Mese: Luglio 2020

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VERGISS SNEIDER!

Tutto è sospeso in una dimensione senza tempo, in Vergiss Sneider!, mediometraggio di diploma di Götz Spielmann. E di fianco a un cupo umorismo di fondo, di fianco a un tanto velato quanto vibrante erotismo, di fianco a personaggi le cui ossessioni sono portate all’estremo, vediamo una messa in scena di impronta teatrale che si rifà chiaramente al teatro dell’assurdo, senza disdegnare lo stesso Roman Polanski o persino i film di fantascienza della gloriosa Hollywood degli anni Cinquanta e Sessanta.

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VERONIKA FRANZ E JASMILA ZBANIC – L’AUSTRIA A VENEZIA 77

La regista, sceneggiatrice e critico cinematografico austriaca Veronika Franz farà parte della Giuria del concorso della 77° Mostra del Cinema di Venezia. Tra i film in corsa per il tanto ambito Leone d’Oro ci sarà anche Quo vadis, Aida?, diretto dall’apprezzata regista bosniaca Jasmila Zbanic, nonché co-produzione tra Bosnia ed Erzegovina, Austria, Romania, Paesi Bassi, Germania, Polonia, Francia e Norvegia.

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MINDERJÄRIGE KLAGEN AN

Minderjärige klagen an, pur mantenendo, in parte, gli intenti originari dell’ottimo Asphalt di Harald Röbbeling (trattandosi, di fatto, di una sua rielaborazione molto più “edulcorata”) risulta assai più debole, assai meno incisivo dell’originale e decisamente maldestro e traballante, con tanto di cornice che ci appare quasi posticcia, al punto da renderlo complessivamente poco credibile.

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ASPHALT

Asphalt prende spunto da alcune storie realmente accadute e si avvale di una messa in scena che ricorda da vicino proprio il Neorealismo. E così, ne è venuto fuori un film suddiviso in cinque episodi, incredibilmente razionale nella sua irrazionalità. Un film che si schiera apertamente contro la guerra e che – sebbene quest’ultima sia ormai finita da molti anni – punta il dito direttamente contro una società ipocrita e perbenista.

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KAVIAR

Questo brillante Kaviar – opera seconda di Elena Tikhonova – vede ritmi ben scanditi sia da una regia esperta e consapevole – con tanto di brevi inserti d’animazione e una titolazione di tarantiniana memoria – che da un azzeccato commento musicale, frizzante e di carattere, ma mai sopra le righe.

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CAPPUCCINO MELANGE

Se Cappuccino Melange, al fine di accentuare le differenze tra i due protagonisti, gioca molto sui luoghi comuni, spesso caricando eccessivamente i suoi personaggi e risultando, a volte, anche eccessivo e poco credibile, complessivamente le avventure dei due bizzarri protagonisti funzionano. E lo fanno soprattutto nei dettagli.

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MEATGRINDER

Non ci viene risparmiato davvero nulla, durante la visione di Meatgrinder. Il regista, forte di un approccio il più possibile essenziale, non si perde in inutili chiacchiere, ma, al contrario, va dritto al punto. E, allo stesso modo, un’estetica ruvida, volutamente sporca, ben si confà a ciò che Houchang Allayari ha voluto denunciare in questo suo piccolo ma importante lavoro.

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ANDERS ESSEN – DAS EXPERIMENT

Anders essen – Das Experiment, punta a una massima chiarezza, al fine di farci comprendere le conseguenze del nostro nutrirci in modo “irresponsabile”. Partendo, così, dal presupposto che per la nostra alimentazione quotidiana abbiamo bisogno di un campo di circa 4400 mq, se tutti sulla terra si alimentassero come noi, avremo bisogno di un intero altro pianeta, al fine di limitare al massimo il nostro impatto sull’ambiente. Eppure, qualcosa si può fare.