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THE CREEPY HOUSE

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di Daniel Prochaska

voto: 6

Intenzionato – almeno per quanto riguarda questo suo esordio – a seguire (almeno in parte) le orme del padre, dedicandosi al genere horror, Daniel Prochaska si è divertito, in questo suo The creepy House, ad attingere a piene mani da cult del passato, al fine di dare vita a una sorta di coming-of-age dai toni leggeri e dai risvolti inquietanti, dedicato soprattutto a un pubblico di giovanissimi.

Quella strana casa di montagna

Non è facile cambiare di punto in bianco vita. Soprattutto quando si è ancora dei bambini o degli adolescenti. E se, per giunta, la nuova abitazione non si rivela, per così dire, all’altezza delle iniziali aspettative, ecco che le cose si fanno ancora più complicate. Ne sanno qualcosa i giovani Hendrik (impersonato da Leon Orlandianyi) ed Eddi (Benno Roßkopf), protagonisti del lungometraggio The creepy House (titolo originale: Das Schaurige Haus), opera prima del giovane Daniel Prochaska, figlio del ben più noto Andreas Prochaska (Lo Straniero della Valle oscura, SMS – 3 Giorni e 6 morto).

Intenzionato – almeno per quanto riguarda questo suo esordio – a seguire (almeno in parte) le orme del padre, dedicandosi al genere horror, Daniel Prochaska si è divertito, in questa sua opera prima, ad attingere a piene mani da cult del passato, al fine di dare vita a una sorta di coming-of-age dai toni leggeri e dai risvolti inquietanti, dedicato soprattutto a un pubblico di giovanissimi.

Una macchina, ripresa rigorosamente dall’alto, corre lungo una strada di montagna. Hendrik ed Eddi viaggiano a bordo di essa insieme alla loro mamma Sabine (Julia Koschitz): stanno per trasferirsi da Hannover a Bad Eisenkappel – remoto paesino dell’Austria al confine con la Slovenia – a causa del lavoro di lei. Una volta giunti a destinazione, scopriranno che la loro casa, dall’aspetto inquietante e quasi del tutto isolata da qualsiasi centro abitato, non è proprio come inizialmente era stata loro presentata. Come se non bastasse, i ragazzi, ben presto, inizieranno ad avvertire delle presenze oscure, probabilmente spettri di chi prima di loro aveva abitato lì. Cosa ci ricorda tutto ciò? Impossibile non pensare all’ormai cult Shining di Stanley Kubrick (1980), a cui Prochaska, almeno per quanto riguarda l’incipit di questo suo The creepy House si è dichiaratamente ispirato.

Ma questo non è tutto. Se, infatti, una volta strette le prime amicizie in paese, i due fratelli tenteranno in tutti i modi di scoprire quale terribile segreto riguardi casa loro, ecco che ci ritroviamo a vivere, almeno in parte I Goonies (Richard Donner, 1985). E tra ulteriori riferimenti a Psycho di Alfred Hitchcock e citazioni riguardanti lo stesso Andreas Prochaska e il suo The Miracle of Carinthia (2011), ecco che il presente The creepy House trova pian piano finalmente la sua strada, senza particolari intuizioni, ma svolgendo il proprio compito in modo pulito, fatta eccezione per qualche effetto speciale eccessivamente posticcio, soprattutto per quanto riguarda le varie apparizioni degli spettri.

Non punta, Daniel Prochaska, a dare vita a qualcosa di nuovo. Ciò che maggiormente gli interessa è riunire in un unico film alcuni dei suoi cult del passato, realizzando, al contempo, un lavoro lineare e gradevole, con tanto di elementi umoristici che si basano su luoghi comuni – vedi, su tutti, un costante uso del dialetto austriaco, difficilmente comprensibile dai giovani protagonisti che provengono, invece, dalla Germania – e importanti rimandi alle tradizioni folkloristiche locali. Ed ecco che la scena della festa in abiti tradizionali, dal canto suo, ci ricorda ancora un altro horror realizzato in patria, ossia il bizzarro e gustoso Attack of the Lederhosen Zombies, dell’altrettanto giovane Dominik Hartl (2016).

Sono, al contempo, valori come l’amicizia, l’amore per la famiglia e la scoperta di sé stessi a fare da filo conduttore al presente The creepy House, confermando ulteriormente la forte tendenza della cinematografia austriaca contemporanea a occuparsi di storie riguardanti principalmente i giovani e i giovanissimi. E anche se Daniel Prochaska, con questa sua opera prima, non ha realizzato certo qualcosa che punti a entrare a far parte della storia del cinema, ecco che, complessivamente, il lungometraggio funziona e diverte. E si rivela, nel corso della visione, anche piuttosto profondo. Pur peccando, di quando in quando, di eccessiva retorica.

Titolo originale: Das schaurige Haus
Regia: Daniel Prochaska
Paese/anno: Austria / 2020
Durata: 100’
Genere: horror, coming-of-age
Cast: Julia Koschitz, Michael Pink, Inge Maux, Leon Orlandianyi, Marii Weichsler, Christina Cervenka, Lars Bitterlich, Benno Rosskopf, Lisa Stern
Sceneggiatura: Marcel Kawentel, Timo Lombeck
Fotografia: Matthias Pötsch
Produzione: Mona Film Produktion, Naked Eye Filmproduktion, ORF

Info: la scheda di The creepy House su iMDb; la scheda di The creepy House sul sito dell’Österreichisches Filminstitut