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HARBOUR PEARLS

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di Katrina Daschner

voto: 7

Coraggioso, dissacrante, divertente, Harbour Pearls è in tutto e per tutto “la performance che non ci aspettiamo”. Un cortometraggio visivamente raffinato e accattivante ci esorta a osservare il mondo da una diversa prospettiva.

Due donne, tante donne

Un coro di donne vestite di bianco ci viene mostrato dalla telecamera. Dopo pochi secondi, una carrellata ci mostra uno per uno i loro volti. Ognuna di loro è seria e guarda direttamente in direzione della macchina da presa. Cosa accadrà dopo? Già da queste prime inquadrature, possiamo intuire come ciò a cui stiamo per assistere è uno spettacolo del tutto particolare. Uno spettacolo che si rifà a quanto realizzato in passato, celebrando la donna, tutte le donne, ma anche del mondo queer, senza (quasi mai) prendersi troppo sul serio. Stiamo parlando del cortometraggio Harbour Pearls, diretto dall’artista, performer e regista Katrina Daschner nel 2008, nonché prima parte del progetto Nouvelle Burlesque Brutal.

E, di fatto, è proprio il burlesque uno dei grandi protagonisti del presente Harbour Pearls. Il burlesque insieme a non una, bensì due artiste – Harbourgirl e Glamourgirl, entrambe impersonate dalla stessa Katrina Daschner – per una solenne e bizzarra performance che si rifà a un film egiziano degli anni Quaranta con protagonista Naima Akef e in cui lo spettatore stesso si sente direttamente tirato in causa. Il coro ci è già stato presentato. La scenografia è quasi completamente nera, fatta eccezione per due non ben definiti oggetti luccicanti. Poi, improvvisamente, ecco che accade la magia. Harbourgirl, una spogliarellista, sale su di un piccolo palco e, sulle note di Las Chicas de la Isla, inizia la sua danza. Pochi istanti dopo, ecco che fa la sua apparizione anche Glamourgirl, vestita come una sorta di femme fatale degli anni Cinquanta e che, analogamente a quanto fa la sua “collega”, guarda suadente in direzione della macchina da presa.

In Harbour Pearls, le due protagoniste (che spesso ci vengono mostrate contemporaneamente mentre si guardano a vicenda) ci appaiono immediatamente sensuali e seducenti. Eppure, con la loro mimica esagerata, che punta molto su ogni possibile cliché, si rivelano molto più ironiche e autoironiche di quanto inizialmente potesse sembrare. In che modo viene considerata la donna nella società in cui viviamo? Cosa ci si aspetta in continuazione dalle donne? Ed ecco che, con una messa in scena semplice e minimalista e che segue una precisa struttura ellittica, la regista punta innanzitutto a stravolgere ogni nostra convinzione preesistente, coinvolgendoci in prima persona in questo interessante e raffinato gioco di sguardi e gesti, in cui non mancano primi piani e dettagli atti a mostrarci la realtà da diverse prospettive.

Coraggioso, dissacrante, divertente, Harbour Pearls è in tutto e per tutto “la performance che non ci aspettiamo”. Un cortometraggio visivamente raffinato e accattivante ci esorta, dunque, a osservare il mondo da una diversa prospettiva. Quanto siamo stati “sciocchi”, finora, portati a considerare le cose soltanto in base a banali cliché? Questa è una domanda che dovremmo costantemente porci. Katrina Dascher lo sa bene. E la risata del coro, in chiusura del cortometraggio, vale, in tal senso, più di mille parole.

Titolo originale: Hafenperlen
Regia: Katrina Daschner
Paese/anno: Austria / 2008
Durata: 12’
Genere: sperimentale, musicale
Cast: Katrina Daschner, An Kaler, Frau Professor La Rose, Eva Trimmel, Marissa Lobo, Delphine Mae, Sushila Mesquita, Carola Platzek, Katharina Aigner, Erika Doucette, Marty Huber, Dominika Krejs, Bix, Dorian Bonelli, Alice Chwosta, Julia Groeblacher, Nilbar Gueres, Guelcin Koerpe, Juliane Lippholdt, Dorit Margreiter, Sabine Marte, Fanny Neuhold, Flora Schanda, Catrin Seefranz, Cordula Thym
Sceneggiatura: Katrina Daschner
Fotografia: Katrina Daschner
Produzione: Catrin Seefranz, Lady Chutney

Info: la scheda di Harbour Pearls sul sito della sixpackfilm