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MY SENTENCE

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di Amina Handke

voto: 8

Diviso in due parti, My Sentence gioca sapientemente con immagini e percezioni. Immagini di pianeti si alternano a scene in cui vediamo la protagonista specchiarsi nei camerini del teatro, nel suo letto o davanti a una biglietteria in metropolitana. Amina Handke ha saputo gestire tutti questi elementi dando vita a un’opera che, pur ispirandosi alla celebre commedia Kaspar di Peter Handke, vanta una ben marcata personalità. Alla Viennale 2022.

Di padre in figlia

Non è facile realizzare una trasposizione cinematografica di una delle opere del celebre scrittore, drammaturgo e Premio Nobel per la Letteratura nel 2019 Peter Handke. Non è facile, ma nemmeno impossibile, soprattutto se si conoscono tali opere alla perfezione e si è perfettamente in grado di gestirle a proprio piacimento, conferendogli ogni volta forme totalmente nuove. Tale complessa operazione è stata effettuata, ad esempio, proprio da Amina Handke, figlia di Peter, la quale ha presentato alla Viennale 2022 il suo lungometraggio d’esordio, My Sentence, ispirato alla commedia Kaspar, scritta da suo padre nel 1967.

Kaspar era ispirato alla vita di Kaspar Hauser e si concentrava, dunque, sulla potenza del linguaggio e su quanto lo stesso possa essere uno strumento di manipolazione da parte di una società che ci vuole sempre più conformisti. In My Sentence, la regista ha optato per una protagonista femminile – impersonata proprio da sua madre, l’attrice Libgart Schwarz – dando vita inizialmente a un intimo ritratto famigliare che ben presto si trasforma in un discorso molto più complesso riguardante, appunto, il potere del linguaggio, la sua decostruzione e l’improvvisa perdita dello stesso.

La storia messa in scena, dunque, è quella di una donna non più giovane che, alla vigilia della rappresentazione teatrale di Kaspar, appunto, perde le sue capacità linguistiche. Da questo momento in avanti, il film prende una piega del tutto astratta e antinarrativa, cinema e metacinema si incontrano insieme a momenti girati direttamente in teatro o a scene realizzate nel bel mezzo di un bosco, mentre la protagonista è intenta a passeggiare insieme a un asinello.

Non vi sono apparentemente regole, in My Sentence. Proprio come accade per il linguaggio e per le numerose frasi ripetute in continuazione e con tutte le possibili varianti dalla protagonista, anche il film sembra seguire una strada tutta sua, rifiutando categoricamente ogni schema precostituito. Eppure, al contempo, tutto è studiato fin nel minimo dettaglio. La regista, infatti, partendo dal testo originale di suo padre, ha effettuato una serie di tagli e di modifiche al fine di poter realizzare non soltanto un film sul potere della lingua da un punto di vista sociale, ma anche un film con sua madre e per sua madre. Un film estremamente intimo e personale che tratta anche il tema dell’anzianità e della perdita di controllo in modo estremamente delicato e mai banale.

Diviso in due parti nette, My Sentence gioca sapientemente con immagini e percezioni. Immagini di pianeti si alternano a scene in cui vediamo la protagonista specchiarsi nei camerini del teatro, nel suo letto o addirittura – in apertura del film – davanti a una biglietteria in metropolitana. Amina Handke ha saputo gestire tutti questi elementi dando vita a un’opera che, pur ispirandosi a una delle più celebri commedie austriache del secolo scorso, vanta anche una propria, ben marcata personalità. Un’opera che non si è lasciata affatto intimidire dal testo di partenza e che, nell’insieme, si presenta come una vera e propria dichiarazione d’amore all’attrice Libgart Schwarz. Un tenero rapporto madre-figlia in un film estremamente raffinato e stratificato.

Titolo originale: Mein Satz
Regia: Amina Handke
Paese/anno: Austria / 2022
Durata: 85’
Genere: drammatico, sperimentale
Cast: Libgart Schwarz, Helga Illich, Caroline Peters
Sceneggiatura: Amina Handke
Fotografia: Marianne Andrea Borowiec
Produzione: FAD

Info: la scheda di My Sentence sul sito della Viennale; la scheda di My Sentence sul sito di Amina Handke; la scheda di My Sentence su iMDb