Mese: Gennaio 2024

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A PERFECT PAIR

A perfect Pair si distingue innanzitutto per la sottile ironia e autoironia che da sempre ha caratterizzato le opere di VALIE EXPORT. I protagonisti sembrano quasi delle caricature, ma, di fatto, ben si collocano all’interno di un contesto in cui la pubblicità e l’esortazione a comprare, svolgono un ruolo centrale.

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BALL-HEAD

Ball-Head di Mara Mattuschka ci mostra il corpo umano divenuto una sorta di “strumento”, vittima di una società in cui il lavoro, la tecnologia e il capitalismo sembrano aver dimenticato per sempre il valore dell’essere umano stesso.

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THE LAST REAL MEN

In The last real Men la macchina da presa di Ulrich Seidl resta costantemente fissa nel mostrarci i protagonisti mentre raccontano di volta in volta le proprie esperienze. Per quasi tutta la durata del documentario, come sovente accade, appunto, nelle sue opere, la realtà ci viene mostrata così com’è. E nel mostrarsi così com’è viene fuori con tutta la sua assurdità e la sua ridicolaggine, finendo per rivelarsi molto più pericolosa di quanto possa inizialmente sembrare.

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AMANTI IMPERIALI

Nonostante si tratti di un lungometraggio fortemente romanzato e con molte imperfezioni, tutto sommato Amanti imperiali di Rudolf Jugert funziona. E lo fa con una sceneggiatura decisamente semplice, che punta innanzitutto all’essenziale senza divagare e quasi del tutto priva di sottotrame. Tutto fa presagire un’imminente tragedia. Le ombre hanno la meglio sulle luci. Il volto ingenuo di Maria Vetsera parla da sé.

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JOSEF HADER – WILD HADER

Alla Berlinale 2024 Josef Hader presenterà in anteprima mondiale Andrea gets a Divorce, il suo secondo lungometraggio da regista. Considerato il più grande cabarettista austriaco di sempre, Hader ha ottenuto nel corso della sua carriera numerose soddisfazioni, soprattutto nei paesi di lingua tedesca.

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NAVELFABLE

In NavelFable, Mara Mattuschka ha optato per una messa in scena tanto minimalista quanto estremamente sperimentale. Una semplice animazione in stop motion, insieme a primissimi piani, a dettagli di bocche che urlano coperte da calze di nylon e a disegni che ricalcano direttamente i vari strappi sulle suddette calze rendono appieno l’idea di ciò che la regista ha voluto comunicarci.