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KICK OUT YOUR BOSS

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di Elisabeth Scharang

voto: 7.5

In Kick out your Boss, Elisabeth Scharang, dal canto suo, non mira a dare precisi giudizi in merito. Non mira a esporre determinate teorie riguardanti le condizioni dei lavoratori di tutto il mondo. Al contrario, lascia ampia libertà al pubblico di trarre le proprie conclusioni e di fare le proprie considerazioni.

Il piacere di andare a lavoro

Soltanto durante i giorni della quarantena a causa dell’epidemia del Covid-19 ci si è apparentemente resi conto della possibilità di potersi gestire diversamente il proprio lavoro, magari lavorando da casa, in un contesto molto più rilassante e meno pressante. Eppure, c’è chi a simili soluzioni ha già pensato da tempo. Magari anche senza lavorare da casa. Magari facendo il possibile affinché i lavoratori possano lavorare in condizioni a loro più gradite. A tal proposito, il documentario Kick out your Boss – diretto da Elisabeth Scharang nel 2014, presentato, appunto, durante la Diagonale 2014 e inserito, in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020, all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete – ci mostra da vicino quali vantaggi si potrebbero ottenere adottando determinati provvedimenti in ambito lavorativo.

Già apprezzata nell’ambito del cinema di finzione, Elisabeth Scharang, nel realizzare questo suo Kick out your Boss ha intrapreso un lungo viaggio tra Austria, Serbia e Brasile, al fine di documentare determinate realtà riguardanti alcune aziende che puntano innanzitutto al benessere dei loro lavoratori. Sono queste la En Garde – un’azienda austriaca che si occupa di design – la brasiliana Semco e l’azienda farmaceutica serba Jugoremedija. E se quest’ultima, in seguito ad alcune rivolte operaie degli anni scorsi è stata rilevata proprio dagli operai che ci lavoravano, divenendo una sorta di seconda casa per loro, la En Garde e la Semco hanno fatto in modo di dar vita a determinate realtà prive di veri e propri capi, dove sono i lavoratori ad autogestirsi, collocati in location estremamente piacevoli – spesso, addirittura, circondate dal verde – e, magari, avendo anche l’occasione di fare anche qualche esercizio di stretching e rilassamento prima di mettersi all’opera.

Sembra quasi un mondo a sé, questo raccontato dalla macchina da presa di Elisabeth Scharang. E, al di là delle realtà raccontate, ciò che di un lavoro come Kick out your Boss maggiormente colpisce è proprio l’intento con cui lo stesso è stato realizzato. Ed ecco che, qui, entra in gioco anche il sito web relativo al documentario, dove, all’interno di una piattaforma, è stato avviato un dibattito aperto a tutti, durante il quale vengono fatte proposte in libertà atte a formulare nuovi modi di intendere il lavoro.

Elisabeth Scharang, dal canto suo, non mira a dare precisi giudizi in merito. Non mira a esporre determinate teorie riguardanti le condizioni dei lavoratori di tutto il mondo. Al contrario, lascia ampia libertà al pubblico di trarre le proprie conclusioni e di fare le proprie considerazioni. La regista, dal canto suo, interagisce con i protagonisti ponendo loro semplici, dirette domande, come “Sei felice?” o “Cosa significa per te felicità?”. E tale andamento semplice, sereno, apparentemente naïf pervade l’intero documentario.

Ci si sente immediatamente immersi in una realtà a sé, nel momento in cui ci si accinge a vedere Kick out your Boss. E la realtà rappresentata – grazie anche a un commento musicale estremamente rilassante e contemplativo e a una fotografia dai toni prevalentemente pastello – sembra quasi appartenere al mondo delle favole. Se (anche) grazie a questo progetto, un domani si potrà davvero iniziare a intendere il lavoro diversamente, è ancora tutto da vedere. E, senza voler essere eccessivamente ottimisti, si potrebbe addirittura citare un ulteriore film della Scharang: Vielleicht in einem anderen Leben (tradotto letteralmente: “forse in un’altra vita”).

Titolo originale: Kick out your Boss
Regia: Elisabeth Scharang
Paese/anno: Austria / 2014
Durata: 95’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Elisabeth Scharang
Fotografia: Elisabeth Scharang
Produzione: KGP Gabriele Kranzelbinder Production

Info: la scheda di Kick out your Boss sul sito della Diagonale; la scheda di Kick out your Boss su iMDb