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ELYAS M’BAREK – UN AUSTRIACO DI MONACO DI BAVIERA

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Perfettamente a proprio agio sia nelle commedie che in lungometraggi dai toni più drammatici, il carismatico Elyas M’Barek è, al giorno d’oggi, uno degli attori più amati nel cinema di lingua tedesca (e non solo).

Cinema, televisione e molto altro

Dalla serie tv di grande successo Kebab for Breakfast agli ultimi ruoli nelle commedie brillanti tedesche, la stella di Elyas M’Barek, austriaco di Monaco di Baviera, continua a brillare. E continua a farlo di luce propria, indipendentemente dalle recensioni delle produzioni a cui prende parte, a testimoniare quanto di buono iniziato nel lontano 2001, quando ancora studente prese parte alla teen-comedy Ragazze Pom Pom al Top (Dennis Gansel, 2001).

“Monaco di Baviera è la mia città”

Nato nella città dell’Isar nel 1982, da padre tunisino e madre austriaca, dalla quale ha “ereditato” il passaporto e la cittadinanza austriaca, Elyas M’Barek cresce nel capoluogo bavarese, identificandosi in tutto e per tutto con la mentalità e il mos maiorum cittadino, dialetto compreso. Dopo il debutto cinematografico, avvenuto, come detto, durante il periodo scolastico al Robert Bosch Fachoberschule, ovviamente di Monaco, Elyas collezionerà altre apparizioni sia televisive che cinematografiche, una delle quali nel film cult Wholetrain (Florian Gaag, 2006), prima della ribalta internazionale guadagnata nel biennio 2006-2008 con la serie tv Kebab for Breakfast, successo fondamentalmente mondiale.

Questo spaccato di quotidianità berlinese racconta una storia di integrazione e convivenza di una famiglia allargata, formata da due nuclei diversissimi tra loro, vale a dire i tedeschi Schneider e i turchi Öztürk. L’evoluzione del bullo Cem, nel corso delle tre stagioni, sarà il primo saggio della bravura di Elyas M’Barek, capace di dare colore e soprattutto sentimento a uno svogliato studente, insensibile e col piglio del duro, che saprà, pian piano, farsi benvolere imparando la tolleranza e l’altruismo; il tutto senza perdere credibilità, anzi.

Il successo e le commedie brillanti

Sulla scia di questo successo, Elyas M’Barek resterà per un certo tempo legato al ruolo del giovane studente figlio di immigrati, soprattutto per la sua fisionomia, come nell’angosciante L’Onda (Dennis Gansel), film tedesco del 2008 sull’esperimento nazista denominato “The Third Wave”, effettuato in California nel 1967 dal professor Ron Jones. Dopo la degna conclusione della serie di cui sopra con la trasposizione cinematografica del 2012, inizieranno a spalancarsi per Elyas M’Barek le porte delle commedie, grazie alla sua bravura di saper far ridere pur mantenendo una parvenza di serietà.

Grazie alla fortunata trilogia intitolata Fuck you, Prof!, la transizione da interessante promessa a starboy del cinema tedesco nel giro di un lustro, o forse meno, è completata del tutto. Complice, in questo senso, il carisma dato da M’Barek al criminale Zeki che, nel tentativo di salvarsi, diventa incredibilmente professore di liceo. Divertente e cocciuto al tempo stesso, l’ottima interpretazione gli è valsa anche il Romy 2014 come attore più amato dal pubblico.

Una nuova veste drammatica

Al di là di alcune apparizioni in altri lavori televisivi, principalmente criminal-polizieschi di produzione teutonica, la sfida successiva è rappresentata da un trittico di drammi, successi di critica e di pubblico, che ridanno una nuova veste a Elyas M’Barek, pronto a smarcarsi dalla sequenza di sorrisi smaglianti e battute cattive che lo hanno portato fin qui. Il Caso Collini (Marco Kreuzpaintner, 2019), thriller politico-legale che si svolge su più livelli temporali, uno dei venti e passa remake di Perfetti Sconosciuti e il drammatico La Vita che volevamo (Ulrike Kofler, 2020), nonostante la diversità di scrittura, confermano tutti come Elyas M’Barek sia a suo agio anche con i toni più seri e drammatici, che i ruoli di avvocato, padre-casalingo non esattamente felice e marito in crisi, per forza di cose, impongono.

La sua prima interpretazione drammatica, nello specifico, è stata accolta con un grande applauso soprattutto dalla critica, forte anche di una preparazione stanislavskijana effettuata presso tribunali e udienze. Ne La Vita che volevamo, girato tra Vienna e la Sardegna, la difficile situazione che marito e moglie sono costretti ad affrontare, dopo il fallimento del quarto tentativo di fecondazione in vitro, è resa con grande intensità soprattutto quando si tratta di doversi confrontare, giocoforza, con la famiglia dei vicini di alloggio, che sembrano rappresentare in tutto e per tutto quello che probabilmente i due protagonisti non saranno mai. Notevole, in questo senso, la performance di Elyas M’Barek, fatta di silenzi disillusi e di atteggiamenti provocatori decisamente ben riusciti.

Negli anni recenti

Nonostante l’aver ammesso di aver iniziato a studiare economia come alternativa, gli affari non hanno tardato ad arrivare. Già detto di cinema e tv, degno di menzione è anche il suo ottimo lavoro come doppiatore, nel film per ragazzi Paddington 1 e 2, in Monster University e, infine, in Hotel Transylvania. Dopo il ritorno alle commedie, che lo hanno reso uno degli attori più conosciuti del cinema di lingua tedesca, con i ruoli da protagonista in Nightlife (Simon Verhoeven, 2020) e in Liebesdings (Anika Decker, 2022), l’ingresso negli -anta è anche coinciso con il matrimonio con la fidanzata Jessica e il trasferimento a New York. Che sia arrivato il momento per il salto definitivo oltreoceano?

Info: la scheda di Elyas M’Barek su iMDb