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LOVELY RITA

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di Jessica Hausner

voto: 7.5

L’immagine finale del cortometraggio Flora – con la protagonista che corre verso una meta sconosciuta – segna ancora di più i parallelismi con il presente Lovely Rita. Qui, tuttavia, ogni cosa è portata all’estremo, tutto è molto più crudo, molto più vero. E la speranza di un futuro migliore, che traspariva al termine della visione del precedente cortometraggio, sembra, ormai, soltanto un vago ricordo.

In un mondo tutto suo

Non è la prima volta che la regista Jessica Hausner si è cimentata con il delicato genere del coming-of-age. Se, infatti, già nel 1996, con il cortometraggio Flora aveva raccontato i tormenti di una giovane ragazza di periferia, ecco che nel 2001 Lovely Rita – il suo lungometraggio d’esordio – è andato ulteriormente a sviluppare – e a estremizzare – i temi tirati in ballo nel precedente lavoro. Lovely Rita – primo lungometraggio prodotto dalla Coop99 (fondata dalla regista stessa insieme a Barbara Albert, Martin Gschlacht e Antonin Svoboda, i principali esponenti della cosiddetta Nouvelle Vague viennese) e grazie al quale la Hausner ha ottenuto numerosi riconoscimenti in ambito internazionale – avrebbe dovuto far parte della selezione della Diagonale 2020, all’interno della sezione Zur Person, dedicata proprio a Jessica Hausner, e, in seguito alla cancellazione del festival, è entrato a far parte del programma Diagonale 2020 – Die Unvollendete.

Proprio come la giovane Flora, dunque, la nostra Rita (impersonata da una straordinaria Barbara Osika) è una ragazza di quindici anni, la quale si sente costantemente emarginata, sia a scuola sia in famiglia. La realtà in cui vive le sta stretta e vorrebbe tanto provare a essere qualcun altro o, comunque, scappare via lontano. Questa inquietudine, dunque, pervade l’intero lungometraggio. Sullo sfondo, una famiglia piccolo borghese e una società in cui è la religione a svolgere un ruolo centrale nell’educazione dei giovani.

Rita, pian piano, sprigiona la sua sessualità. E lo fa dapprima con un vicino di casa dalla salute cagionevole, che potrebbe essere suo fratello minore, poi con l’autista del pullman con cui ogni mattina va a scuola, che potrebbe essere addirittura suo padre. Ogni suo comportamento più spregiudicato sta a celare la voglia di fuggire da un ambiente famigliare angusto, dove liti notturne tra i genitori si alternano a conversazioni prive di importanza.

In questo suo Lovely Rita, Jessica Hausner ha optato per una messa in scena ridotta all’osso, priva di ogni qualsivoglia commento musicale (le uniche musiche presenti sono rigorosamente diegetiche) ed arricchita da tagli di montaggio netti e improvvisi zoom sul volto della protagonista ogni volta che avviene qualcosa che, in qualche modo, sembra avere una certa rilevanza all’interno del suo percorso di crescita. La stessa Rita viene qui osservata sì con affetto ed empatia, ma anche con il dovuto distacco. Il suo mondo – qui portato incredibilmente all’estremo – potrebbe essere anche il mondo di migliaia di altri adolescenti che vivono in periferia.

Particolarmente degna di nota, a tal proposito, è la stessa ambientazione scelta dalla regista: la periferia di Vienna sembra voler ulteriormente isolare la giovane Rita dal resto del mondo. Proprio come accade in casa sua o nella sua classe. Interessante parallelismo con la stessa età adolescenziale, vista qui più come un momento a sé che come una fase di passaggio o una normale tappa del percorso di crescita. A prova di ciò, la stessa protagonista tende a frequentare persone appartenenti a una fascia d’età diversa dalla sua e, per forza di cose, che vivono in mondi che non le appartengono affatto.

Non si tratta, dunque, di continui tentativi di fuga? L’immagine finale del cortometraggio Flora – con la protagonista che corre verso una meta sconosciuta – segna ancora di più i parallelismi con il presente Lovely Rita. Qui, tuttavia, ogni cosa è portata all’estremo, tutto è molto più crudo, molto più vero. E la speranza di un futuro migliore, che traspariva al termine della visione del precedente cortometraggio, sembra, ormai, soltanto un vago ricordo.

Titolo originale: Lovely Rita
Regia: Jessica Hausner
Paese/anno: Austria / 2001
Durata: 79’
Genere: drammatico, coming-of-age
Cast: Barbara Osika, Christoph Bauer, Peter Fiala, Wolfgang Kostal, Karina Brandlmayer
Sceneggiatura: Jessica Hausner
Fotografia: Martin Gschlacht
Produzione: Coop99 Filmproduktion

Info: la scheda di Lovely Rita sul sito della Diagonale; la scheda di Lovely Rita su iMDb