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NOTES FROM THE UNDERWORLD

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di Tizza Covi e Rainer Frimmel

voto: 7.5

Sono volti di chi ha visto diversi periodi storici susseguirsi uno dopo l’altro, mani intente a maneggiare vecchi mazzi di carte, piccoli e accoglienti locali di un’osteria e gaudenti cori di vecchi amici che si divertono a intonare – con l’accompagnamento di una fisarmonica – antiche canzoni tradizionali viennesi la vera anima di Notes from the Underworld, ultima fatica dei documentaristi Tizza Covi e Rainer Frimmel.

Un nuovo volto di Vienna

Sono due nomi che già da tempo si sono fatti conoscere e apprezzare anche al di fuori dei confini nazionali, Tizza Covi e Rainer Frimmel. I due documentaristi, collaborando, ormai da molti anni, sono soliti regalarci storie situate quasi a metà tra finzione e realtà, dove lo spettatore stesso, sovente, non saprebbe riconoscere dove si situi esattamente il confine tra reale e messa in scena. È stato così per i precedenti La Pivellina (2009) e Mister Universo (2016) ed è così anche per Notes from the Underworld (titolo originale: Aufzeichnungen aus der Unterwelt) – presentato in anteprima alla Berlinale 2020, all’interno della sezione Panorama Dokumente – sebbene, in questo loro ultimo lavoro, i due registi abbiamo optato per una forma documentaria molto più classica.

E, probabilmente, dato l’argomento trattato e le preziose testimonianze che hanno fatto sì che il presente Notes from the Underworld potesse prendere vita, questa era, forse, l’unica messa in scena possibile, per far sì che tutto funzionasse. Ciò che ne è venuto fuori è il ritratto di una Vienna che non conosciamo. Il ritratto di una Vienna dei sobborghi e di quartieri malfamati, popolati, a loro volta, da personaggi che sembrerebbero usciti da un romanzo.

Seduti ai tavoli di una piccola locanda, dunque, i registi hanno avuto modo di ascoltare le storie raccontate da Kurt Girk – cantante di canzoni popolari viennesi recentemente scomparso – e del suo amico di sempre, Alois Schmutzer, considerato da tutti “il re dei sobborghi”. Grazie alle loro testimonianze – arricchite anche dai racconti di chi gli è stato vicino e di chi, ad ogni modo, ha comunque avuto l’opportunità di sentire parlare spesso di loro – ha preso il via, in questo prezioso Notes from the Underworld, per una storia che, a partire dalla fine della prima guerra mondiale, arriva fino agli anni Sessanta, per poi fare un salto fino ai giorni nostri. Una storia di amicizia, di povertà, ma anche di lotta alla sopravvivenza e di violenza messa qui in scena anche con una gradita dose di umorismo.

Un curato bianco e nero fa sì che noi stessi ci sentiamo parte di quel mondo e di quell’epoca apparentemente tanto lontani, i cui ritratti vengono ulteriormente arricchiti da vecchie fotografie e da immagini di repertorio mostranti i fatti narrati, presi direttamente dall’archivio della ORF. E i registi, dal canto loro, si limitano a fare solo poche ma azzeccate domande, risultando, davanti alla telecamera, quasi del tutto invisibili, anche loro come rapiti dalle storie dei due protagonisti, dai loro aneddoti e persino dal divertente gioco dello Stoss, da sempre mal visto dalle autorità del posto, con il quale, prevedendo la fortuna, si era soliti giocare anche ingenti somme di denaro.

Sono, dunque, volti di chi ha vissuto parecchie situazioni diverse, di chi ha visto diversi periodi storici susseguirsi uno dopo l’altro, mani intente a maneggiare vecchi mazzi di carte, piccoli e accoglienti locali di un’osteria e, non per ultimi, gaudenti cori di vecchi amici che si divertono a intonare – con l’accompagnamento di una fisarmonica – antiche canzoni tradizionali viennesi la vera anima di Notes from the Underworld.

Tizza Covi e Rainer Frimmel, dal canto loro, hanno reso al meglio questa insolita immagine di Vienna, lavorando sapientemente di sottrazione, lasciando che fossero i protagonisti stessi a far sì che il loro lavoro prendesse pian piano forma. Ed ecco che questo loro interessante e sincero Notes from the Underworld può entrare di diritto a far parte dei cosiddetti “Wien-Film” – dei film che, ognuno a loro modo, raccontano diversi aspetti legati alla città di Vienna – prodotti copiosi in Austria già da diversi decenni, tutti simbolo di un grande amore per la propria patria e per le proprie origini. Importanti documenti di ciò che è e che è stata la splendida città di Vienna.

Titolo originale: Aufzeichnungen aus der Unterwelt
Regia: Tizza Covi, Rainer Frimmel
Paese/anno: Austria / 2020
Durata: 115’
Genere: documentario
Sceneggiatura: Rainer Frimmel
Fotografia: Rainer Frimmel
Produzione: Vento Film

Info: la scheda di Notes from the Underworld sul sito della Austrian Film Commission; la scheda di Notes from the Underworld sul sito della Berlinale