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A BOY’S LIFE

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di Christian Krönes e Florian Weigensamer

voto: 7.5

Christian Krönes e Florian Weigensamer hanno sì puntato sull’emotività, ma hanno al contempo evitato ogni retorica, lasciando semplicemente che le parole di Daniel Chanoch facessero da protagoniste assolute. Protagoniste di un documentario, questo A Boy’s Life, che colpisce come un pugno allo stomaco.

I ricordi di un bambino

Nel 2016 i registi Christian Krönes e Florian Weigensamer hanno iniziato un importante percorso atto a testimoniare le brutture della Seconda Guerra Mondiale e, nello specifico, del Nazionalsocialismo attraverso una serie di ritratti di chi, in un modo o nell’altro, ha vissuto tutto ciò in prima persona. Nel 2016, dunque, è stata la volta di Brunhilde Pomsel (1911 – 2017), segretaria di Joseph Goebbels, nel documentario A German Life; cinque anni dopo, invece, l’imprenditore Marko Feingold (1913 – 2019), sopravvissuto ai campi di concentramento, ha raccontato la sua storia davanti alla macchina da presa in A Jewish Life (diretto insieme ai registi Roland Schrotthofer e Christian Kermer); infine, nel 2023, ecco arrivare un terzo capitolo della saga: A Boy’s Life, incentrato su Daniel Chanoch, anch’egli sopravvissuto ai campi di concentramento (e agli esperimenti di Josef Mengele).

A differenza di quanto accaduto in A Jewish Life, in cui venivano fatti anche importanti parallelismi con i giorni nostri, in A Boy’s Life, dunque, Chanoch, originario di una piccola cittadina della Lituania, si è concentrato principalmente sulla sua infanzia, sull’Olocausto vissuto dal punto di vista di un bambino. Un bambino allontanato dalla sua famiglia all’età di otto anni e che ha in qualche modo ricominciato a vivere a partire dai dodici anni, una volta finita la guerra, sebbene anche in quel periodo le difficoltà a ricominciare una vita “normale” erano ancora tante.

La macchina da presa di Christian Krönes e Florian Weigensamer si concentra esclusivamente sul volto del suo magnetico protagonista. Intorno a lui tutto è buio. Un curato bianco e nero e il forte contrasto tra luci e ombre stanno a sottolineare la drammaticità di ciò che ci viene raccontato, rendendo appieno l’idea di un periodo storico in cui la libertà personale e il rispetto per l’essere umano stesso sembravano soltanto un vago ricordo.

Analogamente a quanto è accaduto in A German Life e in A Jewish Life, anche in A Boy’s Life i due registi hanno adottato un approccio decisamente estremo e fortemente minimalista, al fine di concentrarsi esclusivamente sui loro protagonisti, senza alcun altro “elemento di disturbo” (fatta eccezione, naturalmente, per brevi inserti riguardanti filmati d’epoca, spot propagandistici o anche piccoli cortometraggi d’animazione satirici prodotti principalmente negli Stati Uniti e in Russia). Una scelta, la presente, particolarmente azzeccata, che conferisce una buona fluidità all’intera messa in scena, fornendoci, al contempo, un’idea esaustiva di ciò che era l’atmosfera dell’epoca, sia in Germania che all’estero.

Christian Krönes e Florian Weigensamer, dal canto loro, hanno sì puntato sull’emotività e sull’impatto che una storia del genere può avere sullo spettatore, ma hanno al contempo evitato ogni retorica, lasciando semplicemente che le parole di Daniel Chanoch facessero da protagoniste assolute. Protagoniste di un documentario, questo A Boy’s Life, che colpisce come un pugno allo stomaco. Un documentario che ci racconta uno dei periodi più drammatici del secolo scorso attraverso i ricordi di un bambino costretto a diventare adulto prima del tempo. Un’opera estremamente raffinata e dal fascino magnetico, che ricorderemo per molto e molto tempo.

Titolo originale: A Boy’s Life
Regia: Christian Krönes, Florian Weigensamer
Paese/anno: Austria / 2023
Durata: 96’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Florian Weigensamer, Christian Krönes
Fotografia: Christian Kermer
Produzione: Blackbox Film

Info: la scheda di A Boy’s Life su iMDb; la scheda di A Boy’s Life sul sito della Blackbox Film; la scheda di A Boy’s Life sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di A Boy’s Life sul sito della Diagonale