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SOLDIER JANE

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di Daniel Hoesl

voto: 7

Soldier Jane, opera prima del giovane Daniel Hoesl, è lo specchio dei giorni nostri. Lo specchio di un mondo in cui i soldi giocano un ruolo fondamentale. Lo specchio di un mondo in cui il ritorno al passato talvolta può apparire come l’unica soluzione per vivere felici. Lo specchio di un mondo in cui, tuttavia, l’idea di una vita lussuosa e ricca di stimoli continua comunque a esercitare una certa attrattiva.

Soldi, soldi, soldi

Il lusso, i soldi, una vita agiata e tante amicizie altolocate. Una donna, dalla figura molto elegante, entra in un negozio di abiti da sera. Prova un vestito davanti allo specchio. Il commesso esalta la qualità del vestito e di come lo stesso le doni una luce particolare. La donna lo compra, esce dal negozio e getta la busta con l’abito nuovo in un cassonetto per la raccolta di vestiti usati. Questo, dunque, è soltanto l’inizio. Un incipit particolarmente forte e simbolico che apre il lungometraggio Soldier Jane (titolo originale: Soldate Jeannette), opera prima, realizzata nel 2013, del giovane regista Daniel Hoesl.

Quello che il cineasta ha qui voluto mettere in scena è la storia di Fanny (una perfetta Johanna Orsini – Rosenberg), una vedova di mezza età che si trova in gravi difficoltà economiche, ma che, apparentemente, non vuole assolutamente rinunciare a una vita agiata. Nel momento in cui, tuttavia, l’appartamento in cui vive viene messo sotto sequestro, le cose prenderanno una piega inaspettata e la donna deciderà di bruciare le ultime banconote rimastele per intraprendere un lungo cammino che la porterà in un piccolo paesino di campagna.

Realizzato con un budget molto basso, Soldier Jane ha avuto una genesi alquanto singolare. Il regista, infatti, prima ancora di scrivere la sceneggiatura, si è dedicato al casting, decidendo di abbozzare, in seguito, le varie linee narrative, anche in base al background degli attori stessi. E così, dunque, è nato il complesso personaggio di Fanny: una donna che, non più giovanissima, si trova a cambiare di punto in bianco la sua vita, rifiutando tutto ciò che prima la circondava. Denaro e agi compresi. Un personaggio, il suo, che si contrappone perfettamente a quello di un’altra donna, che lavora nella fattoria dove la stessa troverà un nuovo impiego. Quest’ultima, dunque, è il suo esatto opposto e sogna di fuggire da una vita monotona e lontana da ogni grande centro abitato, per entrare a far parte di un universo totalmente nuovo per lei. Due opposti che, nella solidarietà, troveranno una nuova, inaspettata forza.

Soldier Jane è, dunque, lo specchio dei giorni nostri. Lo specchio di un mondo in cui i soldi giocano un ruolo fondamentale. Lo specchio di un mondo in cui il ritorno al passato talvolta può apparire come l’unica soluzione per vivere felici. Lo specchio di un mondo in cui, tuttavia, l’idea di una vita lussuosa e ricca di stimoli continua comunque a esercitare una certa attrattiva.

Dopo una lunga carriera come aiuto regia del celebre Ulrich Seidl, Daniel Hoesl ha finalmente deciso di spiccare il volo e di dar vita a qualcosa di suo. Eppure, soprattutto per quanto riguarda la prima parte di questa sua opera prima, le influenze del cinema di Seidl si fanno sentire forti e chiare. Soprattutto per quanto riguarda inquadrature a camera fissa, lunghi silenzi e la quasi totale assenza di un commento musicale. Poi, improvvisamente, nel momento in cui la protagonista decide di dare una svolta alla propria vita, la musica cambia: la macchina da presa – ora usata rigorosamente a mano – si fa conseguentemente più agile; la composizione del quadro diventa meno artefatta e l’approccio registico stesso sta quasi a ricordare quello di un documentario. Volendo, dunque, concentrarci esclusivamente sulla regia, possiamo notare come la stessa stia quasi a simboleggiare la carriera stessa del giovane cineasta, dapprima “ancorato” a un certo tipo di cinema, poi, pian piano, sempre più indipendente, sempre più coraggioso nel momento in cui bisogna trovare una propria strada e seguire le proprie inclinazioni.

Nonostante, dunque, la scarsa esperienza dietro la macchina da presa, Daniel Hoesl ha dimostrato in questo suo Soldier Jane un’eccezionale maturità, oltre a una notevole capacità di tracciare un ritratto lucido, veritiero e, talvolta, condito anche con un apprezzato umorismo dei tempi in cui viviamo. Non a caso, dunque, sia al Sundance Film Festival che a Rotterdam pubblico e critica hanno da subito notato questo suo piccolo ma significativo prodotto, frutto di un talento ancora per alcuni versi acerbo, ma che, indubbiamente, si è rivelato anche decisamente promettente.

Titolo originale: Soldate Jeannette
Regia: Daniel Hoesl
Paese/anno: Austria / 2013
Durata: 80’
Genere: drammatico
Cast: Johanna Orsini-Rosenberg, Christina Reichsthaler, Josef Kleindienst, Aurelia Burckhardt, Julia Schranz, Ines Rössl, Thomas Draschan, Gerald Matt, Claus Philipp
Sceneggiatura: Daniel Hoesl
Fotografia: Gerald Kerkletz
Produzione: Katharina Posch, Daniel Hoesl, Gerald Kerkletz

Info: la scheda di Soldier Jane su iMDb; la scheda di Soldier Jane su FilmTV.it