wander-2022-friedrich-recensione

WANDER

      Nessun commento su WANDER

This post is also available in: Deutsch (Tedesco)

di Rosa Friedrich

voto: 6.5

Rosa Friedrich è riuscita a rendere Wander un lungometraggio vivo e pulsante, sincero e appassionato, in cui immagini di ragazzi che riposano sul prato, che fanno suonare i fili d’erba come se fossero strumenti musicali, che riescono a convivere serenamente con gli animali diventano la sua più grande peculiarità. Alla Diagonale’22.

Il cielo, il mare, la natura

La fine del mondo sembra inesorabilmente vicina. Sulla Terra sembra non esserci più traccia di umanità alcuna. Il cielo e il mare si incontrano, si confondono, sembrano volersi finalmente fondere in un’unica entità. Che fine ha fatto, però, l’essere umano? La regista Rosa Friedrich ha messo in scena un’insolita situazione pre apocalittica nel suo lungometraggio Wander, presentato in anteprima in occasione della Diagonale’22.

Un’operazione, la presente, indubbiamente coraggiosa, se si pensa che Wander è stato realizzato con un budget piuttosto basso e con una piccola troupe. Eppure, nonostante ciò, questo piccolo lungometraggio, malgrado qualche imperfezione, presenta diversi elementi degni d’interesse. Ma andiamo per gradi.

Su un’isola ormai praticamente deserta si incontrano tre giovani sconosciuti. Inizialmente ognuno di loro è spiazzato, fa fatica ad adattarsi a questa nuova realtà, si sente male, tenta di trovare a fatica un proprio equilibrio. Le cose cambiano, tuttavia, nel momento in cui a loro si unisce un altro misterioso personaggio: un uomo che non parla, ma che sembra trovarsi molto più a proprio agio con questo strano ambiente che li circonda.

L’uomo, la natura, gli animali. In Wander, finalmente, vediamo questi tre elementi trovare – seppur inizialmente a fatica – dei punti d’incontro, una loro (imperfetta?) armonia. Wander mette in scena una sorta di ritorno alle origini attraverso la fine di un’era. Uno scenario apocalittico che culmina nel momento in cui dei pesci iniziano a piovere dal cielo.

Tale tematica è stata già più e più volte trattata da vari cineasti nel corso degli anni, su questo non c’è dubbio. Eppure Rosa Friedrich è riuscita a realizzare qualcosa di estremamente intimo e personale, un piccolo e prezioso film che nella sua semplicità rende appieno un concetto estremamente attuale e che fa dell’urgenza di trovare un’armonia tra uomo e natura la sua attrice principale.

Siamo d’accordo: Wander non è un lungometraggio perfetto. Al fine di mettere in scena percezioni e allucinazioni dei protagonisti, infatti, spesso si è puntato su colori psichedelici ed effetti visivi talvolta “eccessivi”, che stanno a “contaminare” un’estetica complessivamente interessante, un cui un approccio il più possibile realista e un frequente uso di camera a spalla si rivelano le giuste soluzioni atte a farci identificare con i giovani protagonisti. Proprio come loro, anche noi inizialmente ci sentiamo spiazzati, non sappiamo dove ci troviamo o cosa stia succedendo, arriviamo quasi a provare le stesse sensazioni di malessere vissute dai ragazzi.

Rosa Friedrich è riuscita a rendere questo suo lungometraggio un lavoro vivo e pulsante, sincero e appassionato, in cui immagini di ragazzi che riposano sul prato, che fanno suonare i fili d’erba come se fossero strumenti musicali, che riescono a convivere serenamente con gli animali diventano la sua più grande peculiarità. La fine è vicina. E se fosse, invece, l’inizio di qualcosa di nuovo e bellissimo?

Titolo originale: Wander
Regia: Rosa Friedrich
Paese/anno: Austria, Germania, Irlanda / 2022
Durata: 86’
Genere: drammatico, surreale
Cast: Sophie Vautour, Paul Boche, Eleni Jana Stampfer, Vikas Narula
Sceneggiatura: Rosa Friedrich
Fotografia: Joanna Piechotta
Produzione: Filmakademie Wien, Nyx-Filmkollektiv

Info: la scheda di Wander sul sito della Diagonale; la scheda di Wander su iMDb