RUNNING ON EMPTY

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di Lisa Weber

voto: 7.5

Durante la lavorazione di Running on Empty, per più di tre anni la giovane cineasta Lisa Weber ha seguito da vicino le vicende di Claudia, divenuta madre a soli quindici anni. Il tutto per un progetto che ricorda da vicino il cinema di Richard LInklater, co-prodotto da Ulrich Seidl.

Nel mondo di Claudia

Osservare la normale quotidianità. Cosa c’è di più semplice? Eppure, la tal cosa, può essere, a volte, assai più difficile di quanto si pensi. Soprattutto se bisogna dar vita a un prodotto cinematografico. Eppure, si sa, se c’è un genere cinematografico in cui l’Austria è particolarmente forte, esso è, oltre al cinema sperimentale, proprio l’ambito documentaristico. Particolarmente degno di nota è, a tal proposito, Running on Empty (titolo originale: Jetzt oder morgen), opera seconda della giovane Lisa Weber co-prodotta da Ulrich Seidl, che ha necessitato di una lavorazione durata circa tre anni e che, al termine della sua realizzazione, è stata presentata in anteprima alla Berlinale 2020, all’interno della sezione Panorama Dokumente.

Per più di tre anni, dunque, la giovane cineasta di Vienna ha seguito da vicino le vicende di Claudia, divenuta madre a soli quindici anni, la quale vive nella periferia della capitale austriaca insieme alla madre, al fratello, al suo bambino Daniel e al suo ragazzo. Tutto prende il via, dunque, il giorno del quarto compleanno di Daniel. Nel piccolo appartamento dove vive Claudia c’è un’atmosfera tranquilla e accogliente, nonostante le numerose difficoltà. La giovane, così, è solita trascorrere molto tempo a dormire o a stare sdraiata sul divano mentre gioca con il cellulare. Le domande di lavoro sono, per lei, soltanto una pura esercitazione, dal momento che non ha ancora avuto modo di finire gli studi. Molto tempo a disposizione e nessuna vita sociale, dunque. Ma, dall’altro canto, è anche vero che la ragazza ha ancora tutta una vita davanti.

Durante il periodo di lavorazione di Running on Empty, dunque, Lisa Weber è entrata letteralmente a far parte della famiglia, seguendo da vicino le loro vicende, i momenti di svago e persino le ore dedicate al sonno. Questo progetto, che per il particolare approccio adottato ricorda molto il cinema di Richard Linklater, appare, dunque, come qualcosa di unico e straordinario all’interno della produzione cinematografica austriaca. E chi se non Ulrich Seidl poteva avere il coraggio e la lungimiranza di produrlo? Alla stesura dello script ha preso parte anche suo nipote, il regista Severin Fiala e, insieme a una troupe piccola ma assai ben assortita, la storia di Claudia ha piano piano preso vita sullo schermo. L’approccio registico di Lisa Weber ha infine fatto tutto il resto.

Sono inquadrature ravvicinate, calde atmosfere dai toni pastello, momenti di grande sconforto insieme ad attimi di commovente tenerezza a ricorrere continuamente in Running on Empty. La macchina da presa, con fare zavattiniano, non si allontana mai dalla giovane protagonista, fatta eccezione per il momento in cui Daniel va a festeggiare il suo quinto compleanno a casa dei nonni paterni. Allo stesso modo, la casa dove abitano i protagonisti – abbandonata soltanto per un breve periodo di tempo – viene qui trattata alla stregua di un vero e proprio personaggio. A lei il compito di custodire tutti i segreti della famiglia. A lei il compito da fare da rifugio per proteggersi dal mondo esterno, quando si è ancora troppo giovani per avere la forza di affrontare la vita. E, al suo interno, l’enorme divano sul quale l’intera famiglia è solita trascorrere parecchie ore della giornata, è visto quasi come una sorta di isola deserta in mezzo all’oceano, dove si è completamente isolati dal mondo, ma, allo stesso tempo, ci si sente al sicuro di fianco alle persone care.

Non mancano momenti di forte commozione, in Running on Empty. Soprattutto quando vediamo la giovane Claudia in preda alla tristezza perché lontana dalla sua famiglia proprio nel giorno del suo compleanno. Così come non mancano momenti in grado di strappare gustose risate, grazie anche e soprattutto alla verve comica del fratello della protagonista stessa. E così, all’interno di un piccolo appartamento nella periferia di Vienna, davanti alla macchina da presa di Lisa Weber si compie il miracolo della vita. Il cinema diventa realtà, la realtà diventa cinema, in questo intimo e sincero Running on Empty. Se dovessero arrivare momenti difficili, poi, si può sempre trovare il tempo per fare un giro su di un trenino al parco giochi o intonare le note di When you believe di Whitney Huston. L’importante è avere sempre la propria famiglia vicino.

Titolo originale: Jetzt oder morgen
Regia: Lisa Weber
Paese/anno: Austria / 2020
Durata: 89’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Lisa Weber, Roland Stöttinger
Fotografia: Carolina Steinbrecher
Produzione: Takacs Filmproduktion, Ulrich Seidl Film Produktion GmbH

Info: la scheda di Running on Empty sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di Running on Empty sul sito della Berlinale