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APFELMUS

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di Alexander Gratzer

voto: 7.5

Apfelmus pone numerose e complesse questioni, eppure, al contempo, si distingue per la sua leggerezza, per la sua spensieratezza, per la sua semplicità. Diviso in quattro parti – con altrettante inquadrature – questo piccolo e delicato cortometraggio di Alexander Gratzer si distingue per un’estetica minimalista con disegni bidimensionali dai colori pastello che tanto stanno a ricordarci il cinema d’animazione francese.

Il senso della vita

In Austria, fatta eccezione per alcuni piccoli film sperimentali, non viene dedicata molta attenzione al cinema d’animazione. Eppure, di quando in quando, capita di imbattersi in qualche piacevole sorpresa. Questo è il caso, ad esempio, del cortometraggio Apfelmus, scritto, diretto e prodotto da Alexander Gratzer e presentato in anteprima alla Diagonale 2019. Una profonda sensibilità, un gradito tocco di umorismo e anche una certa leggerezza, dunque, catturano immediatamente la nostra attenzione e ci accompagnano per mano in un mondo che tanto ci ricorda le fiabe che eravamo soliti ascoltare da bambini.

Qual è il senso della vita? Che ruolo giocano, in realtà, il quotidiano, la libertà e, soprattutto, i sogni? Su queste e su molte altre domande esistenziali si discute in Apfelmus. Eppure non sono gli uomini a discuterne, bensì proprio gli animali, siano essi due uccelli appollaiati in un nido o due orsi polari. Gli animali sembrano aver trovato il segreto per la felicità. E spesso la soluzione più semplice è proprio prendere una mela, lavarla, sbucciarla e farne un puré. E gli uomini, in realtà, come si comportano? In confronto agli animali, gli uomini – in questo caso due impacciate guardie – sembrano molto più incerti e molto più spaesati. Sono davvero loro esseri superiori?

Apfelmus pone numerose e complesse questioni, eppure, al contempo, si distingue per la sua leggerezza, per la sua spensieratezza, per la sua semplicità. Diviso in quattro parti – con altrettante inquadrature – questo piccolo e delicato cortometraggio di Alexander Gratzer si distingue per un’estetica minimalista con disegni bidimensionali dai colori pastello che tanto stanno a ricordarci il cinema d’animazione francese.

In soli sette minuti, dunque, in Apfelmus viene detto proprio tutto. Non v’è bisogno di nient’altro. E il regista sa bene su cosa puntare, cosa mettere a fuoco, su cosa concentrarsi. Un andamento particolarmente tranquillo e contemplativo diviene, dunque, uno dei marchi distintivi Del cortometraggio. La blanda inquietudine di alcuni personaggi viene ben presto sopita. Spesso siamo noi stessi a creare problemi che altrimenti non esisterebbero. E il più delle volte essere finalmente felici è molto più semplice di quanto si possa pensare.

Nominato come Miglior Cortometraggio agli Österreichischer Filmpreis 2020, Apfelmus rappresenta una piccola perla all’interno della filmografia austriaca contemporanea. Un prezioso gioiello che fortunatamente ha ottenuto l’attenzione che merita. E anche se il cinema d’animazione non è ancora un’arte molto diffusa in Austria, è in ogni caso in grado di regalarci di quando in quando veri e propri piaceri per gli occhi e per lo spirito.

Titolo originale: Apfelmus
Regia: Alexander Gratzer
Paese/anno: Austria / 2019
Durata: 7’
Genere: animazione
Sceneggiatura: Alexander Gratzer
Fotografia: Alexander Gratzer
Produzione: Alexander Gratzer

Info: la scheda di Apfelmus sul sito della Diagonale; la scheda di Apfelmus su iMDb