surface-seance-2023-heindl-recensione-review-kritik

SURFACE SÉANCE

      Commenti disabilitati su SURFACE SÉANCE

This post is also available in: Deutsch (Tedesco) English (Inglese)

di Michael Heindl

voto: 7.5

In Surface Séance, si ha la sensazione di essere sballottolati in uno spazio nero e infinito dal forte odore di ferro e freni fusi, con la massa bianca informe protagonista a fare da spirito guida. Un viaggio nella quotidianità cittadina astratto e subliminale. Al Vienna Shorts 2024.

Sotto le strade di Vienna

In concorso al Vienna Shorts 2024, dal 28 maggio al 2 giugno, l’ultimo lavoro di Michael Heindl è un’esperienza sinestetica che mette alla prova vista e udito nella sua personalissima interpretazione di un viaggio notturno nella metropolitana viennese. Ragion per cui, guardando i 4 minuti e rotti di Surface Séance, si ha la sensazione di essere sballottolati in uno spazio nero e infinito dal forte odore di ferro e freni fusi, con la massa bianca informe protagonista a fare da spirito guida. Un viaggio nella quotidianità cittadina astratto e subliminale.

Nero lucido non opaco, rumori di fondo simili a cancellature di quella gomma dura che come poche sapeva bucare il foglio del quaderno e un vortice bianco destinato a cambiare forma molto spesso. Inizia così Surface Séance di Michael Heindl, un’alternanza di frame lampeggianti lunghi millisecondi e una battaglia condotta da questa massa informe, ora una mano aperta ora delle labbra suadenti. È impossibile da spoilerare questo corto: anche volendolo raccontare passo dopo passo, senza aver perso nessun prime subliminale – per definizione in grado di persuadere lo spettatore e di indirizzare la continuazione dello spettacolo – non si riuscirebbe a rendere l’idea degli stimoli e degli input visivi e non. Da una tastiera alla parola fuck, dalla scritta Dior alla marca Adidas, Surface Séance orchestra una sinfonia esplorativa di Vienna, presentata qui in maniera non convenzionale e sotto una nuova luce. Pur rimanendo al buio per gran parte della sua durata.

Grazie a una tecnicamente valida animazione astratta, si possono intravedere – anzi, percepire – dei corpi umani “spalmati” su aree e superfici diverse, ma sempre alternati al vortice bianco in divenire. È il panta rei di una città di due milioni di abitanti e di altrettanti visitatori quotidiani, fatta di immagini, suoni, velocità e sfumature. L’unica incursione fisica e reale che questo esempio di cinematografia astratta si concede è una panoramica in un vagone vuoto della metro, girato di notte. Tutto quello che Surface Séance mostra, dal pesce allo scheletro, è in perfetta armonia con la colonna sonora di Flora Rajakowitsch, che suona e stride al contempo, come se un dito attingesse da un pennello gocciolante la materia prima per disegnare su un vetro. Chi non l’ha mai fatto con la condensa sui finestrini dell’auto? Ecco, quello.  

Michael Heindl, regista nativo di Linz, continua così la sua indagine analitica sulle contraddizioni e i paradossi dell’uomo – per la proprietà transitiva, anche delle sue azioni – in tempi di crisi climatica e capitalistica come quella attuale. Già premiato con l’Innovative Award al Crossing Europe 2020 e col premio della giuria al Vienna Shorts 2021, Heindl realizza con Surface Séance uno scintillante affresco lisergico ed elettronico, elevando un viaggio notturno nella Wiener U-Bahn a vero e proprio studio di astrazione cinematografica. Scordatevi il famoso video killer di The Ring e i frame con il bicchiere di Starbucks di Fight Club: qui si parla di insegne quotidiane, di cartelloni, del trasporto pubblico e di come la percezione dello sciame del mondo esterno sia fugace e mutevole. «Sbatti le palpebre e te lo perdi» dice la presentazione sul catalogo della Sixpackfilm. Proprio così.

Titolo originale: Surface Séance
Regia: Michael Heindl
Paese/anno: Austria / 2023
Durata: 5’
Genere: sperimentale
Sceneggiatura: Michael Heindl
Fotografia: Michael Heindl
Produzione: Michael Heindl

Info: la scheda di Surface Séance sul sito del Vienna Shorts; la scheda di Surface Séance sul sito della sixpackfilm