it-works-ii-2022-schonwiese-copyright-sixpackfilm-recensione

IT WORKS II

      Nessun commento su IT WORKS II

This post is also available in: Deutsch (Tedesco)

di Fridolin Schönwiese

voto: 7

Le immagini parlano da sé, durante la visione di It works II. Non v’è bisogno di null’altro, nemmeno di ridondanti didascalie. E infatti, bisogna riconoscere a Fridolin Schönwiese una spiccata sensibilità nel raccontarci le storie di Gerald, Michael e Valentin.

Tre storie, tre mondi

Ognuno di noi ha un proprio, soggettivo modo di vivere la realtà che ci circonda. Può sembrare un cliché, ma soltanto quando ci si ferma a osservare da vicino le persone intorno a noi possiamo realmente comprendere in che modo la vita venga vissuta e concepita da ogni singolo individuo. Questo, dunque, è anche quello che ci ha mostrato il regista Fridolin Schönwiese nel suo documentario It works II, in cui ha seguito da vicino le storie di tre giovani uomini – Gerald, Valentin e Michael – ognuno dei quali è affetto da un diverso tipo di disabilità. E ognuno di loro, appunto, è pronto ad accompagnarci per mano nel suo mondo.

It works II, dunque, riprende le tematiche del cortometraggio It works (di cui, proprio all’inizio del documentario, possiamo vedere qualche breve spezzone), realizzato dallo stesso Schönwiese nel 1998, quando i tre protagonisti avevano ancora dieci anni. A distanza di ventiquattro anni, dunque, vediamo come le cose siano cambiate, come loro stessi siano cambiati (“È interessante vedere come siamo cambiati”, afferma lo stesso Michael in apertura del documentario) e come siano, oggi, le loro vite.

La macchina da presa di Fridolin Schönwiese segue fedelmente e in modo sinceramente affezionato i suoi protagonisti. Mentre Gerald sembra il più estroverso dei tre, è appassionato di musica e ha addirittura un suo canale Youtube, Michael da sempre sogna di partecipare alle paralimpiadi con la sua speciale bicicletta. Valentin, invece, sembra vivere nel suo mondo e a volte è più schivo rispetto agli altri. Tutti e tre vengono osservati dal regista durante la loro quotidianità, prima di pubblicare un nuovo video su internet, durante una festa di paese e persino durante una gita sulle montagne innevate.

Le immagini parlano da sé, durante la visione di It works II. Non v’è bisogno di null’altro, nemmeno di ridondanti didascalie. E infatti, bisogna riconoscere a Fridolin Schönwiese una spiccata sensibilità nel raccontarci le storie di Gerald, Michael e Valentin. Un approccio registico il più possibile semplice ed essenziale si è rivelato, dunque, la soluzione giusta per far sì che lo spettatore possa sentirsi immediatamente vicino ai tre magnetici protagonisti. Realismo e lirismo si incontrano e creano, insieme, una piacevole armonia.

It works II è, dunque, un emozionante e toccante viaggio non in uno, bensì in tre diversi mondi che in pochi conoscono da vicino. Le sorprese non mancano, ogni cliché viene sapientemente evitato. E spesso, il silenzio prende il sopravvento sulle parole e ci regala puri, semplici, ma anche estremamente necessari momenti di contemplazione. Proprio come quando ci si ferma ad ammirare il paesaggio dall’alto di una montagna. L’amicizia tra Fridolin Schönwiese e i tre protagonisti di It works II dura da circa venticinque anni. Nel corso degli anni anche il pubblico a imparato a conoscerli e a volere loro bene. E chissà se in futuro avremo modo di vedere anche un terzo capitolo della saga a loro dedicata.

Titolo originale: It works II
Regia: Fridolin Schönwiese
Paese/anno: Austria / 2022
Durata: 103’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Fridolin Schönwiese
Fotografia: Joerg Burger, Johannes Hammel, Fridolin Schönwiese
Produzione: Fridolin Schönwiese

Info: il sito ufficiale di It works II; la scheda di It works II sul sito del Filmarchiv Austria; la scheda di It works II sul sito della sixpackfilm; la scheda di It works II sul sito della Diagonale