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REICHTUM DER WÄLDER

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di Albert Quendler

voto: 7

In Reichtum der Wälder Albert Quendler ci mostra ogni singolo processo a partire dall’abbattimento degli alberi, fino al trasporto della legna a bordo di una locomotiva. La sua macchina da presa si sofferma su ogni dettaglio, enfatizzando, al contempo, il valore dei materiali trattati e facendo sì che il documentario si distingua innanzitutto per un gradito lirismo e per una propria, ben marcata personalità.

Le risorse dell’Austria

Nel corso della sua carriera, il documentarista Albert Quendler ha raccontato – spesso in modo del tutto innovativo – alcune tra le più importanti realtà del suo paese, l’Austria appunto. Innamorato della sua terra – e della splendida città di Vienna – il regista non ha avuto mai paura di sperimentare nuovi linguaggi cinematografici, creando spesso riuscite commistioni tra le arti. Questo è il caso, ad esempio, dell’ottimo Symphonie Wien (1952), uno dei suoi documentari maggiormente noti. Eppure, per quanto riguarda altri suoi importanti lavori, il regista ha spesso optato anche per un approccio più “classico”, evitando eventuali virtuosismi e mostrandoci i fatti così come sono. Questo è il caso, ad esempio, del documentario Reichtum der Wälder, realizzato nel 1950 e che si interroga circa il futuro dell’Austria dopo la fine del Piano Marshall.

Come tutti sappiamo, una delle maggiori risorse dell’Austria è costituita dall’abbondante vegetazione. Ciò significa fitti boschi e una grande quantità di legna a disposizione, sia per quanto riguarda la costruzione di strutture ed edifici, sia per quanto riguarda il commercio con l’estero. Con l’attuazione del piano Marshall, dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, l’Austria ha dunque ricevuto importanti sostegni economici, che le hanno permesso di investire in macchinari atti a velocizzare gli abbattimenti degli alberi, il trasporto dei tronchi e la successiva lavorazione del legno. Riuscirà questa situazione “idilliaca” a proseguire anche dopo la fine del suddetto piano?

In Reichtum der Wälder, dunque, Albert Quendler ci mostra fedelmente ogni singolo processo a partire, appunto, dall’abbattimento degli alberi, fino al trasporto della legna a bordo di una locomotiva. La sua macchina da presa si sofferma su ogni dettaglio, enfatizzando, al contempo, il valore dei materiali trattati grazie a uno spiccato lirismo, che – malgrado una struttura e un approccio decisamente classici e una voce narrante atta a illustrarci i fatti – fa sì che il presente documentario si distingua innanzitutto per una propria, ben marcata personalità.

Seghe elettriche che tagliano robusti tronchi. Alti alberi, che, lentamente, cadono al suolo. Corsi d’acqua che trasportano la legna. Giovani operaie che lavorano ciò che la natura ci offre. Una musica evocativa, ma mai invadente che aggiunge al tutto una certa poesia. E poi, soprattutto, un grande, grandissimo orgoglio nazionale, ulteriormente sottolineato dalla bandiera austriaca che sventola fiera su di un treno merci. Reichtum der Wälder non è soltanto un semplice documentario atto a mostrarci una determinata realtà in un preciso momento storico. Reichtum der Wälder è, soprattutto, una delle tante dichiarazioni d’amore che Albert Quendler ha realizzato nelle sue opere nei confronti della propria nazione. Un raro, onesto e prezioso documentario che rispecchia appieno lo spirito di un popolo desideroso soprattutto di “rinascere” dopo la fine di un lungo e doloroso conflitto bellico.

Titolo originale: Reichtum der Wälder
Regia: Albert Quendler
Paese/anno: Austria / 1950
Durata: 13’
Genere: documentario
Sceneggiatura: S. H. Bloom
Fotografia: Elio Carniel
Produzione: Schönbrunn-Film

Info: il sito ufficiale del Filmarchiv Austria