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MISTER KARL

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di Kurt Mayer

voto: 7

In Mister Karl il regista Kurt Mayer ha optato per un approccio classico, che, in questo caso, si rivela un’ottima soluzione. Un approccio classico e una struttura ellittica che punta innanzitutto a commuovere il pubblico e a omaggiare il grande Karlheinz Böhm, la sua carriera, la sua straordinaria generosità.

Nel mondo di Karlheinz

Ci ha fatto sognare nei panni di un giovanissimo imperatore Francesco Giuseppe profondamente innamorato della sua Sissi (nella celebre trilogia diretta da Ernst Marischka tra il 1955 e il 1957), ma ci ha anche terrorizzato nel ruolo di uno spietato assassino in L’Occhio che uccide (Michael Powell, 1960). Eppure, in pochi sanno che il grande Karlheinz Böhm (1928 – 2014) è stato anche un uomo molto generoso, che negli ultimi anni della sua vita si è spesso recato in Etiopia, al fine di gestire l’associazione benefica da lui stesso fondata, Menschen für Menschen. A osservare da vicino la sua straordinaria vita, dunque, ha pensato il regista Kurt Mayer nel suo documentario Mister Karl, realizzato nel 2008 e al quale lo stesso Böhm – insieme alla sua famiglia e a chi ha avuto modo di conoscerlo da vicino – ha preso parte con le sue preziose testimonianze.

CI troviamo in Etiopia. Un grande schermo sta per essere montato all’aperto. L’ospite della serata è una persona che ha fatto tanto per quel paese e che un tempo è stato un grandissimo attore. Il film che sta per essere proiettato è La Principessa Sissi (Ernst Marischka, 1955). Il pubblico è rapito dalle immagini sullo schermo. Da questo momento in avanti, passato e presente di Karlheinz Böhm si incontreranno di continuo. Spezzoni di film a cui l’attore ha preso parte si alternano a brevi interviste allo stesso Böhm, ma anche alle sue figlie, alla sua terza moglie Gudula Blau e ad alcuni suoi colleghi.

Mister Karl ripercorre le tappe della vita dell’attore in modo fedele e onesto, mettendo in risalto il rapporto tra il protagonista e suo padre Karl Böhm – stimato direttore d’orchestra – che tanta importanza ha avuto nel suo percorso di formazione, il suo approccio nei confronti del mondo del cinema, la sua collaborazione con il regista Rainer Werner Fassbinder, la sua estrema riservatezza (come capiamo immediatamente quando, durante un’intervista telefonica, Böhm si mostra restio a parlare dei suoi matrimoni) e, non per ultimo, il suo forte bisogno di fare del bene al prossimo.

In questo suo Mister Karl, dunque, il regista ha optato per un approccio classico, che, in questo caso, si rivela un’ottima soluzione. Un approccio classico e una struttura ellittica che punta innanzitutto a commuovere il pubblico e a omaggiare l’attore, la sua carriera, la sua straordinaria generosità. E così, dunque, il personaggio di Karlheinz Böhm ci appare subito incredibilmente vicino, acquista “tridimensionalità” grazie a racconti, testimonianze e filmati di repertorio, i quali, a loro volta, proprio come tanti pezzi di un puzzle, stanno a comporre un ritratto esaustivo, vivo e pulsante. La macchina da presa di Kurt Mayer è vicina al suo protagonista, ma, al contempo, mantiene anche un rispettoso distacco. E nel raccontarci la vita del celebre attore rinuncia a ogni virtuosismo registico, non “esagera” mai.

Karlheinz Böhm è una figura che ognuno di noi ricorda con affetto. E in Mister Karl ci viene mostrato in modo quasi “inedito”. Un ritratto amorevole e sincero di uno degli interpreti che hanno fatto sognare – e continuano a far sognare – spettatori di tutte le età.

Titolo originale: Mister Karl
Regia: Kurt Mayer
Paese/anno: Austria, Germania / 2008
Durata: 90’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Kurt Mayer
Fotografia: Helmut Wimmer, Andreas Amsüss
Produzione: Epo-Film, Film-Line Productions GmbH, mm-production GmbH

Info: la scheda di Mister Karl sul sito della Epo-Film; la scheda di Mister Karl sul sito della Austrian Film Commission