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FALLS ICH ES SCHAFFE ODER PARDON MY DONKEY THUMBS

di Pawel Szostak

voto: 7.5

Non mancano, all’interno di Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs citazioni alla storia del cinema stesso. E Pawel Szostak, dal canto suo, non tenta assolutamente di celare questa sua fascinazione nei confronti della settima arte, ma, al contrario, sembra implicitamente sostenere che la stessa – probabilmente – sia l’unica risposta e l’unica soluzione agli interrogativi precedentemente sollevati.

L’asino che è in ognuno di noi

Leaving is easy with eyes closed”. Forse, a suo tempo, John Lennon ci aveva visto giusto. Perché, dunque, affannarsi al fine di arrivare sempre più in alto? Ogni giorno, gli esseri umani vivono una quotidianità frenetica al fine di raggiungere i propri obiettivi, qualsiasi essi siano. Ma qual è il prezzo di tutto ciò? E, soprattutto, quanto valgono gli sforzi dell’uomo se paragonati alla grandezza dell’universo? Il cineasta Pawel Szostak ha a suo modo tentato di dare una risposta in merito nel suo Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs, visionario cortometraggio sperimentale presentato in anteprima alla Diagonale 2017 e inserito – in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020 – all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete.

“All’interno di ogni asino c’è un uomo, all’interno di ogni uomo c’è un asino”. E così, in apertura di Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs, vediamo un asino che tenta di arrampicarsi su di un palazzo, insieme a un altro intento a passeggiare sui tetti di una casa. Cosa vorrà mai raggiungere l’asino, una volta arrivato in cima? Questo visionario e magnetico lavoro di Pawel Szostak ci mostra le condizioni in cui vivono gli esseri umani, interrogandosi, appunto, sulla necessità di tutti i loro sforzi, di tutte le loro corse nel quotidiano. Il desiderio di diventare famosi, la fame di denaro e, in primis, il capitalismo, vengono messi sotto tiro in poco meno di otto minuti, per un breve ma intenso viaggio all’interno della storia dell’umanità – e, soprattutto, anche attraverso la storia del cinema stesso – per una serie di immagini ora in negativo, ora con colori iper saturi che – grazie a voice over ora prese da registrazioni di repertorio, ora volutamente distorte – osservano con fare ironico l’uomo stesso, insieme a tutti i suoi affanni, alla sua corsa verso “una condizione migliore”. Ma migliore di cosa?

Ovviamente, queste riflessioni di Pawel Szostak tentano a loro modo di dare risposte in merito a tutti i quesiti sollevati. E, in prossimità dei titoli di coda, ci si chiede se non sia il caso di vivere ogni giorno con maggior leggerezza, senza impegnarsi più di tanto a raggiungere obiettivi impossibili. E qui, immediatamente, ci viene da pensare alla canzone Strawberry Fields forever – già sopra citata – e all’analogo messaggio che i Beatles – e Lennon in primis – a loro tempo hanno voluto comunicare.

Non mancano, all’interno di Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs citazioni alla storia del cinema stesso. Basti pensare anche solo a tutte le volte in cui la stessa Hollywood viene menzionata o alle immagini iniziali dell’asino che tenta di arrampicarsi su un palazzo che – grazie anche a una fotografia e a una messa in scena tipiche del cinema muto – tanto stanno a ricordarci le disavventure del comico Harold Lloyd. E Pawel Szostak, dal canto suo, non tenta assolutamente di celare questa sua fascinazione nei confronti della settima arte, ma, al contrario, sembra implicitamente sostenere che la stessa – probabilmente – sia l’unica risposta e l’unica soluzione agli interrogativi precedentemente sollevati. Il tutto per una serie di immagini ipnotiche e stranianti, girate e montate in modo attento e sapiente, il cui principale intento è quello di sconvolgere lo spettatore insieme a ogni sua altra precedente convinzione, oltre a condurlo in una dimensione del tutto nuova, dandogli finalmente la possibilità di osservare la realtà da un diverso punto di vista.

Titolo originale: Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs
Regia: Pawel Szostak
Paese/anno: Austria / 2016
Durata: 8’
Genere: sperimentale
Sceneggiatura: Pawel Szostak
Fotografia: Pawel Szostak
Produzione: Pawel Szostak

Info: la scheda di Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs sul sito della Diagonale; Falls ich es schaffe oder Pardon my donkey thumbs su Vimeo