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LA RUOTA DELLE MERAVIGLIE – CINEMA AL PRATER DI VIENNA

Dopo la prima proiezione cinematografica in Austria, I viennesi erano entusiasti di questa nuova invenzione, al punto da eleggerla a uno dei loro svaghi preferiti. Quale azione più urgente, dunque, di quella di creare ad hoc nuove sale cinematografiche, in modo da permettere a un numero sempre maggiore di spettatori di fruire di tale, entusiasmante intrattenimento? Ed ecco che, a questo punto, è entrato in gioco il nostro amato Prater…

Proiezioni di giorni passati

La storia che sta per essere raccontata è una storia che lascia indubbiamente l’amaro in bocca. Una storia, la presente, che riguarda, in un modo o nell’altro, un po’ tutti noi. La storia di qualcosa di grande, di molto grande. Di qualcosa costruito dall’uomo e dell’uomo, successivamente distrutto. Quanto ci è rimasto, oggi, di ciò che è stato realizzato in passato? Malgrado la buona volontà di fornire una soddisfacente risposta in merito, probabilmente non potremo mai dirlo con esattezza. Ad ogni modo, cerchiamo di osservare il tutto da vicino.

All’interno di una città mitteleuropea come Vienna, il Prater, l’enorme parco conosciuto nel mondo intero grazie soprattutto alla presenza della Riesenrad, la ruota panoramica più alta d’Europa, è considerato il luogo per eccellenza in cui ci si rilassa dopo il lavoro, si va a fare jogging o lunghe passeggiate, si organizzano pic nic e – perché no? – anche divertenti giri sulle giostre presenti. I momenti di svago dei viennesi trascorsi nei pressi del Prater ci sono documentati, tra l’altro, anche in numerosi testi letterari, dai romanzi di Stefan Zweig, fino a quelli di Ernst Lothar, oltre che in numerose fotografie d’epoca. Segno che il presente luogo sta a rappresentare, più che un semplice parco, un vero e proprio punto di riferimento all’interno della vita degli abitanti di Vienna, oltre a una sorta di biglietto da visita, una foto su di un documento di identità di un’intera nazione agli occhi del mondo intero.

E il cinema? Cosa c’entra il cinema in tutto ciò? Anche se oggi, fatta eccezione per piccole sezioni del parco in cui viene raccontata ai visitatori la storia dello stesso, sembra non esserci posto per la settima arte all’interno di questa vasta area verde, in passato – e, per la precisione, negli anni immediatamente successivi la diffusione del cinematografo dei fratelli Lumière in tutta Europa – vi erano, qui, numerose sale cinematografiche. Prima di arrivare a ciò, comunque, occorre fare un piccolo salto indietro nel tempo.

Per essere più precisi, ci troviamo a Vienna, il 26 marzo 1896. In questo giorno, all’interno del primo distretto e, per l’esattezza, al piano rialzato del civico 45 in Kärtnerstraβe, angolo Krugerstraβe, ha avuto luogo la prima proiezione cinematografica in Austria (benché già da tempo venissero proiettati all’interno di kinetoscopi i primi film dell’americano Thomas Alva Edison). Responsabile di tale evento, Eugène Dupont, delegato della ditta Lumière a Vienna, il quale aveva portato un esemplare di cinematografo nella capitale austriaca soltanto sei giorni prima. Da quel momento in poi, il successo è stato immediato.

Il 17 aprile dello stesso anno, l’imperatore Francesco Giuseppe ha effettuato la sua prima visita al sopracitato cinematografo e, sin da subito, ha dimostrato grande interesse per questa nuova invenzione. Fino al 17 maggio sono state organizzate lì proiezioni giornaliere. Successivamente, l’intero apparato cinematografico è stato trasferito al civico 39 della medesima strada, angolo Annagasse e, dal 23 maggio 1896, fino all’11 maggio 1897, ogni giorno si poteva assistere a nuove proiezioni cinematografiche. Tutto sotto l’attenta supervisione di un altro delegato dei Lumière in Austria, Charles Moisson.

