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REALTIME

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di Siegfried A. Fruhauf

voto: 8.5

In Realtime non v’è bisogno praticamente di null’altro a far sì che il Cinema possa manifestarsi sul grande schermo in tutta la sua efficacia comunicativa. In poco più di quattro minuti, ecco che accade la magia. Lo spettatore ne è ipnotizzato.

La magia sul grande schermo

Luce, movimento e suono. Questi sono i tre elementi necessari affinché il Cinema possa prendere vita. E spesso non v’è bisogno nemmeno di particolari orpelli o sceneggiature elaborate affinché un’opera cinematografica possa essere proiettata sullo schermo in tutta la sua potenza visiva e uditiva. Da tale concetto partono chiaramente le teorie di Peter Kubelka, noto per i suoi cortometraggi “estremi” e fortemente sperimentali, per quanto riguarda il concetto di messa in scena stessa e la ricerca costante di forme di cinema puro. A visionare il cortometraggio Realtime, dunque, dello stesso avviso sempre essere anche il regista Siegfried A. Fruhauf, da sempre solito sperimentare con ogni possibile forma di messa in scena (sia per quanto riguarda il cinema d’animazione che il cinema in live action), pur risultando decisamente meno “estremo” del suo collega Kubelka.

In Realtime, tuttavia, Fruhauf ci sembra più estremo che mai. Su uno schermo totalmente nero vediamo, in basso, comparire lentamente una piccola macchia gialla. Tale macchia si sposta gradualmente verso il centro dell’inquadratura, per poi rivelarsi essere un corpo celeste. Un corpo celeste che si muove seguendo un’orbita ben precisa e che, quindi, ci fa facilmente prevedere dove andrà a posizionarsi. Ma allora, come mai, durante la visione di Realtime, proviamo questo forte senso di suspence?

Qui, dunque, entra in gioco proprio la musica. Una musica essenziale, estremamente minimalista, sapientemente rielaborata per l’occasione da Jürgen Gruber e Christoph Ruschak. Una musica atta a far crescere non soltanto un forte senso di tensione, ma anche una sorta di aspettativa da parte dello spettatore stesso. In che modo Siegfried A. Fruhauf smetterà di osservare tale astro? Come cambierà il suo approccio a quanto sta accadendo davanti alla sua macchina da presa?

In Realtime, dunque, non v’è bisogno praticamente di null’altro a far sì che il Cinema possa manifestarsi sul grande schermo in tutta la sua efficacia comunicativa. In poco più di quattro minuti, dunque, ecco che accade la magia. Lo spettatore ne è ipnotizzato. Siegfried A. Fruhauf sa perfettamente quando deve interrompere questa sua opera e, al contempo, ci regala pochi, essenziali minuti di pura bellezza. Cinema del reale, cinema sperimentale, cinema allo stato puro. Realtime può essere classificato in molti modi diversi, pur rientrando appieno in ognuna di queste categorie. E nel classificarsi come una delle opere più estreme e minimaliste del regista di Grieskirchen, ci conferma ancora una volta lo straordinario talento del suo autore nel giocare con il mezzo cinematografico, senza aver mai paura di osare o di tentare nuove strade. Se mai si sperimenta, mai ci si evolve. E Siegfried A. Fruhauf sembra aver fatto tale concetto suo da molto, molto tempo ormai.

Titolo originale: Realtime
Regia: Siegfried A. Fruhauf
Paese/anno: Austria / 2002
Durata: 4’
Genere: sperimentale
Sceneggiatura: Siegfried A. Fruhauf
Fotografia: Siegfried A. Fruhauf
Produzione: Siegfried A. Fruhauf

Info: la scheda di Realtime su iMDb; la scheda di realtime sul sito della sixpackfilm; il sito ufficiale di Siegfried A. Fruhauf