un’unica estate, si sa, spesso ci si può trovare ad affrontare il sempre traumatico passaggio dall’infanzia all’età adulta. E tale delicata fase, come abbiamo già potuto vedere più volte nel corso degli anni, al cinema sembra funzionare piuttosto bene. Allo stesso modo, Eklipse (ispirato alle vicende vissute dallo stesso Manuel Wetscher, come possiamo notare da diversi filmati di repertorio che vengono sapientemente integrati all’interno della messa in scena) ci racconta un ben preciso periodo storico, quando ancora si aveva paura di nominare malattie come l’AIDS, ma, allo stesso tempo, si aveva l’impressione di vivere un’epoca fatta di grandi cambiamenti.

Particolarmente interessanti, a tal proposito, sono proprio le ambientazioni scelte da Wetscher per raccontarci la storia di Tomy. La campagna tirolese, dove, appunto, si trova la fattoria di suo zio, sembra quasi un luogo senza tempo. O, meglio ancora, un luogo in cui il tempo sembra essersi fermato. Ma il paese, si sa, non dista molto da tale realtà idilliaca, e in un piccolo centro le voci corrono alla velocità della luce. La vita in campagna, immense distese di verde e una casa accogliente non basteranno a proteggere il ragazzo dalla brutale realtà. E in una situazione complicata, in cui neanche chi è mosso dalle migliori intenzioni riesce sempre a fare la cosa giusta, ecco che importanti segreti vengono immediatamente allo scoperto. Proprio come durante un’eclissi, in cui la luna pian piano fa riapparire il sole.

Con un approccio registico che fa di momenti fortemente contemplativi e di silenzi che hanno spesso la meglio sulle parole il proprio cavallo di battaglia, dunque, Eklipse si è rivelata un’opera estremamente lucida e matura, in cui il vissuto personale del regista non ha fatto sì che un’eccessiva emotività prendesse il sopravvento sull’intero lavoro. Il personale diventa universale. La verità ci colpisce come un pugno allo stomaco, soprattutto quando si è costretti a diventare adulti prima del tempo. Eppure, al contempo, uno spiccato lirismo ci fa comprendere come, nonostante tutto, non è mai troppo tardi per ritrovare il proprio equilibrio e la propria serenità.

Titolo originale: Eklipse
Regia: Manuel Wetscher
Paese/anno: Austria, Italia / 2026
Durata: 91’
Genere: drammatico, coming-of-age
Cast: Moritz Hohlrieder, Finley Brown, Hannes Perkmann, Lenz Moretti, Lisa Schützenberger, Barbara Romaner, Michael Pascher, Sebastian von Malfèr, Lisa-Lena Tritscher, Hans Danner, Joseph Holzknecht
Sceneggiatura: Bernhard Jarosch, Manuel Wetscher
Fotografia: Simone Hart
Produzione: Eutopiafilm, Albolina Film

Info: la scheda di Eklipse su iMDb; la scheda di Eklipse sul sito della Mostra del Cinema di Venezia; la scheda di Eklipse sul sito della Eutopiafilm