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ASPHALT

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di Harald Röbbeling

voto: 8

Asphalt prende spunto da alcune storie realmente accadute e si avvale di una messa in scena che ricorda da vicino proprio il Neorealismo. E così, ne è venuto fuori un film suddiviso in cinque episodi, incredibilmente razionale nella sua irrazionalità. Un film che si schiera apertamente contro la guerra e che – sebbene quest’ultima sia ormai finita da molti anni – punta il dito direttamente contro una società ipocrita e perbenista.

Che ne sarà dei giovani?

Asphalt, diretto da Harald Röbbeling nel 1951, sta a rappresentare una vera e propria perla all’interno della produzione cinematografica austriaca. Eppure, per riuscire a inquadrare al meglio un lungometraggio come il presente, bisogna fare qualche considerazione sul periodo storico in cui lo stesso è stato girato.

Se per tutti gli anni Trenta e Quaranta, dunque, la cinematografia austriaca era prevalentemente incentrata sulla produzione dei cosiddetti Wiener Film – ossia di commedie, spesso e volentieri a carattere sentimentale o musicale ambientate nel mondo dell’alta borghesia – ecco che dal secondo dopoguerra – pur rappresentando, i suddetti film, una fetta importante della produzione cinematografica nazionale – la musica cambia. E con un grande desiderio di rinnovamento si iniziano, così a sperimentare anche nuovi linguaggi cinematografici per storie assolutamente non convenzionali. Di fianco, dunque, a correnti artistiche “estreme” come l’Azionismo Viennese o, semplicemente, il filone del cinema sperimentale, vi sono una serie di lungometraggi che raccontano, per così dire, “l’altro volto di Vienna”, ossia determinate realtà ben lontane dalla Vienna danzante e colorata che per anni abbiamo visto nei Wiener Film, riguardanti in particolare alcune persone che vivono ai margini della società e che, nell’immediato dopoguerra, faticano non poco a trovare un proprio equilibrio e un proprio posto nel mondo.

Di questo filone, dunque, fa parte il famoso Viennese Girls, come anche il presente Asphalt, il quale, analogamente a quanto è stato per lavori a lui contemporanei, attinge a piene mani dal Neorealismo italiano che proprio in quegli anni vedeva il suo massimo sviluppo. Cinema del reale, dunque, per nuovi modi di adoperare la macchina da presa e di intendere la regia stessa, atta, in questo caso, a scioccare lo spettatore e a colpirlo nell’intimo.

Asphalt, dunque, prende spunto da alcune storie realmente accadute. A tal fine, il regista – qui autore anche della sceneggiatura – si è avvalso di alcuni rapporti della polizia che documentavano alcuni fatti riguardanti esclusivamente adolescenti. Così, dunque, ne è venuto fuori un film suddiviso in cinque episodi, intervallati da voci di telecronisti e opinionisti che, di volta in volta, prima di introdurci un nuovo episodio, fanno alcune considerazioni riguardanti i motivi che spingono i giovani a infrangere la legge e a fare del male a sé stessi e agli altri.

Sono queste le storie di Erika, una diciassettenne che lavora come ballerina in un night club, di Walter, un ragazzo di tredici anni il cui padre è stato arrestato e che, al fine di aiutare economicamente la propria famiglia, inizia a rubare, di Gabriele, una ragazza di buona famiglia che, rimasta incinta, sa bene che i suoi genitori non sono affatto disposti ad aiutarla o a comprenderla, di Karl, un ragazzo che viene preso in giro e bullizzato da tutti, e di Helli, la quale, costretta da sua madre a procurarsi il denaro vendendo fiori rubati al cimitero, finisce ben presto in giri più loschi.

Cinque storie, dunque, per cinque differenti situazioni accomunate soltanto da una grande solitudine e da un grande bisogno d’affetto. E il regista, dal canto suo, pur consapevole dei numerosi problemi che un lavoro come Asphalt avrebbe avuto con la censura, ci mostra la realtà così com’è, senza edulcorazione alcuna. Una regia che, con fare zavattiniano, segue i protagonisti durante le loro giornate, si alterna a un uso della macchina da presa in cui la stessa viene sovente fatta roteare, con tanto di inquadrature sghembe e stranianti, analogamente a quanto, nel 1930, aveva fatto il celebre Jean Vigo nel suo capolavoro A Proposito di Nizza.

Sono, dunque, turbinii di emozioni ad accompagnare lo spettatore durante tutta la visione del lungometraggio. Un lungometraggio tetro e disincantato, all’interno del quale non v’è speranza alcuna. E la stessa età dei giovani protagonisti si fa, dunque, profondamente emblematica, insieme all’uso del bianco e nero e alla netta prevalenza delle ombre sulle luci, con tanto di scene girate in notturna in cui vediamo i ragazzi camminare raminghi per le strade della città.

Un lavoro duro e incredibilmente razionale nella sua irrazionalità, il presente Asphalt. Un film che si schiera apertamente contro la guerra e che – sebbene quest’ultima sia ormai finita da molti anni – punta il dito direttamente contro una società ipocrita e perbenista, all’interno della quale sembra ancora così vivo e pulsante un pericoloso fascismo latente. I giovani sono spinti alla delinquenza e a una vita dissoluta. Ma chi sono, in realtà, i veri colpevoli? Harald Röbbeling non ha dubbi in merito. E ha esposto le sue teorie in un lungometraggio di rottura, urlato, arrabbiato, doloroso e dolente che, nella sua particolare espressione artistica, ci appare, oggi, così incisivo, così prezioso, così tremendamente affascinante.

Titolo originale: Asphalt
Regia: Harald Röbbeling
Paese/anno: Austria / 1951
Durata: 85’
Genere: drammatico, corale
Cast: Johanna Matz, Viktor Gschmeidler, Milan von Kamare, Anni Korin, Helmut Krauss, Edith Meinel, Inge Novak, Hannes Schiel, Franz Bernd, Reinhold Siegert, Heinz Farda, Maria Eis, Oskar Hugelmann, Albert Strouhal, Ernst Waldbrunn, Otto Weinert, Elfriede Garden, Margarete Fries, Harry Hardt, Martin King, Kurt Vittek, Monika Sigmund, Otto Wögerer, Lilly Karoly, Edith Zogelmann, Elisabeth Epp, Curt Eilers, Heinrich Ortmayer, Helmut Janatsch, Hans Frank, Stella Kadmon, Erich Maria Schill, Rita Ballner, Theodor Grieg, Franz Herterich, Renée Krystufek
Sceneggiatura: Harald Röbbeling
Fotografia: Walter Partsch
Produzione: Savoy

Info: la scheda di Asphalt su iMDb; la scheda di Asphalt su www.film.at