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ELEKTRO MOSKVA

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di Elena Tikhonova e Dominik Spritzendorfer

voto: 7.5

In Elektro Moskva I due cineasti, perfettamente in linea con ciò che hanno deciso di mettere in scena, hanno optato per un approccio registico fuori dagli schemi, dove a fare da protagonisti assoluti sono – come ben si può immaginare – suoni e colori, passato e presente che si alternano con ritmi frenetici, senza lasciare il tempo allo spettatore di riprendere fiato tra una scena e l’altra.

A ritmo di musica

Veloce, frizzante, magnetico. Meravigliosamente elettrico. Elektro Moskva – diretto da Elena Tikhonova e Dominik Spritzendorfer – già presentato in anteprima alla Diagonale 2013 e, in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020, inserito all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete – è un interessante viaggio nella storia del secolo scorso e, nello specifico, nella storia della Russia e della nascita della musica elettronica, in parallelo alle nuove scoperte tecnologiche e alle attività di sorveglianza effettuate dallo stesso KGB.

E così, con musiche frizzanti e un montaggio che vede alternarsi filmati di repertorio a interviste e girati risalenti ai giorni nostri, Elektro Moskva assume pian piano i colori di un documentario dai numerosi richiami al cinema di fantascienza. Non si tratta, semplicemente, di esporre i fatti. Qui si tratta, in realtà, di dar vita a qualcosa di totalmente nuovo e innovativo, per infinite possibilità di declinare il linguaggio cinematografico stesso.

Piano piano, dunque, vediamo tutte le tappe che hanno portato alla creazione di nuovi strumenti atti a creare suoni mai ascoltati prima, dall’ormai celebre theremin – inventato, appunto, da Leon Theremin – fino ai più moderni sintetizzatori degli anni Ottanta. Senza dimenticare, ovviamente, le parallele attività del KGB e, soprattutto, i progressi raggiunti in ambito scientifico con conseguenti spedizioni nello spazio.

All’interno di buie cantine vi sono innumerevoli strumenti ormai inutilizzati. Sono questi i luoghi preferiti da collezionisti di tutte le età, i quali, davanti alla macchina da presa di Elena Tikhonova e Dominik Spritzendorfer, si raccontano e raccontano assorti la storia di un’epoca. Un’epoca dove, spesso e volentieri, rigidi divieti e forti limitazioni della libertà personale arrivavano addirittura a vietare l’ascolto o, comunque, la riproduzione di musiche occidentali, come quelle dei Rolling Stones o dei Deep Purple.

I due cineasti, dal canto loro, perfettamente in linea con ciò che hanno deciso di mettere in scena, hanno optato per un approccio registico fuori dagli schemi, dove a fare da protagonisti assoluti sono – come ben si può immaginare – suoni e colori, passato e presente che si alternano con ritmi frenetici, senza lasciare il tempo allo spettatore di riprendere fiato tra una scena e l’altra. E tale singolare messa in scena si rivela, nel presente caso, particolarmente azzeccata. Elektro Moskva è un prodotto che scivola via come un sorso d’acqua fresca. Un viaggio all’interno di un mondo di cui soltanto di sfuggita abbiamo sentito parlare, ma che, di fatto, non abbiamo mai avuto modo di approfondire abbastanza.

Questo è il mondo da cui la cineasta Elena Tikhonova viene e che, in questo personalissimo Elektro Moskva, ha voluto omaggiare insieme al collega Dominik Spritzendorfer. Una vera e propria dichiarazione d’amore a una terra che da passate difficoltà è riuscita a creare qualcosa di unico e meraviglioso.

Titolo originale: Elektro Moskva
Regia: Elena Tikhonova, Dominik Spritzendorfer
Paese/anno: Austria / 2013
Durata: 89’
Genere: documentario, musicale
Sceneggiatura: Elena Tikhonova, Dominik Spritzendorfer
Fotografia: Dominik Spritzendorfer
Produzione: Rotor Film

Info: la scheda di Elektro Moskva sul sito della Diagonale; la scheda di Elektro Moskva su iMDb; il sito ufficiale di Elektro Moskva