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CINEMA E PROPAGANDA DURANTE LA PRIMA GUERRA MONDIALE

Se in Austria, le prime case di produzione sono nate relativamente tardi rispetto a quanto avvenuto nel resto del mondo, appena pochi anni dopo la diffusione della settima arte anche a livello nazionale, ci si è dovuti confrontare con un evento fortemente drammatico e inaspettato: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Immagini dal fronte

Una storia un po’ bizzarra, quella del cinema austriaco. Se, infatti, in Austria, le prime case di produzione sono nate relativamente tardi rispetto a quanto avvenuto nel resto del mondo (ufficialmente nel 1908 circa, anche se già nel 1906 il fotografo Johann Schwarzer produceva i primi, brevi film erotici con la sua Saturn-Film), ecco che appena pochi anni dopo la diffusione della settima arte anche a livello nazionale, ci si è dovuti confrontare con un evento fortemente drammatico e inaspettato: lo scoppio della Prima Guerra Mondiale.

Poteva, dunque, il neonato cinema non interessarsi anche a un evento di tale portata? Assolutamente no. E infatti, non passò molto tempo prima che i soldati impegnati sul fronte potessero apparire anche sul grande schermo. E se per alcuni di loro il potersi vedere al cinema stava a rappresentare un evento del tutto straordinario, per altri la possibilità di documentare la guerra e di raccontarla per immagini era comunque un ottimo mezzo di diffusione delle informazioni anche a chi viveva lontano dal fronte stesso.

Ma erano davvero del tutto fedeli alla realtà i numerosi reportage di guerra realizzati dalle case di produzione austriache fondate per l’occasione tra il 1914 e il 1918? Sulla presente questione occorre fare delle dovute precisazioni.

La possibilità di poter documentare il conflitto bellico rappresentava per il governo austriaco senz’altro un’ottima occasione per fare propaganda, dal momento che i brevi documentari realizzati per l’occasione venivano esportati anche al di fuori dei confini nazionali. E così, già poco dopo lo scoppio della Prima Guerra Mondiale fu i governo stesso ad acquistare sul fronte speciali postazioni per gli operatori cinematografici, all’interno dei settori dedicati ai reporter di guerra. Così come numerosi furono i fondi e i mezzi messi a disposizione al fine di raccontare per immagini ciò che stava accadendo.

E se pensiamo che, in Austria, fin dal momento in cui vennero prodotti i primi film nazionali, si optava esclusivamente per un approccio documentaristico, proprio come in Francia avevano iniziato a fare i fratelli Lumière, ecco che lo stesso approccio veniva effettuato durante la realizzazione di questi film di guerra. Eppure, come ben si può immaginare, dal momento che bisognava trasmettere al mondo intero l’immagine di un’Austria forte e vincente, spesso le cose venivano falsate, con tanto di scene girate ad hoc, importanti omissioni e un montaggio ben studiato. Un approccio prettamente documentaristico, dunque, con al proprio interno anche delle scene “ibride” appositamente costruite.

Questo riguardava praticamente tutti i documentari realizzati durante la Prima Guerra Mondiale. Persino quando il focus di un film era rappresentato dalla componente antropologica nella sua accezione più pura, senza volersi soffermare per forza di cose sul conflitto bellico in sé (basti pensare, ad esempio, a tutti i lavori del regista e antropologo Rudolf Pöch).

Il cinema, dunque, parlava alle masse. E durante la guerra trasmetteva loro un concetto ben preciso. La paura, la violenza, le numerose esplosioni e sparatorie, lo shock provocato e tutto ciò che prima veniva descritto dai soldati stessi nelle lettere che erano soliti inviare ai propri famigliari veniva ora rappresentato sul grande schermo, seppur con le dovute manipolazioni.

E al di là di ogni qualsivoglia intento propagandistico del governo austriaco, al di là della dubbia fedeltà nella rappresentazione dei fatti, possiamo renderci conto di qualcosa di ben preciso: dopo un iniziale approccio documentaristico, pian piano ci si stava avvicinando anche alla produzione del cinema di finzione. E – fatte sporadiche eccezioni che vedono la nascita dei primi, brevissimi film di fiction già dai primi anni del Novecento – a partire dal 1916 l’Austria iniziò sempre più spesso a interessarsi alla produzione di film a soggetto, che avevano come finalità l’intrattenimento allo stato puro. Il cinema austriaco, dunque, stava per assistere a un’altra, importante svolta. Ma questa, ovviamente, è un’altra storia.

Bibliografia: Das tägliche Brennen: eine Geschichte des österreichischen Films von den Anfängen bis 1945, Elisabeth Büttner, Christian Dewald, Residenz Verlag
Info: il sito ufficiale del Filmarchiv Austria