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FRITZ MULIAR – RIDERE IN TEATRO, RIDERE AL CINEMA

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Da Peter Turrini a Il Commissario Rex. Una vita particolarmente intensa e ricca di soddisfazioni, così come di eventi drammatici, quella del celebre attore Fritz Muliar. E il suo pubblico, ancora oggi, non ha mai dimenticato quel simpatico signore che per molti e molti anni lo ha fatto ridere, spesso anche sfruttando la propria conoscenza della lingua yiddish.

Una vita per il suo amato pubblico

Fino a un giorno prima della sua morte, avvenuta il 4 maggio 2009 a Vienna, il celebre attore e cabarettista Fritz Muliar ha recitato per il suo pubblico. Ciò è avvenuto al Theater in der Josefstadt, nella commedia Die Wirtin, scritta da Peter Turrini e liberamente tratta da La Locandiera di Carlo Goldoni. E anche se numerose furono le sue partecipazioni a film e a serie televisive (la più celebre delle quali, che lo ha reso noto a livello internazionale, è sicuramente Il Commissario Rex, a cui prese parte dal 1994 al 1998 nel ruolo del commissario in pensione Max Koch, amico e mentore del giovane commissario Richard Moser, impersonato da Tobias Moretti), si può tranquillamente affermare che il grande amore della sua vita fu proprio il teatro, dove recitò per più di settant’anni, festeggiando l’importante anniversario nel 2006.

Friedrich Ludwig Stand, dunque, nacque il 12 dicembre 1919 a Vienna, figlio illegittimo dell’ufficiale imperiale e redattore tirolese Josef Weichselbaum (con cui, tuttavia, egli non ebbe mai alcun contatto) e della segretaria di banca Leopoldine Johanna Stand. Soltanto in seguito al matrimonio di quest’ultima con il gioielliere ucraino di origini ebraiche Moische Leib Muliar, il giovane Fritz acquisì il cognome con cui oggi tutti noi lo conosciamo.

Dopo il diploma, a sedici anni il giovane Fritz Muliar iniziò già a studiare recitazione presso il Neues Wiener Konservatorium e subito dopo iniziò a esibirsi come cabarettista in piccoli teatri della città. Con la Seconda Guerra Mondiale, tuttavia, le cose cambiarono: Fritz dovette arruolarsi, ma ben presto fu addirittura condannato a morte per aver tentato di sabotare l’armata. La sua condanna, tuttavia, venne presto trasformata in una pena detentiva di cinque anni ed egli trascorse l’intero periodo, fino alla fine della guerra, come prigioniero degli inglesi.

Fu soltanto dalla metà degli anni Quaranta che la carriera di Fritz Muliar subì il vero salto di qualità. Egli, infatti, iniziò a esibirsi in numerosi teatri del paese, a Klagenfurt, a Graz e, infine, nella sua Vienna, dapprima al Raimundtheater, poi al Wiener Volkstheater, al Burgtheater e, naturalmente, al Theater in der Josefstadt. Elogiato dal pubblico e dalla critica (addirittura lo scrittore Ernst Lothar fu particolarmente colpito da lui), Fritz Muliar ebbe modo di recitare in opere di Johann Nestroy, di Ludwig Anzengruber, di William Shakespeare e anche di Berthold Brecht, giusto per fare qualche esempio, rivelandosi ogni volta particolarmente arguto e divertente e divenendo ben presto un volto famigliare e rassicurante per il suo pubblico.

Fritz Muliar prese parte, nel corso della sua lunga carriera, a più di cento film e serie televisive, tra cui Lumpazivagabundus (Franz Antel, 1956), tratto dall’omonima commedia di Johann Nestroy, Der Bockerer (Michael Kehlmann, 1963), l’ormai cult Muttertag (Harald Sicheritz, 1993), Radetzkymarsch (Axel Corti e Gernot Roll, 1994) e Qualtingers Wien (Harald Sichertz, 1997), commedia tutta viennese interamente basata su alcuni schizzi realizzati dal compianto Helmut Qualtinger, con cui Muliar aveva avuto spesso occasione di lavorare.

Una vita particolarmente intensa e ricca di soddisfazioni, così come di eventi drammatici, quella di Fritz Muliar. Sposatosi due volte (la sua seconda moglie era Franziska Kalmar, prima annunciatrice televisiva austriaca), egli ebbe tre figli e il suo primogenito Hans, nato dal matrimonio con Gretl Doering, morì soltanto nel 1990. Ad ogni modo, suo nipote Markus (figlio di Hans) ci ha dato l’opportunità, nel 2015, di conoscere meglio alcuni dettagli della vita di suo nonno pubblicando il libro Damit wir uns verstehen!, in cui sono contenuti estratti dal diario dello stesso Fritz Muliar, insieme ad alcune lettere da lui scritte durante la Seconda Guerra Mondiale. Il suo pubblico, ancora oggi, non ha mai dimenticato quel simpatico signore che per molti e molti anni lo ha fatto ridere, spesso anche sfruttando la propria conoscenza della lingua yiddish. La Muliarplatz, nel ventitreesimo distretto di Vienna, è solo una prova di quanto l’attore sia stato importante per il suo paese.

Info: la scheda di Fritz Muliar su iMDb