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HOMEMAD(E)

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di Ruth Beckermann

voto: 8.5

Homemad(e) è una preziosa testimonianza di un mondo che era e di un mondo che è. Un viaggio all’interno della storia viennese del Novecento, per una serie di immagini, volti e testimonianze di chi, memore di un passato a tratti doloroso, ha deciso di raccontarsi e di raccontare una Vienna che sta per entrare in un nuovo millennio.

Un piccolo angolo nel cuore di Vienna

C’è una piccola stradina, situata nel cuore del centro storico di Vienna, dove il tempo sembra essersi fermato. In questa stradina – la Marc-Aurel-Straβe – vi sono numerose attività commerciali che vantano un’esperienza decennale. Sono queste le attività raccontate da Ruth Beckermann nel suo Homemad(e), realizzato nel 2001 e, in seguito alla cancellazione della Diagonale 2020, inserito all’interno del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete, quale completamento ideale della retrospettiva Sehnsucht 2020 – Eine kleine Stadterzählung.

La regista – ad oggi tra le più importanti documentariste austriache contemporanee – abita proprio in questa strada, a due passi dal Canale del Danubio e dal Duomo di Santo Stefano. Le è bastato, dunque, semplicemente uscire di casa per intraprendere un viaggio all’interno della storia viennese del Novecento, per una serie di immagini, volti e testimonianze di chi, memore di un passato a tratti doloroso, ha deciso di raccontarsi e di raccontare una Vienna che sta per entrare in un nuovo millennio.

Homemad(e) è una preziosa testimonianza di un mondo che era e di un mondo che è. Ed è proprio in questa strada che alcuni commercianti di origini ebraiche o persiane hanno visto passare la storia davanti ai loro occhi. Con una straordinaria calma, dunque, la regista ha ascoltato le storie di ognuno di loro. E così, le attività quotidiane dei commercianti, così come le soste al Café Salzgries di poeti, registi e pensionati vengono documentate con un andamento nostalgico e contemplativo, perfettamente in grado di farci sentire parte di un mondo fino a poco tempo fa ancora sconosciuto ai più.

Non mancano, all’interno di Homemad(e), momenti di commozione (come, ad esempio, quando una signora ricorda con nostalgia la sua gioventù), così come non mancano momenti fortemente drammatici (vedi, su tutti, i racconti di chi è stato perseguitato in prima persona in quanto ebreo durante la Seconda Guerra Mondiale), senza dimenticare anche attimi alquanto ironici e divertenti (lo stretto legame tra il commerciante di stoffe Doft e sua moglie ne è un esempio).

Ruth Beckermann, dal canto suo, è riuscita, con un sapiente lavoro di sottrazione e con una messa in scena ridotta quasi all’osso, totalmente priva di ogni qualsivoglia commento musicale, a tracciare un ritratto vivo e pulsante di questa piccola ma tanto attuale realtà. Una realtà all’interno della quale non mancano momenti di malinconia, ma dove, quando la giornata volge ormai al termine, la speranza per un futuro migliore sembra davvero sempre l’ultima a morire. Nonostante ogni difficoltà. Nonostante il continuo razzismo latente ancora fin troppo presente all’interno della società in cui viviamo. E, soprattutto, nonostante tale razzismo di base abbia fatto sì che un personaggio come Jörg Haider – insieme al suo partito FPÖ – potesse salire al potere.

È la positività degli abitanti della Marc-Aurel-Straβe, alla fine dei giochi, ad avere la meglio su tutto. Le loro preziose testimonianze, dunque, si fanno, insieme al presente Homemad(e), un tassello centrale dell’intera storia della città di Vienna, nonché importantissimo documento storico e artistico dei giorni nostri. E chi meglio di Ruth Beckermann avrebbe potuto realizzarlo? Grazie a lei – e grazie alla sua macchina da presa sempre pronta a concentrarsi ora su volti espressivi e sinceri, ora su piccoli dettagli come un cappello o un lucchetto poggiati su di una mensola all’interno del suddetto Café Salzgries – la Marc-Aurel-Straβe vive. E, ora sul grande schermo, ora su di un piccolo televisore o anche solo sullo schermo di un computer, vivrà certamente in eterno.

Titolo originale: Homemad(e)
Regia: Ruth Beckermann
Paese/anno: Austria / 2001
Durata: 85’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Ruth Beckermann
Fotografia: Nurith Aviv, Ruth Beckermann, Peter Roehsler
Produzione: Ruth Beckermann

Info: la scheda di Homemad(e) du iMDb; la scheda di Homemad(e) sul sito ufficiale di Ruth Beckermann