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ERNST MARISCHKA – MUSICHE, CANTI E BALLI

Anche se tutti lo ricordiamo per aver diretto la trilogia dedicata alla vita dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria, Ernst Marischka, ad oggi uno dei nomi più importanti della storia del cinema austriaco, vanta una carriera lunga diversi decenni, dove all’attività di regista si sono alternate anche quelle di sceneggiatore, librettista e produttore cinematografico.

Dal teatro al cinema

Tutti lo ricordiamo per aver diretto la trilogia dedicata alla vita dell’Imperatrice Elisabetta d’Austria – comprendente i film La Principessa Sissi (1955), Sissi, la giovane Imperatrice (1956) e Sissi – Destino di un’Imperatrice (1957) – con una grande Romy Schneider. E, di fatto, i presenti lungometraggi sono i suoi lavori maggiormente conosciuti al di fuori dei confini nazionali. Eppure, Ernst Marischka, vanta una carriera lunga diversi decenni, dove all’attività di regista si sono alternate anche quelle di sceneggiatore, librettista e produttore cinematografico. Una carriera che lo ha reso, nel corso del tempo, uno dei nomi più importanti per quanto riguarda la storia del cinema austriaco. Ma chi era, di fatto, Ernst Marischka?

Nato a Vienna il 2 gennaio 1893 – circa due anni prima della nascita del cinema – Ernst Josef Marischka era il figlio del maestro doratore Johann Marischka e di Bertha Maria Leimer. Affascinato fin da giovanissimo dal mondo del teatro, il giovane Ernst iniziò a scrivere i suoi primi testi già al liceo, da lui frequentato a Graz. Dopo la morte di suo padre, suo fratello maggiore Hubert (anch’egli regista), ne divenne il tutore e, dopo il diploma, lo presentò all’amico regista Alexander Kolowrat, che a suo tempo aveva fondato la nota casa di produzione Sascha Film. Fu per lui che Marischka iniziò a scrivere le prime sceneggiature cinematografiche, con un esordio con Der Millionenonkel (1913), successivamente diretto da suo fratello Hubert.

Il suo debutto alla regia, dunque, avvenne un paio d’anni più tardi, ossia nel 1915, quando Marischka realizzò la commedia Der Schusterprinz. La sua carriera da regista nell’epoca del muto, tuttavia, non fu molto prolifica. Ma l’autore, tuttavia, restò sempre attivo nel campo, realizzando numerose sceneggiature e specializzandosi sempre di più nelle commedie in costume (da qui si vede l’influenza che su di lui ha avuto il mondo dell’operetta) a carattere sentimentale o musicale, perfettamente in linea con i canoni dell’epoca della produzione cinematografica nazionale. Queste sue sceneggiature venivano solitamente dirette o dal fratello Hubert o da altri colleghi dell’epoca, anch’essi importanti esponenti del cinema austriaco del passato: Max Neufeld, Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck, Geza von Bolvary e, al di fuori dell’Austria, persino Alfred Hitchcock, per il quale Marischka scrisse, nel 1934, la sceneggiatura di Vienna di Strauss.

Il nome di Ernst Marischka, dunque, iniziava pian piano a farsi conoscere in tutto il mondo: dall’Austria alla Francia, senza dimenticare la Germania, l’Inghilterra e, successivamente, anche gli Stati Uniti. Tra i lavori di sceneggiatura che maggiormente ebbero successo in questi anni, troviamo la commedia La Giovinezza di una grande Imperatrice (Mädchenjahre einer Königin, diretta nel 1936 da Erich Engel), di cui, nel 1954 venne realizzato una sorta di remake dallo stesso Ernst Marischka. Stiamo parlando di L’Amore di una grande Regina, a cui prese parte, nel ruolo della protagonista, una giovanissima Romy Schneider. Con questo film, dunque, ebbe inizio la lunga e prolifica collaborazione tra Marischka e la Schneider, la quale, appunto, qualche anno più tardi, avrebbe prestato il volto all’Imperatrice Elisabetta d’Austria nella fortunata trilogia. A questi film avrebbe dovuto aggiungersi anche un altro capitolo, ma, di fatto, fu proprio l’attrice a opporsi alla sua lavorazione, in modo da evitare di essere riconosciuta dal pubblico unicamente come l’alter ego della principessa Sissi.

Nonostante ciò, la carriera di Marischka non si arrestò. E non si era arrestata nemmeno durante la Seconda Guerra Mondiale, quando, in piena dittatura nazista, fu esonerato dal servizio militare, in modo da poter continuare liberamente il suo lavoro. Fu soltanto dopo la fine della guerra, tuttavia, che il regista si sentì maggiormente libero di esprimersi: in questi anni la voglia di risollevarsi – puntando anche su una copiosa produzione culturale – era tanta e si era soliti investire anche molto sul cinema stesso. Una situazione ideale per chi, come Ernst Marischka, era solito ambientare le proprie storie nel passato, richiedendo ingenti somme di denaro, al fine di creare costumi ad hoc o di ricostruire fastose ambientazioni. E la cosa divenne per il regista ancora più semplice una volta fondata, dopo la fine della guerra, la sua personale casa di produzione: la Erma Film.

Il mondo del teatro, dell’operetta e del cinema, dunque, hanno creato, durante la carriera di Marischka, una riuscita commistione, conferendo alle opere dell’autore un carattere inconfondibile: memorabili sono la sua attenzione ai dettagli, la sua meticolosità nel mettere in scena determinate situazioni e, soprattutto, le bizzarre caratteristiche dell’ambiente viennese e dei suoi abitanti, con il loro inconfondibile dialetto, le loro buffe abitudini e i loro gesti inconfondibili. Allo stesso modo, sono ancora in molti, al giorno d’oggi, a rivedere con piacere le sue storie d’amore e le sue divertenti commedie, ancora attuali nonostante i numerosi anni passati. Questo era il mondo di Ernst Marischka, che lui stesso è riuscito a rappresentare così bene sul palcoscenico e sullo schermo, aggiudicandosi, nel 1945, anche una nomination all’Oscar alla Miglior Sceneggiatura per il lungometraggio L’eterna Armonia, diretto da Charles Vidor.

Ernst Marischka morì in Svizzera, a Coira, il 12 maggio 1963. L’ultimo film da lui diretto è Forever my Love, risalente all’anno precedente. Insieme a suo fratello Hubert è tra i più anziani membri di una vera e propria dinastia di artisti viennesi – molti dei quali si sono spostati, nel corso degli anni, anche al di fuori dei confini nazionali – di cui fanno parte anche i figli Franz e Georg (quest’ultimo ha lavorato anche come attore), la nuora Alexandra (moglie di Franz e attrice) e la nipote Nicole, che attualmente vive e lavora in Germania. Quando, oggi, capita di passeggiare per la Marischkapromenade, nel 21°distretto di Vienna, dunque, non si può non pensare a quanta importanza hanno avuto i membri della famiglia Marischka per la storia e la cultura dell’Austria (e non solo). E di certo alcuni memorabili momenti tratti dalle loro opere resteranno impressi nel cuore di grandi e piccini per molti e molti anni ancora.

Info: la scheda di Ernst Marischka su iMDb