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STEFAN ZWEIG: FAREWELL TO EUROPE

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di Maria Schrader

voto: 7.5

Stefan Zweig: Farewell to Europe di Maria Schrader e con un grande Josef Hader è un biopic che rifiuta coscientemente ogni schema precostituito e che nella sua apparente semplicità si rivela ben presto molto più complesso e stratificato di quanto possa inizialmente sembrare.

Lontano dalla patria

L’acclamato attore, regista e cabarettista Josef Hader ha da poco riscosso grande successo di pubblico e di critica alla Berlinale 2024 con Andrea gets a Divorce, il suo secondo lungometraggio da regista. Eppure, considerando esclusivamente la sua carriera cinematografica, uno dei ruoli per lui maggiormente significativi è indubbiamente quello del celebre scrittore Stefan Zweig, protagonista del lungometraggio Stefan Zweig: Farewell to Europe, primo lungometraggio da regista dell’attrice Maria Schrader, realizzato nel 2016, nonché frutto di una coproduzione tra Germania, Francia e Austria.

Stefan Zweig: Farewell to Europe, dunque, ci racconta gli ultimi anni di vita di Zweig, trascorsi tra l’America Latina e gli Stati Uniti insieme alla seconda moglie Lotte (Aenne Schwarz). Diviso in sei episodi, il film prende il via nel 1936, quando lo scrittore sta per essere accolto a un evento speciale a Rio de Janeiro, fino a giungere all’epilogo della storia, nel 1942. Costretto ad abbandonare la sua patria a causa della dittatura nazista e impossibilitato a pubblicare i propri romanzi in Germania e in Austria, Stefan Zweig non ha idea di quando riuscirà a tornare nei suoi luoghi d’origine. “Chi non ha una patria, non ha futuro”. Questa frase verrà pronunciata per la prima volta a Bahia. Il volto pensieroso e tristemente rassegnato di Zweig vale più di mille parole.

Ed è proprio sugli intensi primi piani del protagonista che la macchina da presa di Maria Schrader si sofferma di frequente in Stefan Zweig: Farewell to Europe. Josef Hader, dal canto suo, ha il difficile compito di dar voce a un personaggio dalle mille sfaccettature, tormentato e sofferente, che da tempo sembra aver perso ogni speranza per quanto riguarda un futuro migliore. Persino quando, in occasione del suo sessantesimo compleanno, egli sembra piacevolmente sorpreso e commosso, nel momento in cui sua moglie e alcuni suoi amici gli regalano un cagnolino. Un compito sì difficile, ma compiuto anche nel miglior modo possibile, ulteriore prova della grande poliedricità dell’attore.

Maria Schrader ha saputo gestire tutto ciò con grande competenza, optando per un approccio registico privo di inutili virtuosismi, ma che punta direttamente all’essenziale e che, all’interno di una struttura ben precisa e, come già menzionato, divisa in sei capitoli, mette l’essere umano e i suoi sentimenti in primo piano (proprio come ha sempre fatto, d’altronde, lo stesso Zweig nelle sue opere), regalandoci, di quando in quando, anche scene particolarmente memorabili. Scene che ci colpiscono come un pugno allo stomaco e che, evitando ogni possibile retorica, lasciano alle singole, studiatissime inquadrature il compito di rivelarci dettagli essenziali della storia. Proprio come accade quando il semplice movimento di uno specchio sull’anta di un armadio ci mostra quanto appena accaduto, mentre la macchina da presa, al contempo, resta perfettamente immobile. Stefan Zweig: Farewell to Europe è tutto ciò. Un biopic che rifiuta coscientemente ogni schema precostituito e che nella sua apparente semplicità si rivela ben presto molto più complesso e stratificato di quanto possa inizialmente sembrare.

Titolo originale: Vor der Morgenröte
Regia: Maria Schrader
Paese/anno: Austria, Germania, Francia / 2016
Durata: 106’
Genere: biografico, drammatico
Cast: Josef Hader, Aenne Schwarz, Barbara Sukowa, Valerie Pachner, Tómas Lemarquis, Naomi Krauss, Lenn Kudrjawizki, Nahuel Pérez Biscayart, Robert Finster, Matthias Brandt, Charly Hübner, Natalia Belitski, Irina Potapenko, Ivan Shvedoff, Vincent Nemeth, Cristina do Rego, Stephen Singer, Franziska Traub, João Didelet, Carla Vasconcelos, Sarah Viktoria Frick, Nathalie Lucia Hahnen, Petra Dietrich
Sceneggiatura: Maria Schrader, Jan Schomburg
Fotografia: Wolfgang Thaler
Produzione: X-Filme Creative Pool, Idéale Audience, Maha Productions, Dor Film

Info: la scheda di Stefan Zweig: Farewell to Europe su iMDb; la scheda di Stefan Zweig: Farewell to Europe sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di Stefan Zweig: Farewell to Europe sul sito della Dor Film