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ALPENLAND

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di Robert Schabus

voto: 7

Alpenland è una fotografia che rischia di diventare sempre più sbiadita. Un coro di testimonianze che, tutte insieme, rimpiangono un passato recente e temono fortemente un futuro prossimo.

Un mondo, tanti mondi

Le Alpi: un luogo magico, sede di numerose favole e leggende, un luogo affascinante e suggestivo, che ogni anno attira migliaia e migliaia di turisti da tutto il mondo. Eppure sulle Alpi abitano, al contempo, circa tredici milioni di persone in otto diverse nazioni. Sono loro – ognuno con la propria lingua, il proprio dialetto e le proprie abitudini – a vivere in prima persona tutti i cambiamenti a cui è soggetto il loro mondo. Sono loro, dunque, i protagonisti del documentario Alpenland, diretto da Robert Schabus nel 2022 e prodotto da Nikolaus Geyrhalter.

E nel mostrarci le diverse realtà presenti sulle Alpi, Alpenland, di fatto, ci fa proprio pensare a un documentario di Geyrhalter, data la struttura narrativa adottata (che tanto ci ricorda l’ottimo Earth, del 2019) e, soprattutto, dati i temi trattati.

In Alpenland, infatti, il regista ha intrapreso un lungo viaggio attraverso i vari paesi sulle Alpi, mostrandoci, di volta in volta, determinate realtà e le relative problematiche. In un piccolo villaggio della Carinzia un pastore cerca di insegnare il suo mestiere a sua sorella, con tanto di incidenti di percorso. Chi altro potrebbe essere disposto, un domani, a dedicarsi alla terra e agli animali come fa lui oggi? In Piemonte, invece, un’importante azienda incaricata della distribuzione e vendita di acqua disturba la tranquillità del paese in cui si trova a causa del costante traffico dei suoi tir. In Svizzera numerosi lavoratori sono chiamati dall’estero alla costruzione e manutenzione di impianti sciistici sempre più complessi.

Alpenland, dunque, è una, tante immagini di una realtà di cui in pochi conoscono tutti i risvolti. Robert Schabus, dal canto suo, si è chiaramente ispirato a quanto il suo collega Nikolaus Geyrhalter ha realizzato prima di lui, tracciando, al contempo, un grande affresco di un mondo che rischia di cambiare per sempre. E, purtroppo, spesso anche in peggio. Alpenland è una fotografia che rischia di diventare sempre più sbiadita. Un coro di testimonianze che, tutte insieme, rimpiangono un passato recente e temono fortemente un futuro prossimo.

Se paragonato alle opere di Geyrhalter, questo importante documentario di Robert Schabus ci sembra a tratti maggiormente didascalico. La potenza delle immagini – tutte indubbiamente molto suggestive – si fa sentire, qui, quasi più “attenuata”, seppur ben valorizzata da brevi momenti di pura contemplazione prima dell’inizio di una nuova storia e da una robusta struttura ellittica. E, infatti, ciò di cui Alpenland maggiormente soffre è proprio il confronto con i documentari del celebre cineasta viennese. Considerato come entità a sé, infatti, questo piccolo e prezioso lavoro si rivela un’opera onesta e sincera, estremamente urgente dati i temi trattati, ma anche visivamente accattivante.

Robert Schabus ha evitato sapientemente ogni qualsivoglia virtuosismo registico per andare dritto al punto, senza trascurare, al contempo, l’estetica. Il suo Alpenland mette in scena un chiaro messaggio, senza mostrarsi ottimista per quanto riguarda il futuro. Una dolorosa e nostalgica testimonianza di uno, tanti mondi che, purtroppo, rischiano di svanire per sempre.

Titolo originale: Alpenland
Regia: Robert Schabus
Paese/anno: Austria / 2022
Durata: 88’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Robert Schabus
Fotografia: Lukas Gnaiger
Produzione: Nikolaus Geyrhalter Filmproduktion

Info: la scheda di Alpenland su iMDb; la scheda di Alpenland sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di Alpenland sul sito della Nikolaus Geyrhalter Filmproduktion