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CHILDREN BELOW DECK

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di Bettina Henkel

voto: 7.5

In Children below Deck vediamo un profondo senso di colpa che si tramanda di generazione in generazione e che nemmeno gli anni che passano potranno mai attutire. Ma, forse, soltanto guardando in faccia il passato stesso – magari anche attraverso film di famiglia in Super8 o vecchie fotografie che, pian piano, prendono forma sullo schermo assumendo, dapprima, i tratti di un disegno a matita – si può tentare, in qualche modo, di sanare la cosa. O forse no?

Mal di stomaco

Padre e figlia. Nonna e nipote. Passato e presente. Guerra e pace. Quanto può essere forte, anche a distanza di anni, l’impatto che il passato ha su ognuno di noi? Più che tentare di dare risposte esaustive in merito, la regista Bettina Henkel ha cercato di analizzare il passato, ripercorrendo alcune tappe salienti della vita di sua nonna e di suo padre, al fine di tentare di colmare determinati vuoti affettivi creatisi negli anni. E così, dunque, ha preso vita Children below Deck, presentato in anteprima alla Diagonale 2018 e, in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020, inserito all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete.

Il padre di Bettina è uno psicanalista. Da anni soffre di continui mal di stomaco. Egli, tra l’altro, ha sempre risentito di un rapporto distaccato e mai realmente approfondito con sua madre Helge. Al fine, dunque, di portare a galla vecchi malesseri e di scoprire, fino in fondo, cosa ha fatto sì che gli stessi venissero trasmessi di generazione in generazione, Bettina Henkel ha intrapreso un lungo viaggio Dalla Germania alla Lettonia, fino ad arrivare in Polonia e, infine, di nuovo a Vienna, tornando nei luoghi in cui prima sua nonna, poi suo padre sono nati e cresciuti. Ad accompagnarla durante questo suo viaggio, proprio il padre, pronto a rimettersi in gioco egli stesso.

Un film, il presente Children below Deck, che si sviluppa, dunque, su più livelli. Se, infatti, da un lato, vediamo la storia del mondo intero (e, nello specifico, la Seconda Guerra mondiale e l’avvento del Nazismo) prendere il sopravvento, dall’altro vediamo rappresentata una dimensione molto più intima che vede nei rapporti famigliari il proprio palcoscenico ideale. Allo stesso modo, vediamo la storia che si ripete. Ed ecco che il padre di Bettina – così inizialmente distaccato, così sofferente e che, a causa del passato di sua madre in qualità di militante del partito nazionalsocialista, ha troncato definitivamente i rapporti con lei – scopre di avere con la stessa Helge molte più cose in comune di quanto inizialmente potesse sembrare: entrambi sono medici, entrambi giocatori di scacchi, entrambi sofferenti a causa di problemi allo stomaco. Entrambi così inconsapevolmente distaccati.

In Children below Deck vediamo, dunque, un profondo senso di colpa che si tramanda di generazione in generazione e che nemmeno gli anni che passano potranno mai attutire. Ma, forse, soltanto guardando in faccia il passato stesso – magari anche attraverso film di famiglia girati in Super8 o vecchie fotografie che, pian piano, prendono forma sullo schermo assumendo, dapprima, i tratti di un disegno a matita – si può tentare, in qualche modo, di sanare la cosa. O forse no?

Come già scritto, non punta, Bettina Henkel, a dare precisa risposte in merito, né, tantomeno a sciogliere completamente i nodi del passato. Questo, forse, non sarà mai possibile. Eppure, dall’altro canto, in un prodotto intimo e anche, a suo modo, poetico, vediamo innanzitutto un padre e una figlia che imparano a conoscersi e a conoscere sé stessi. Magari durante un lungo viaggio. Magari anche sorseggiando qualcosa di fresco lungo le limpide rive del Danubio.

Titolo originale: Kinder unter Deck
Regia: Bettina Henkel
Paese/anno: Austria / 2018
Durata: 90’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Bettina Henkel
Fotografia: Astrid Heubrandtner-Verschuur
Produzione: FreibeuterFilm

Info: la scheda di Children below Deck sul sito della Diagonale; il sito ufficiale di Children below Deck