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DROWNED

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di Friedl vom Gröller

voto: 7.5

In Drowned vediamo come Friedl vom Gröller abbia messo in scena la propria morte. A tal fine, dunque, la regista si è avvalsa di ben due forme di espressione artistica (poesia e musica), al fine di realizzare un’opera tutta nuova e soggettiva che nell’ambito della settima arte trova il suo finale compimento. Alla Viennale 2022.

Poesia e musica

Filmare la propria morte. Un’operazione indubbiamente affascinante che è già stata tentata da diversi cineasti in tutto il mondo. Basti pensare, ad esempio, al recente cortometraggio The Death of David Cronenberg, diretto, appunto, dal celebre regista canadese insieme a sua figlia Caitlin nel 2021. Poteva, dunque, una cineasta del calibro di Friedl vom Gröller restare indifferente di fronte a una tale prospettiva? Assolutamente no. E, infatti, eccola arrivare alla Viennale 2022 con ben due cortometraggi realizzati in questo ultimo anno: Drowned e Neue Fenster.

Proprio in Drowned, dunque, vediamo come la regista e fotografa abbia messo in scena la propria morte. A tal fine, dunque, Friedl vom Gröller si è avvalsa di ben due forme di espressione artistica (poesia e musica), al fine di realizzare un’opera tutta nuova e soggettiva che nell’ambito della settima arte trova il suo finale compimento. Partendo, infatti, dal testo Requiem vom ertrunkenen Mädchen di Bertold Brecht, ecco che le parole prendono magicamente forma sullo schermo e insieme alla musica di Lotte Lenya danno vita a qualcosa di totalmente nuovo. Qualcosa di semplice e complesso allo stesso tempo che nelle sue elementari immagini racchiude significati più profondi di quanto inizialmente possa sembrare.

La voce della regista intona le parole di Bertold Brecht. Nel frattempo, sullo schermo possiamo vedere immagini di ruscelli, di acque visibilmente inquinate. Poi, improvvisamente, ciò che non ci aspettiamo: il corpo della regista stessa sommerso dalle acque. Annegato. cosa avrà portato alla sua prematura morte? Friedl vom Gröller sembra voler aprire un discorso ben più ampio, un discorso che riguarda l’urgente questione dell’inquinamento e di come esso possa essere letale per noi esseri umani. Questa, almeno, è una delle tante possibili interpretazioni di questo piccolo e raffinato Drowned.

Già, perché, di fatto, la cineasta si è spesso divertita, nel corso della sua lunga e rispettabile carriera, a realizzare tanti brevi cortometraggi in bianco e nero – tutti filmati rigorosamente in Super 8 – in cui tramite semplici, brevi immagini vengono messi in scena concetti oltremodo complessi. Drowned ne è un esempio e, durante la visione, non si può non notare anche una sottile ironia e autoironia, tipiche del suo cinema. Se non fosse, infatti, per le condizioni delle acque che vediamo all’inizio del cortometraggio, si potrebbe addirittura pensare a un puro divertissement, realizzato, appunto, con l’unico scopo di mettere in scena la propria morte, affrontando, al contempo, la non facile sfida del trasformare una poesia in cinema.

In soli tre minuti, dunque, Friedl vom Gröller ci ha regalato ancora una volta una piccola perla studiata nel dettaglio ed estremamente raffinata. Un’ulteriore conferma del suo grande talento, in grado di plasmare le immagini a proprio piacimento creando spesso un’interessante commistione tra le arti. In Drowned poesia, musica e cinema si incontrano e danno vita a una nuova, bellissima armonia.

Titolo originale: Ertrunken
Regia: Friedl vom Gröller
Paese/anno: Austria / 2022
Durata: 3’
Genere: sperimentale
Cast: Friedl vom Gröller
Sceneggiatura: Friedl vom Gröller
Fotografia: Friedl vom Gröller
Produzione: Friedl vom Gröller

Info: la scheda di Drowned sul sito della Viennale; la scheda di Drowned sul sito della sixpackfilm