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MOVIES IN THE MIND

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di Michael Glawogger

voto: 8

Movies in the Mind è una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema in ogni sua forma. E il cinema stesso, a sua volta, non deve essere affatto élitario, ma, al contrario, è qualcosa che appartiene a ognuno di noi. Michael Glawogger lo sapeva bene.

Un film, tanti film

Il compianto regista Michael Glawogger (1959 – 2014) ci ha regalato nel corso degli anni delle vere e proprie perle del cinema austriaco (e mondiale). Solito dedicarsi sia alla realizzazione di documentari che di lungometraggi, l’autore di Graz si è fin da subito distinto per la sua straordinaria capacità di entrare dentro ogni storia da lui raccontata, senza paura di sperimentare, di quando in quando, anche con nuovi linguaggi cinematografici. Se c’è, tuttavia, un film da lui realizzato che può di diritto essere considerato come unico nel suo genere, esso è senza dubbio Movies in the Mind, realizzato nel 1996 e recentemente riproposto al pubblico dall’Austrian Film Museum all’interno della retrospettiva Glawogger Favorites.

Come già possiamo intuire dal titolo, dunque, il grande protagonista di Movies in the Mind e proprio il nostro amato cinema. Quanti di noi, di fatto, hanno da sempre sognato di realizzare un film? O, ad ogni modo, in quanti sono soliti anche soltanto immaginare possibili film che, in realtà, non verranno mai realizzati? In Movies in the Mind, dunque, dopo un’accurata selezione, sono stati scelti alcuni possibili lungometraggi ideati da altrettante persone e, per l’occasione, sono stati messi in scena seguendo alla lettera i racconti dei protagonisti. Il risultato finale è un’opera corale bizzarra e a tratti esilarante, ma anche estremamente riverente nei confronti della settima arte stessa.

Personalità del calibro di E. P. Wischin, Willy Puchner, Carl Andersen, Christoph Mayr, Viktor Tremmel, Hans Weingartner, Hans Herman Filnk, Susanne Strobl, Richard Blue Lormand, Andreas Dusl, Peter Budil e Boris Schafgans, tutti, in un modo o nell’altro, legati al mondo del cinema, raccontano alla macchina da presa di Michael Glawogger le loro idee. Nel frattempo, scene dai loro lungometraggi immaginari prendono magicamente vita sul grande schermo. Immediatamente ci troviamo nella mente di Franz Kafka. Cosa potrà mai accadere? Non facciamo in tempo a capirlo che vediamo una donna (impersonata da Maria Hofstätter) che cammina con le stampelle in stazione. In seguito all’incontro con un uomo, ella guarirà improvvisamente. E mentre assistiamo alle vicende amorose di un fotografo (Johannes Silberschneider) o alle torture da parte di alcune vampire, nella cucina di un ristorante sta per accadere qualcosa di completamente brutale.

Movies in the Mind, dunque, non offre semplicemente la possibilità ad alcune persone di realizzare i propri film immaginari, non vuole essere un semplice divertissement. Al contrario, sviluppandosi su più livelli, questo interessante lungometraggio di Michael Glawogger ci accompagna per mano in un viaggio all’interno del mondo della settima arte in cui ogni possibile genere cinematografico viene rivisitato sul grande schermo, offrendoci al contempo interessanti spunti di riflessione per quanto riguarda il concetto di messa in scena stessa. Cinema e metacinema vengono analizzati fin nel minimo dettaglio. Movies in the Mind è una vera e propria dichiarazione d’amore al cinema in ogni sua forma. E il cinema stesso, a sua volta, non deve essere affatto élitario, ma, al contrario, è qualcosa che appartiene a ognuno di noi. Michael Glawogger lo sapeva bene.

Titolo originale: Kino im Kopf
Regia: Michael Glawogger
Paese/anno: Austria / 1996
Durata: 87’
Genere: documentario, sperimentale
Sceneggiatura: Michael Glawogger
Fotografia: Michael Glawogger
Produzione: Dor Film

Info: la scheda di Movies in the Mind su iMDb; la scheda di Movies in the Mind sul sito di Michael Glawogger; la scheda di Movies in the Mind sul sito della Austrian Film Commission