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BAD AM GÄNSEHÄUFEL

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di AAVV

voto: 7.5

Anche se l’approccio registico del documentario Bad am Gänsehäufel a tratti ci sembra piuttosto elementare, con un uso prevalente di camera fissa, non possiamo non notare anche alcune piccole e interessanti intuizioni.

Sulle rive del Danubio

Il Gänsehäufel è una delle località balneari della città di Vienna (situate lungo le rive del Danubio) maggiormente apprezzate. Costruito nel 1907, inizialmente ospitava seicentosessantasei persone. Eppure, ben presto, tale stabilimento venne ampliato, fino ad arrivare a contenere un numero di circa dodicimila bagnanti. A questa singolare realtà sono diversi i documentari dedicati nel corso degli anni (e, in particolare, durante i primi anni dalla nascita del cinematografo in Austria). E se, infatti, il breve documentario Das Gänsehäufel (1912) è, forse, la pellicola più celebre incentrata su questa insolita località, altrettanta attenzione merita Bad am Gänsehäufel, realizzato appena un anno prima, che, allo stesso modo, presenta diverse interessanti intuizioni.

Un gruppo di cittadini in festa si reca verso l’ingresso del bagno. Una graziosa signorina si trova davanti a una cabina-spogliatoio, intenta a togliersi le scarpe, mentre, di quando in quando, ammicca alla macchina da presa. Poi, improvvisamente, dopo un inaspettato jump cut, eccola pronta per tuffarsi, in costume da bagno.

Al via, dunque, sfrenati giochi d’acqua, scivoli, corse sulla spiaggia, insieme a un sempre più nutrito gruppo di persone che, in riva al fiume, si divertono a mettersi in posa davanti alla macchina da presa. Quanto era divertente potersi estraniare anche solo per un attimo dalla realtà del quotidiano e immaginare di essere tornati bambini. E ancor più divertente sembrava essere rapportarsi al neonato mezzo cinematografico stesso, arrivato finalmente in Austria con qualche anno di ritardo rispetto a quanto era stato nel resto del mondo.

Qui, dunque, ci troviamo nel 1911. Il primo film austriaco della storia del cinema (Von Stufe zu Stufe di Heinz Hanus) era stato realizzato ufficialmente nel 1908, benché, di fatto, già dal 1906 il fotografo Johann Schwarzer si divertiva a girare brevi film a carattere erotico per la sua casa di produzione, la Saturn-Film. E nel momento in cui il presente Bad am Gänsehäufel è stato realizzato, dunque, ancora si stavano sperimentando diversi modi di registrare la realtà, per una produzione cinematografica orientata prevalentemente su film a carattere documentaristico.

Eppure, nonostante tutto, se, da un lato, l’approccio registico in un lavoro come Bad am Gänsehäufel a tratti ci sembra piuttosto elementare, con un uso prevalente di camera fissa, non possiamo non notare anche alcune piccole e interessanti intuizioni, come lo stesso jump cut in apertura che vede la ragazza protagonista dapprima completamente vestita con un lungo abito bianco, poi, magicamente, in costume da bagno, pronta a godersi una giornata di relax. O anche come quella certa (involontaria?) componente metacinematografica che pervade l’intero lavoro, dato il continuo interagire delle persone rappresentate con la macchina da presa.

E nonostante la sua breve durata (all’incirca due minuti), nonostante la sua messa in scena decisamente classica per l’epoca, Bad am Gänsehäufel riesce perfettamente a trasmettere lo spirito del posto. E, oggi come oggi, si presenta a noi come una ventata d’aria fresca…direttamente dal passato.

Titolo originale: Bad am Gänsehäufel
Regia: AAVV
Paese/anno: Austria / 1911
Durata: 2’
Genere: documentario
Sceneggiatura: AAVV
Fotografia: AAVV
Produzione: AAVV

Info: il sito ufficiale del Filmarchiv Austria