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PRIMA DELL’ALBA – GALEOTTA FU VIENNA

La storia d’amore tra Jesse e Céline in Prima dell’Alba di Richard Linklater si sviluppa sullo schermo attraverso le parole e potenti immagini della città che appaiono sullo sfondo. E di giorno come di notte la stessa non perde nemmeno una minima parte del suo fascino, ma, al contrario, viene qui trattata dal regista alla stregua di un vero e proprio personaggio.

In un piccolo angolo di mondo…

Vienna: quale città migliore di questa per farsi spettatrice di migliaia e migliaia di storie d’amore che nascono ogni giorno? Nel sottopassaggio della metropolitana di Karlsplatz, in pieno centro città, in corrispondenza dell’uscita vicino al Palazzo della Secessione, vi sono numerosi display, i cui numeri vengono costantemente aggiornati circa ciò che in contemporanea sta accadendo nel mondo. Uno di questi display riporta addirittura quante persone, ogni giorno si sono innamorate a Vienna. A quanto pare, dunque, anche la location, spesso, contribuisce a creare l’atmosfera giusta. E sembra saperne qualcosa anche il regista statunitense Richard Linklater, che con Prima dell’Alba (1995), ha dato vita a un vero e proprio cult ambientato nella splendida capitale austriaca.

Primo, straordinario capitolo di una trilogia che sarebbe continuata nel 2004 (con Prima del Tramonto) e nel 2013 (con Before Midnight), Prima dell’Alba vede la nascita di una (potenziale) storia d’amore tra Jesse e Céline (impersonati da Ethan Hawke e Julie Delpy, qui anche autori della sceneggiatura), i quali – francese lei, americano lui ed entrambi giovanissimi – si incontrano per caso su un treno diretto da Budapest a Vienna e, grazie a una situazione bizzarra venutasi a creare, iniziano a chiacchierare.

Questa loro profonda e mai scontata conversazione (dove a far da protagonisti quasi assoluti sono i rapporti umani, la conoscenza di sé stessi e, più in generale, la vita), continuerà per tutto il giorno e tutta la notte, prima dell’inevitabile momento di salutarsi, al mattino seguente, nella stazione di Vienna Hauptbahnhof.

Per le strade della città, nei caratteristici e pittoreschi caffè viennesi, ma anche lungo le magiche sponde del Danubio, dunque, vediamo i due giovani protagonisti confidarsi, scambiarsi pareri, ma anche ridere e scherzare, per una serie di continui dialoghi dall’impronta fortemente rohmeriana (non dimentichiamo, tra l’altro, che lo stesso Eric Rohmer è da sempre stato un modello per Linklater) e da un approccio che ci ricorda un vero e proprio flusso di coscienza.

Tutto sembra fugace, in Prima dell’Alba. Tutto, nonostante la profondità della sua essenza, sembra destinato a un’inevitabile fine. O forse no? Se il tempo, da un lato, sembra il peggior nemico di Jesse e Céline, dall’altro si fa, al contempo, prezioso alleato di Linklater stesso, il quale, per tutta la sua carriera, ha sempre conferito all’elemento tempo una speciale valenza. Sarà il tempo a decidere se, in futuro, la loro storia potrà vedere o meno un proprio compimento. Così come è, in questo caso, il passare inevitabile del tempo a giocare un luogo centrale, rendendo tutto così incredibilmente estemporaneo e aleatorio, ma, proprio per questo, anche più bello e più prezioso.

La storia d’amore tra Jesse e Céline si sviluppa davanti allo schermo attraverso le parole e potenti immagini della città che appaiono sullo sfondo. E di giorno come di notte la stessa non perde nemmeno una minima parte del suo fascino, ma, al contrario, viene qui trattata dal regista alla stregua di un vero e proprio personaggio, senza del quale, forse, nulla di tutto ciò avrebbe avuto inizio, quale confidente prezioso, testimone della storia d’amore e dei segreti di Jesse e Céline, così come di numerose altre storie d’amore che nascono ogni giorno sotto il suo cielo.

Info: la scheda di Prima dell’Alba su iMDb