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SPARTA

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di Ulrich Seidl

voto: 8

Un forte contrasto interiore è il vero fulcro di Sparta. Ewald ride quando gioca con i bambini. Lentamente, però, la sua risata si trasforma in un pianto. Un pianto che nessuno nota, che trova sfogo soltanto all’interno di una macchina o nella casa di riposo dove si trova suo padre. Sottili sfumature e cambi di registro che dicono più di mille parole. Ulrich Seidl (e l’ottimo Georg Friedrich) rendono alla perfezione tutto ciò e ci mostrano come il protagonista sia in realtà l’unica vera vittima delle sue stesse debolezze. Alla Viennale 2022.

“Piccolo fratello”

Siamo tutti vittime e carnefici allo stesso tempo. Questo è un concetto che Ulrich Seidl ha spesso esposto nei suoi film, presentandoci ogni volta personaggi ambigui, ambivalenti, perennemente tormentati da profondi contrasti interiori. Ed è proprio un forte contrasto, una netta contrapposizione tra ciò che accade all’esterno e ciò che ogni protagonista vive dentro di sé a essere raccontato ogni volta per immagini in modo del tutto sottile e stratificato, in una messa in scena che si distingue ogni volta per impeccabile maestria. Questo, dunque, è anche il caso di Sparta, probabilmente il film più controverso diretto dal regista di Vienna. A causa, infatti, dei temi trattati e – soprattutto – a causa di informazioni poco precise pubblicate alla vigilia della sua prima mondiale al Toronto Film Festival 2022, Sparta ha rischiato di non venire più proiettato in nessun’altra manifestazione cinematografica.

Fortunatamente, poi, non è andata così. E infatti, una settimana dopo, il film è stato presentato in anteprima al San Sebastian Film Festival, dove ha ottenuto una buona accoglienza da parte di pubblico e critica, e, successivamente, alla Viennale 2022. Una decisione, questa presa da entrambi i festival, indubbiamente molto coraggiosa e intelligente. Già, perché, di fatto, oltre all’indiscussa qualità artistica del film, in seguito alla sua visione comprendiamo come Sparta sia indissolubilmente legato a Rimini, già presentato in anteprima mondiale alla Berlinale 2022, nonché prima parte di questo dittico che vede protagonisti due fratelli.

Se, dunque, in Rimini, venivano raccontate le vicende di Richie Bravo (impersonato da Michael Thomas), il quale vive in Italia, dove un tempo era un cantante di successo, e attualmente si trova in gravi condizioni economiche, in Sparta abbiamo modo di conoscere meglio Ewald (uno straordinario Georg Friedrich), il fratello minore – il “piccolo fratello”, come in Rimini viene chiamato da Richie – il quale si è da tempo trasferito in Romania, dove ha un lavoro e una fidanzata, ma che ben presto si trova a dover fare i conti con alcune sue turbe del passato e con la sua inclinazione verso la pedofilia.

Ewald è dilaniato da tale conflitto interiore, cambia improvvisamente vita, lascia la sua fidanzata e si trasferisce nell’entroterra, dove in un piccolo villaggio apre una scuola di Judo (chiamata, appunto, “Sparta”), in modo da poter stare sempre a contatto con i bambini. Semplicemente a contatto, però, senza dare sfogo alla sua natura. E, di fatto, i bambini vedono in lui una sorta di fratello maggiore, sono felici nella sua scuola, dove possono finalmente sentirsi liberi e giocare. Nessuno sospetta nulla di ciò che accade nella testa di Ewald, il quale mostra di avere anche un forte rigore morale, prendendo spesso le difese di un bambino maltrattato dal patrigno.

Ed è proprio questo forte contrasto interiore il vero fulcro di Sparta. Ewald ride quando gioca con i bambini. Lentamente, però, la sua risata si trasforma in un pianto. Un pianto che nessuno nota, che trova sfogo soltanto all’interno di una macchina o nella casa di riposo dove si trova suo padre. Sottili sfumature e cambi di registro che dicono più di mille parole. Ulrich Seidl (e, in questo caso, anche l’ottimo Georg Friedrich) rendono alla perfezione tutto ciò e ci mostrano come il protagonista sia in realtà una persona estremamente fragile e attenta a chi gli sta intorno. L’unica vera vittima delle sue stesse debolezze.

Considerando, dunque, entrambi i film – Rimini e Sparta, appunto – ci rendiamo conto, però, del fatto che, in realtà, il vero protagonista di entrambe le pellicole sia proprio Ekkehardt, il padre di Richie ed Ewald (impersonato da Hans-Michael Rehberg, qui nella sua ultima apparizione al cinema prima della sua morte nel 2017 e a cui entrambi i film sono dedicati). Ekkehardt è ormai anziano e affetto da demenza senile. Ricoverato in una casa di riposo, egli solo ogni tanto sembra ricordare pochi elementi del suo passato. Tra cui la sua appartenenza al partito nazionalsocialista. In che modo egli ha influenzato le vite dei suoi figli? Questo Ulrich Seidl non lo dice mai esplicitamente, ma, al contrario, offre allo spettatore tutti gli spunti per una propria interpretazione dei fatti.

Che il passato di Ekkehardt non abbia reso facile l’infanzia di Richie e di Ewald è comunque una cosa che si può facilmente immaginare. E infatti i momenti in cui vediamo l’uomo nella suddetta casa di riposo sono piuttosto frequenti e si alternano in continuazione con le scene riguardanti ora Richie (in Rimini) ora Ewald (in Sparta). “Jedem das Seine”. A ciascuno il suo. E ognuno dei due fratelli sembra condannato a un’esistenza senza speranza di salvezza alcuna. O forse no?

Pessimismo o realismo? Rimini e Sparta si differenziano molto per ambientazioni e tematiche (una Rimini invernale e il triste destino di un cantante un tempo famoso, di fianco a un piccolo, povero villaggio della Romania e a pericolosi desideri proibiti), ma, fondamentalmente, ci mostrano la stessa cosa: due uomini, due fratelli che condividono un passato difficile e che si trovano a lottare da soli contro le conseguenze di quanto hanno vissuto, diventando, appunto, vittime e carnefici allo stesso tempo. Due antieroi che non vengono mai giudicati da Ulrich Seidl, ma osservati con pietà ed empatia. Cosa, questa, che naturalmente solo uno sguardo esperto e attento è in grado di fare.

Titolo originale: Sparta
Regia: Ulrich Seidl
Paese/anno: Austria, Germania, Francia / 2022
Durata: 101’
Genere: drammatico
Cast: Georg Friedrich, Florentina Elena Pop, Hans-Michael Rehberg, Marius Ignat, Octavian-Nicolae Cocis
Sceneggiatura: Ulrich Seidl, Veronika Franz
Fotografia: Wolfgang Thaler, Serafin Spitzer
Produzione: Ulrich Seidl Filmproduktion, Essential Films, Parisienne de Production, Arte France Cinéma

Info: la scheda di Sparta sul sito della Viennale; la scheda di Sparta su iMDb; la scheda di Sparta sul sito della Ulrich Seidl Filmproduktion