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MAPPAMUNDI

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di Bady Minck

voto: 7.5

Nella sua complessa semplicità, MappaMundi riesce a tracciare la storia non solo del nostro pianeta, ma anche dell’umanità, ipotizzando anche un futuro (non) troppo lontano, ma praticamente inevitabile. Potrà mai, però, esserci davvero una fine definitiva? Bady Minck non vuole formulare nessuna precisa teoria in merito.

Uno strano pianeta blu…

La regista Bady Minck è uno dei nomi maggiormente di rilievo per quanto riguarda il cinema d’avanguardia dell’Austria e del Lussemburgo. Co-fondatrice delle case di produzione Amour Fou Vienna e Amour Fou Luxembourg, la regista ci ha regalato nel corso degli anni dei veri e propri gioielli, spaziando spesso anche nell’ambito del cinema d’animazione. Uno dei film da lei recentemente realizzati è, dunque, il mediometraggio MappaMundi, realizzato nel 2017 e in cui ci viene offerta la possibilità di osservare il nostro pianeta Terra da prospettive decisamente “insolite”.

Alcuni cartografi cosmici – esseri di grande intelligenza e di genere non specificato – osservano i pianeti attraverso una specie di tubo pulsante del DNA. A un certo punto notano una sorta di nucleo, un misterioso pianeta blu. Di cosa si tratta? Qual è il suo codice di identificazione? Il pianeta risponde loro: “Io sono la terra. Terra – per i miei amici. Non ho bisogno di alcun codice di identificazione”. La storia della Terra, dunque, viene osservata dai cartografi con curiosità professionale. In che modo il pianeta blu ha cambiato il proprio aspetto prima di diventare quello che tutti oggi conosciamo? E, soprattutto, in che modo questi misteriosi “batteri” che a un certo punto hanno popolato la Terra hanno concepito l’aspetto del loro pianeta nel corso dei secoli?

In MappaMundi tutto ci viene mostrato esclusivamente dalla prospettiva dei cartografi cosmici: dalla deriva dei continenti, fino alla misteriosa comparsa dei suddetti “batteri” in grado di moltiplicarsi e di migrare da un continente all’altro. Attraverso un viaggio nei secoli, vediamo man mano come il pianeta viene visto e riprodotto dai suoi abitanti, dapprima attraverso misteriose incisioni sulla pietra, poi con disegni sempre più elaborati, i quali ci mostrano dapprima la Terra piatta (soprattutto quando non si conosceva l’esistenza dell’America), poi, pian piano, sempre più vicina alle immagini chiare che abbiamo oggi grazie alle fotografie scattate dai satelliti.

“Tratto da una storia vera” e “Durante la lavorazione nessun pianeta ha subito maltrattamenti”, come possiamo leggere grazie a due didascalie appena prima dei titoli di coda. Ciò che caratterizza questo interessante MappaMundi è innanzitutto una gradita ironia. Bady Minck ha mantenuto questo approccio durante tutto il film. Un film che, nella sua semplicità, risulta particolarmente arguto e raffinato. Immagini in digitale e la tecnica dello stop motion contribuiscono a rendere il cortometraggio leggero e gradevole, grazie anche a diverse citazioni cinematografiche (impossibile non pensare in primis al capolavoro di Stanley Kubrick 2001: Odissea nello Spazio).

Nella sua complessa semplicità, dunque, MappaMundi riesce a tracciare la storia non solo del nostro pianeta, ma anche dell’umanità, ipotizzando anche un futuro (non) troppo lontano, ma praticamente inevitabile. Potrà mai, però, esserci davvero una fine definitiva? Bady Minck non vuole formulare nessuna precisa teoria in merito, ma nella sua personale rappresentazione del suddetto tubo del DNA in cui si trovano i cartografi notiamo in MappaMundi anche un certo romanticismo di fondo. La storia di un pianeta che ne ha vissute tante, ma che, nonostante tutto, continua ancora ad affascinarci con la sua maestosa bellezza.

Titolo originale: MappaMundi
Regia: Bady Minck
Paese/anno: Lussemburgo, Austria / 2017
Durata: 45’
Genere: animazione, fantascienza, sperimentale
Cast: Ganaël Dumreicher, Roxanne Oberlé, Robin Oberlé, Adele Neuhauser, Georgy Haselböck, Ivory Parker, Lilly Janoska, Maria Bill, Alexander Tschernek
Sceneggiatura: Bady Minck
Fotografia: Martin Putz
Produzione: Amour Fou Luxembourg, Amour Fou Vienna, Oikodrom

Info: la scheda di MappaMundi su iMDb; la scheda di MappaMundi sul sito di Bady Minck