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CLAUDE FARELL – UN’ATTRICE, MILLE NOMI

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Ancora oggi, il suo volto algido e la sua figura elegante vengono ricordati da numerosi spettatori in tutto il mondo. Soltanto a causa dei mille pseudonimi, forse, il nome Claude Farell viene, purtroppo, spesso confuso.

Sempre in giro per l’Europa

Fa parte di quei numerosi artisti austriaci che hanno avuto successo lontano dalla loro patria, l’attrice Claude Farell. Ma questa, tuttavia, non è una delle particolarità per cui l’interprete viennese viene ricordata oggi. Nata il 7 maggio 1918 con il nome di Monika Burg, infatti, ella assunse nel corso della sua carriera numerosi pseudonimi, tra cui Catherine Farell, Claude Farrell, Paulette Kolar e Paulette von Suchan. Claude Farell, dunque, era soltanto il nome d’arte che mantenne per tutta la vita, o almeno fino alla fine della sua carriera intorno alla fine degli anni Settanta.

La giovane Monika, dunque, visse, in realtà, solo per poco tempo nella sua città natale, dal momento che a causa della carriera da diplomatico del suo patrigno, ella si trasferì di volta in volta in diverse città europee, trascorrendo già durante l’infanzia molto tempo a Parigi, che grandi soddisfazioni le avrebbe regalato in futuro proprio in ambito lavorativo.

Da sempre affascinata dal mondo dello spettacolo, infatti, la giovane Claude Farell iniziò dapprima a studiare danza, poi, una volta formatasi anche nel campo della recitazione, si esibì per la prima volta sui palcoscenici di Bruxelles, scegliendo come suo primo pseudonimo Paula Varchi. Non passò molto tempo, tuttavia, prima che anche il mondo del cinema si accorgesse di lei. E ciò avvenne, inizialmente, soprattutto in Germania, dove lavorò per molte produzioni UFA. Tra i principali film a cui prese parte in questo periodo, ad esempio, ricordiamo Annelie (Josef von Báky, 1941), I due in una grande Città (Volker von Collande, 1942), La Tragedia del Titanic (Herbert Selpin e Werner Klingler, 1943) e Wir seheh uns wieder (Philipp Lothar Mayring, 1945).

La Seconda Guerra Mondiale e il Nazionalsocialismo, tuttavia, crearono non pochi problemi anche a Claude Farell, la quale, avendo preso parte a numerosi film di propaganda ed essendo stata inclusa nella cosiddetta “Lista dei benedetti da Dio”, fu costretta, al termine della guerra, a fuggire dai russi lasciando Berlino in bicicletta e dirigendosi a Parigi insieme alla sua figlioletta nascosta in una scatola di cartone.

Fu proprio in Francia e, successivamente, anche in Belgio che Claude Farell ottenne maggior successo. Ma se, ancora oggi, la ricordiamo in film come Dédée d’Anvers (Yves Allégret, 1948), Il Segreto di Mayerling (Jean Delannoy, 1949) e Documento fatale (André Hunebelle, 1951), giusto per fare qualche esempio, è soprattutto per il film I Vitelloni di Federico Fellini, in cui impersonava il ruolo della sorella di Alberto Sordi, che l’affascinante Claude viene da tutti ricordata.

Come già menzionato, dunque, Claude Farell lavorò soltanto fino alla fine degli anni Settanta, rendendo sempre più sporadiche le sue partecipazioni a film e serie televisive. Proprio del 1978, infatti, è la serie Vor Gericht seh’n wir uns wieder, diretta da Peter Weck, nonché la sua ultima apparizione per il suo pubblico. Rimasta a vivere definitivamente in Francia, l’attrice morì il 17 marzo 2008 a Mâcon, appena prima del suo novantesimo compleanno. Ancora oggi, dunque, il suo volto algido e la sua figura elegante vengono ricordati da numerosi spettatori in tutto il mondo. Soltanto a causa dei mille pseudonimi, forse, il nome Claude Farell viene, purtroppo, spesso confuso.

Info: la scheda di Claude Farell su iMDb