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SMS – 3 GIORNI E 6 MORTO

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di Andreas Prochaska

voto: 5

Attingendo a piene mani da quanto realizzato in passato, Andreas Prochaska, con Sms – 3 giorni e 6 morto, ha realizzato uno dei suoi pochi lungometraggi per il grande schermo, pur mostrando segni evidenti della sua lunga carriera in ambito televisivo, per un prodotto assai debole, dallo script che fa acqua da tutte le parti. Spesso anche in senso letterale.

Inquietanti messaggi

Se è vero che l’Austria si è spesso distinta nel campo del cinema di genere – con tanto di pregevoli prodotti assai apprezzati nell’ambito di festival nazionali e internazionali – purtroppo bisogna constatare che non sempre ciò che è arrivato in Italia sia altrettanto degno di nota. Questo è il caso, ad esempio, dell’horror Sms – 3 Giorni e 6 morto, realizzato nel 2006 per la regia di Andreas Prochaska, il quale, in genere, è uno dei nomi più versatili – data la non sempre scontata capacità di approcciarsi a ogni qualsivoglia genere – e mediamente apprezzati in patria, soprattutto per quanto riguarda l’ambito televisivo.

E se, dunque, è anche vero che, nel momento in cui ci si trova in un luogo circoscritto, accade sovente che il genere dello slasher trovi terreno fertile, non sempre il risultato finale può dirsi realmente riuscito. Questo è quello che accade, ad esempio, nel presente lavoro di Prochaska, il quale prende il via il giorno dell’esame di maturità di un gruppo di ragazzi che risiedono nella pittoresca cittadina di Ebensee e che sono amici sin da quando facevano le elementari. Tutto sembra procedere per il meglio, fino al momento in cui, tornati a casa da scuola ed essendo stati coinvolti in un incidente in macchina che ha provocato la morte di un capriolo, ognuno dei giovani riceverà un misterioso sms dal laconico testo: “3 giorni e 6 morto”.

Attingendo, dunque, a piene mani da quanto realizzato in passato – impossibile non pensare, tra l’altro, alla celebre saga di The Ring, con la videocassetta killer e la voce che, al telefono, informava chiunque l’avesse visionata che sarebbe morto entro sette giorni – Prochaska, con Sms – 3 giorni e 6 morto, ha realizzato uno dei suoi pochi lungometraggi per il grande schermo, pur mostrando segni evidenti della sua lunga carriera in ambito televisivo, iniziata nel 1998 con il gradevole The three postal Robbers.

Al via, dunque, ogni qualsivoglia cliché del caso, con tanto di regia che troppo spesso sta a enfatizzare i momenti di grande pathos con didascalici ralenty, primi piani che, tramite raccordi sull’asse, diventano primissimi piani, fino a trasformarsi in dettagli e, non per ultimi, stacchi di montaggio che puntano chiaramente a conferire ritmo all’intera messa in scena, ma altro non fanno che rivelarsi eccessivamente bruschi e repentini. Tali maldestre imprecisioni vanno a sommarsi anche all’utilizzo dell’elemento dell’acqua all’interno dell’interno lavoro. Da che mondo è mondo, infatti, si sa che l’elemento dell’acqua racchiude dentro di sé infiniti significati e un’importante simbologia (Tarkovskij docet), eppure nel presente Sms – 3 Giorni e 6 morto tutto viene banalizzato nel più frettoloso dei modi, per un risultato finale estremamente piatto e privo di mordente.

E se tutto ciò denota chiaramente il fatto che lo stesso Prochaska non si senta realmente a proprio agio quando si tratta di allontanarsi dal piccolo schermo (almeno per quanto riguarda gran parte delle sue produzioni cinematografiche), la questione potrebbe ulteriormente “peggiorare” nel momento in cui si va a prendere in considerazione proprio lo script. Perché, di fatto, il vero tallone d’Achille di un lavoro come Sms – 3 Giorni e 6 morto è una sceneggiatura – scritta dallo stesso Prochaska insieme a Thomas Baum – che fa acqua da tutte le parti, all’interno della quale sin dalle scene iniziali si riscontrano i primi “elementi di disturbo”. Primo fra tutti: il fatto che, pur essendo stato avvisato ogni personaggio della propria morte a tre giorni dalla lettura dell’sms, le uccisioni iniziano direttamente poche ore dopo tale inquietante “avviso”. Se, poi, a tutto ciò, sommiamo elementi del tutto inutili – come lo stesso investimento iniziale del capriolo o il potenzialmente inquietante personaggio del compagno di classe emarginato – ecco che l’impressione di trovarsi di fronte a una sorta di collage di film già visti si fa sempre più forte.

Ed ecco, dunque, che il presente Sms – 3 Giorni e 6 morto (per il quale è stato realizzato anche un sequel – Dead in 3 Days 2, del 2008) finisce per rivelarsi un prodotto fortemente imperfetto e facilmente dimenticabile, che altro non fa che mal celare una pericolosa fretta da parte di regista e troupe intera nel realizzare il tutto, quasi si trattasse di una sorta di prodotto “mordi e fuggi”, un mero riempitivo all’interno di una cinematografia, quella austriaca, che, malgrado non veda la realizzazione di tantissimi prodotti in un anno, di lungometraggi interessanti e ricchi di spunti ne ha da offrire davvero parecchi. Per fortuna.

Titolo originale: In 3 Tagen bist du tot
Regia: Andreas Prochaska
Paese/anno: Austria / 2006
Durata: 93’
Genere: horror
Cast: Sabrina Reiter, Julia Rosa Stöckl, Michael Steinocher, Nadja Vogel, Laurence Rupp, Julian Sharp, Andreas Kiendl, Susi Stach, Michou Friesz, Karl Fischer, Amelie Jarolim, Michael Rastl, Konstantin Reichmuth
Sceneggiatura: Thomas Baum, Andreas Prochaska
Fotografia: David Slama
Produzione: Allegro Film

Info: la scheda di Sms – 3 Giorni e 6 morto su iMDb