great-freedom-2021-grosse-freiheit-meise-recensione

GREAT FREEDOM

      Nessun commento su GREAT FREEDOM

This post is also available in: Deutsch (Tedesco)

di Sebastian Meise

voto: 8

Non v’è bisogno di molti dialoghi in Great Freedom. E allo stesso modo, anche le musiche sono poche ma significative. Ciò che si evince è, innanzitutto, un disperato bisogno di amore, trasmesso al pubblico attraverso semplici gesti e grazie a una regia composta e mai eccessiva. Alla Viennale 2021.

Quando non si era liberi

Che cos’è la libertà? La libertà è un diritto di ognuno di noi, un diritto che non ci viene sempre riconosciuto, un diritto di cui sentiamo fortemente il bisogno nel momento stesso in cui ci viene negato. La libertà è qualcosa che, spesso, può essere paradossalmente trovata anche all’interno di un carcere. Ne sa qualcosa Hans (impersonato da Franz Rogowski), protagonista del lungometraggio Great Freedom, diretto da Sebastian Meise, già presentato al Festival di Cannes 2021 – all’interno della sezione Un certain Regard – e riproposto al pubblico in occasione della Viennale 2021. In Great Freedom, dunque, Meise ci racconta innanzitutto la ricerca della libertà, ma anche un amore impossibile. E questo suo importante lungometraggio – che verrà presentato dall’Austria come candidato agli Oscar 2022 – riesce perfettamente nei suoi intenti di commuovere, ma anche scioccare e far riflettere spettatori di tutte le età.

Ci troviamo, dunque, nel 1968. Hans è omosessuale e per questo motivo è stato condannato a due anni di carcere. Questa, tuttavia, non è la prima volta che l’uomo viene arrestato, dal momento che già durante la Seconda Guerra Mondiale era stato internato in un campo di concentramento, per poi finire direttamente in galera una volta terminata la guerra. Durante il suo periodo di prigionia egli conoscerà Viktor (Georg Friedrich), in carcere per omicidio, nonché un uomo che continuerà a incontrare tutte le volte in cui avrà modo di scontare una condanna.

Hans e Viktor sono praticamente uno l’opposto dell’altro. Hans è calmo e accomodante, da anni ha scoperto la propria omosessualità ed è disposto a tutto pur di rendere felici le persone che ama. Viktor, invece, può sembrare scontroso, non può vivere senza donne, anche se sembra ormai rassegnato al suo destino di restare per tutta la vita in carcere. Nonostante il suo carattere spesso litigioso si rivela una persona estremamente onesta e protettiva. Due grandi protagonisti, una storia universale e un importante capitolo della storia del secolo scorso.

Great Freedom ci mostra una situazione di cui in molti abbiamo sentito parlare, ma che in pochi conoscono davvero. Una storia dolorosa, dove apparentemente non v’è posto alcuno per ogni qualsivoglia forma di umanità. E il regista, dal canto suo, si è rivelato perfettamente all’altezza nel mettere in scena le vicende di Hans, optando per un approccio essenziale, ma efficace. Un approccio in cui spesso le immagini, gli sguardi e gli oggetti (ora un pacchetto di sigarette, ora addirittura un tatuaggio) parlano da sé. La macchina da presa si muove all’interno delle mura anguste di un vero carcere e, al contempo, è in grado di cogliere ogni più sottile sfumatura dei caratteri e dei sentimenti dei protagonisti.

Non v’è bisogno di molti dialoghi in Great Freedom. E allo stesso modo, anche le musiche sono poche ma significative. Ciò che si evince è, innanzitutto, un disperato bisogno di amore, trasmesso al pubblico attraverso semplici gesti e grazie a una regia composta e mai eccessiva. Un bisogno d’amore che nelle immagini realizzate da Sebastian Meise trova il suo ideale compimento, che diviene immediatamente universale, che si rivela perfettamente in grado di parlare a tutti. La libertà è qualcosa di cui abbiamo incredibilmente bisogno. Eppur, a volte, riusciamo a sentirci liberi soltanto da “prigionieri”.

Titolo originale: Große Freiheit
Regia: Sebastian Meise
Paese/anno: Austria, Germania / 2021
Durata: 116’
Genere: drammatico
Cast: Franz Rogowski, Georg Friedrich, Anton von Lucke, Thomas Prenn, Johannes Cramer, Ulrich Faßnacht, Alfred Hartung, Klaus Huhle, Andreas Patton, Joachim Schönfeld, Ernst Sigot, Thomas Stecher, Fabian Stumm, Daniel Wagner
Sceneggiatura: Sebastian Meise, Thomas Reider
Fotografia: Crystel Fournier
Produzione: FreibeuterFilm, Rohfilm

Info: la scheda di Great Freedom su iMDb; la scheda di Great Freedom sul sito della Viennale; la scheda di Great Freedom sul sito della FreibeuterFilm