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MICHAEL BERGER – A HYSTERIA

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di Thomas Fürhapter

voto: 7

In Michael Berger – A Hysteria vediamo come i luoghi vengano messi costantemente in primo piano e, nella loro quasi irreale e talvolta inquietante tranquillità, facciano da scenario perfetto per le vicende raccontate nel frattempo dalla voice over. Alla Viennale 2022, sezione Österreich real.

Alla ricerca di Michael Berger

Michael Berger. Un nome che sentiremo spesso nominare durante la visione del documentario Michael Berger – A Hysteria, diretto da Thomas Fürhapter nel 2010 e riproposto al pubblico in occasione della Viennale 2022, all’interno della retrospettiva Õsterreich real del Filmarchiv Austria. Già, perché, di fatto, il suddetto Michael Berger è divenuto, nel corso degli anni, una vera e propria ossessione per le autorità in tutto il mondo. Vediamo perché.

Colpevole di aver effettuato investimenti truffaldini ai danni dell’economia su larga scala, Berger – un giovane uomo di trentuno anni, nato e cresciuto in Austria (tra l’altro, ex compagno di scuola del regista stesso), ma residente da diversi anni negli Stati Uniti – non si è mai presentato al processo che lo riguardava in prima persona. Nessuno, per molti anni, è stato in grado di capire dove si trovasse e dove fosse scappato. Forse aveva scelto come nuovo luogo di residenza una remota isola? O forse era tornato nel suo paese natale, in Austria, nascosto in casa dei suoi nonni?

In questo suo documentario Michael Berger – A Hysteria, Thomas Fürhapter ripercorre tutte le tappe fondamentali delle recenti vicende di Berger. Partendo, infatti, dal suo mancato processo, una voice over ci racconta a ritroso la sua storia, fino ad arrivare nuovamente ai tempi più recenti. Nel frattempo, immagini fredde e statiche di città, paesi e sedi di importanti istituti finanziari fanno quasi da protagonisti assoluti sul grande schermo. E così, dunque, viene creato un importante parallelismo tra le vicende di un singolo individuo e l’economia mondiale, così apparentemente inattaccabile, quanto, in realtà, molto più fragile di quanto si possa pensare.

La macchina da presa di Thomas Fürhapter (e di Chris Weiß) rimane costantemente statica. V’è una totale assenza di musiche. Michael Berger. Michael Berger. Michael Berger. La voce fuoricampo ripete il nome di protagonista centinaia di volte, mentre ci racconta la sua storia. Quasi come se egli fosse un’ossessione, una chimera. Nessuno sa dove sia, nessuno lo ha mai più visto. E in questo clima di totale isteria questo interessante documentario di Fürhapter trova il suo ideale compimento, ricordando, per quanto riguarda l’approccio e la messa in scena, il documentario Knittelfeld – A Town without a History, realizzato da Gerhard Benedikt Friedl nel 1997 e anch’esso presentato alla Viennale 2022, all’interno della medesima retrospettiva.

Proprio come nel documentario di Friedl, dunque, anche in Michael Berger – A Hysteria vediamo come i luoghi vengano messi costantemente in primo piano e, nella loro quasi irreale e talvolta inquietante tranquillità, facciano da scenario perfetto per le vicende raccontate nel frattempo dalla voice over. Cosa ha portato i protagonisti di entrambi i documentari ad agire in modo così scellerato? In che modo gli ambienti in cui sono cresciuti e hanno vissuto li hanno influenzati? Ancora una volta, una società malata (e, in questo caso specifico, un forte, fortissimo capitalismo) è colpevole di ciò che siamo e di ciò che siamo diventati.

Titolo originale: Michael Berger- Eine Hysterie
Regia: Thomas Fürhapter
Paese/anno: Austria / 2010
Durata: 50’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Thomas Fürhapter
Fotografia: Chris Weiß
Produzione: Thomas Fürhapter

Info: la scheda di Michael Berger – A Hysteria sul sito della Viennale; la scheda di Michael Berger – A Hysteria su iMDb; la scheda di Michael Berger sul sito della sixpackfilm