I film proiettati, tuttavia, erano quasi tutti girati all’estero – e, appunto, nello specifico, in Francia – dal momento che non v’era ancora nessuno in Austria che si fosse cimentato per la prima volta in questa nuova, insolita forma d’arte. Vi erano, tuttavia, non pochi operatori francesi che avevano iniziato a girare alcuni dei loro filmati proprio nella città di Vienna. A tal proposito, particolarmente degno di nota è il breve film Le Ring (titolo in tedesco: Kärtnerstraβe), così come Feuerwehr-Centrale am Hof, Freudenau e Sattelraum nach dem Pisek-Rennen.

I viennesi, dal canto loro, erano entusiasti di questa nuova invenzione, al punto da eleggerla a uno degli svaghi preferiti. Quale azione più urgente, dunque, di quella di creare ad hoc nuove sale cinematografiche, in modo da permettere a un numero sempre maggiore di spettatori di fruire di tale, entusiasmante intrattenimento? Ed ecco che, finalmente, è entrato in gioco il nostro amato Prater, all’interno del quale sono state ricavate ben sette sale cinematografiche. Salette, queste, che, una per una, hanno preso vita da costruzioni già presenti in passato. Osserviamone da vicino una alla volta.

La prima sala del Prater, all’interno della quale sono state organizzate numerose proiezioni, è lo Stiller Kino. Tale cinema, in attività dal 1896, aveva al suo interno 600 posti, ma nel 1927 è stato trasformato in un piccolo autodromo.

Un’altra delle sale presenti era il Kino Schaaf, appartenente, appunto, alla famiglia Schaaf, costruito insieme ad alcune delle principali attrazioni del Prater e diventato anch’esso un autodromo nel 1926.

La terza sala era il Münstedt Palast, un ex ippodromo di proprietà di Gustav Münstedt all’interno del quale, dal 1904, venivano organizzate proiezioni dapprima nella saletta piccola, poi, dal 1906, nella sala più grande. Nello stesso anno, ossia nel 1904, appunto, è stato adibito a saletta cinematografica anche il Kino Kern, un ex teatro delle marionette che al suo interno conteneva soltanto 450 posti.

Per finire, non possiamo non menzionare il Krystallkino (specializzato, in particolare, nella proiezione di western o gialli), il Zirkus Busch Kino (un ex circo di proprietà di Paul Busch che, con i suoi 1700 posti, per un certo periodo è stato il più grande cinema di Vienna) e il Lustspielkino (anch’esso un ex teatrino diventato saletta cinematografica con 1100 posti nel 1927).

Nell’incendio del Prater del 1945 tutte queste piccole sale sono state distrutte per sempre. Ed ecco che, in questo momento, il titolo del presente articolo – La Ruota delle Meraviglie – dai chiari rimandi all’omonimo film di Woody Allen del 2017, oltre, ovviamente, ai rimandi alla stessa ruota panoramica del Prater, trova un importante parallelismo con ciò che lo stesso Allen ha messo in scena (il parco giochi di Coney Island, all’interno del quale il film è ambientato, è stato danneggiato da due incendi proprio nel 1944, fino a essere completamente distrutto nel 1946 da un altro incendio molto più grave). Un triste parallelismo, il presente, che sta a raccontare qualcosa che non c’è più, il fantasma di giorni felici cancellati irrimediabilmente dalla mano dell’uomo. E in un’epoca in cui la settima arte e, in particolare, le stesse sale cinematografiche sono chiaramente in crisi, la cosa fa male. Molto male.

Bibliografia: Das tägliche Brennen: eine Geschichte des österreichischen Films von den Anfängen bis 1945, Elisabeth Büttner, Christian Dewald, Residenz Verlag
Info: il sito ufficiale del Prater