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TAKO TSUBO

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di Eva Pedroza e Fanny Sorgo

voto: 8

Nel realizzare Tako Tsubo, Eva Pedroza e Fanny Sorgo hanno optato per raffinati disegni in acquerello e scelte cromatiche ben precise all’interno di una messa in scena prevalentemente minimalista, che si è rivelata la giusta soluzione per raccontare la singolare storia del protagonista. Alla rassegna CinemAUSTRIA.

Rinunciare ai sentimenti

In ambito medico, il termine tako tsubo sta a indicare una cardiomiopatia da stress, che a volte più essere addirittura letale. Prendendo spunto, dunque, da tali problemi cardiaci indissolubilmente legati alle emozioni umane, dunque, le registe Eva Pedroza e Fanny Sorgo hanno realizzato nel 2024 il cortometraggio d’animazione Tako Tsubo, appunto, presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2024, vincitore del Grand Post Award al Tricky Women/Tricky Realities Film Festival e presentato in Italia in occasione della rassegna CinemAUSTRIA 2024.

Tako Tsubo, dunque, è un cortometraggio molto particolare ed estremamente raffinato, sia per quanto riguarda le tematiche trattate, sia per la realizzazione grafica in sé. E già da una prima, sommaria lettura della sinossi ci rendiamo conto di trovarci davanti a qualcosa di decisamente inusuale. La storia messa in scena, infatti, è quella del signor Ham, il quale, al fine di non soffrire più, decide di farsi espiantare il cuore. Il medico gli dice che tale operazione è possibile, ma che ci sarebbe anche l’opzione di conservare il proprio organo, al fine di poterlo studiare e comprendere meglio dopo l’intervento. Ma è davvero possibile “rinunciare” ai propri sentimenti? E, soprattutto, come si fa a gestirli all’interno della società in cui viviamo?

Un cortometraggio apparentemente semplice e di breve durata, pochi, essenziali dialoghi, una complessa riflessione sui sentimenti e sulle numerose sfaccettature dell’animo umano. Il signor Ham pensa che in seguito all’intervento potrà risolvere tutti i suoi problemi e finalmente smettere di soffrire. Ma allora come mai dopo l’operazione continua a sanguinare? E così, pian piano, all’interno di un cortometraggio in cui per i primi minuti erano principalmente colori spenti e dalle tonalità del verde e dell’azzurro a fare da protagonisti, ecco che il rosso ruba immediatamente la scena a tutto il resto. Un rosso acceso, un rosso che indica sofferenza, passione, amore. Il rosso di un grande lago di sangue che quando il sole tramonta può assumere un fascino ancora più magnetico.

Nel realizzare questo loro piccolo e prezioso Tako Tsubo, Eva Pedroza e Fanny Sorgo hanno optato per raffinati disegni in acquerello e scelte cromatiche ben precise all’interno di una messa in scena prevalentemente minimalista, che si è rivelata la giusta soluzione per mettere in scena la singolare storia del protagonista. Allo stesso tempo, un approccio malinconico e contemplativo completa il tutto, senza mai voler dare risposte definitive ai complessi quesiti sollevati, ma regalando allo spettatore importanti spunti di riflessione. Con Tako Tsubo, dunque, le due registe hanno realizzato un vero e proprio gioiello del cinema di animazione contemporaneo. Si può, dunque, rinunciare ai propri sentimenti, alla sofferenza, all’amore? A volte, sembra addirittura impossibile riuscire a rinunciare all’amore per le sigarette!

Titolo originale: Tako Tsubo
Regia: Eva Pedroza, Fanny Sorgo
Paese/anno: Austria, Germania / 2024
Durata: 6’
Genere: animazione
Sceneggiatura: Fanny Sorgo
Fotografia: Eva Pedroza
Produzione: Eva Pedroza, Fanny Sorgo, Maria Trigo Teixeira

Info: la scheda di Tako Tsubo su iMDb; la scheda di Tako Tsubo sul sito della sixpackfilm