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DIE WARSCHAUER ZITADELLE

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di Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck

voto: 7.5

Corpi sinuosi, insieme a intensi primi piani, diventano i grandi protagonisti di Die Warschauer Zitadelle (realizzato nel 1930 da Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck), il quale, a sua volta, distinguendosi soprattutto per la sua eleganza stilistica, per fluenti movimenti della macchina da presa e, non per ultimo, per uno script impeccabile, romantico e crudo allo stesso tempo e per nulla scontato, si classifica come uno dei prodotti più maturi della coppia. Alla Viennale 2019, all’interno della retrospettiva dedicata a Louise Kolm-Fleck.

Ombre del passato

Dopo essere stati tra i più importanti pionieri del cinema austriaco, i coniugi Louise Kolm-Fleck e Jakob Fleck, divenuti ormai celeberrimi in patria, si trasferirono a Berlino verso la metà degli anni Venti. Anche qui, dunque, la loro attività di cineasti fu più prolifica che mai, soprattutto in seguito alla stipula di un contratto con la Hegewald Film. Die Warschauer Zitadelle (1930), a tal proposito, è uno dei loro più celebri lavori realizzati in questa seconda parte della loro carriera e, in occasione della Viennale 2019, è stato riproposto al pubblico all’interno della retrospettiva dedicata proprio a Louise Kolm-Fleck.

Dopo aver trattato argomenti decisamente scottanti in Das Recht auf Liebe (1929), Doctor Schäfer (1928) e Crucified Girl (1929), ecco la coppia di cineasti cambiare totalmente registro, adattando per il grande schermo l’omonima opera teatrale della drammaturga polacca Gabriela Zapolska, in cui, in una Varsavia degli anni Venti, il controllo della polizia di Stato sui cittadini era più che mai serrato. Questo è il caso, ad esempio, del giovane studente Boris, il quale, dopo essere stato accusato di attività propagandistiche rivoluzionarie, viene miracolosamente graziato, invece di essere mandato in Siberia. Eppure, i controlli su di lui non cesseranno e, a tali scopi, un’affascinante spia russa che, ufficialmente, lavora come ballerina, inizierà ad avvicinarlo. E le cose si faranno ancor più complicate nel momento in cui il ragazzo si innamorerà proprio della nipote di uno dei capi della polizia di Stato.

In poche parole, un vero e proprio dramma politico-sentimentale, questo Die Warschauer Zitadelle, che, pur non distinguendosi per scottanti temi trattati, vede al proprio interno numerose innovazioni da un punto di vista prettamente tecnico.

Una pellicola, la presente, anch’essa, purtroppo, vittima dell’usura del tempo, ma che, proprio per la particolare tecnica di illuminazione utilizzata, oltre che per una sapiente doppia esposizione, non ha necessitato di un pesantissimo lavoro di restauro. Il risultato finale, ad ogni modo, è praticamente impeccabile nella sua ricostruzione.

In questa occasione, dunque, la macchina da presa dei coniugi Fleck ci appare più agile che mai. E, a suo modo, tenta di rifarsi parecchio all’approccio hollywoodiano, in particolare per quanto riguarda le figure rappresentate e la loro particolare illuminazione (particolarmente d’effetto, a tal proposito, il momento in cui l’affascinante La Jana, nei panni della spia russa, si esibisce in uno dei suoi balletti). Ed ecco che corpi sinuosi, insieme a intensi primi piani, diventano i grandi protagonisti di questo importante Die Warschauer Zitadelle, il quale, a sua volta, distinguendosi soprattutto per la sua eleganza stilistica, per fluenti movimenti della macchina da presa e, non per ultimo, per uno script impeccabile, romantico e crudo allo stesso tempo e per nulla scontato, si classifica come uno dei prodotti più maturi della coppia. E, non a caso, è anche uno dei loro lavori maggiormente conosciuto al di fuori dei confini nazionali.

Ma, in realtà, basterebbe anche soltanto una scena a rendere l’idea dell’impatto che Die Warschauer Zitadelle è in grado di esercitare sugli spettatori. È questa la scena in cui, su di un muro abbandonato, vediamo le ombre dei prigionieri che, lentamente, si avviano verso il treno atto a portarli in Siberia. Sulle loro teste, l’enorme ombra di una croce sta a suggerirci il loro triste destino, ombre di persone ancora in carne e ossa, eppure già, tristemente, fantasmi del passato.

Titolo originale: Die warschauer Zitadelle
Regia: Louise Kolm-Fleck, Jakob Fleck
Paese/anno: Germania / 1930
Durata: 85’
Genere: drammatico
Cast: Victor Varconi, La Jana, Adam Brodzisz, Ferdinand Hart, Louis Treumann, Harry Hardt, Hilda Rosch, Olga Limburg
Sceneggiatura: Hans Rameau, Gabriela Zapolska
Fotografia: Georg Muschner
Produzione: Hegewald Film

Info: la scheda di Die Warschauer Zitadelle sul sito di Filmarchiv Austria; la scheda di Die warschauer Zitadelle su iMDb