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THE DARK

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di Justin P. Lange e Klemens Hufnagl

voto: 7.5

In The Dark di Justin P. Lange e Klemens Hufnagl la teoria esposta si fa messaggio universale all’interno di un interessante e ben riuscito prodotto di genere che non disdegna altre contaminazioni da diverse forme della settima arte.

Freaks

Nell’ambito della produzione cinematografica contemporanea, ecco arrivare sugli schermi della Diagonale 2019 l’interessante The Dark, di produzione totalmente austriaca ma con la maggior parte delle maestranze impiegate di provenienza statunitense. A partire dallo stesso regista, Justin P. Lange, qui al suo lungometraggio d’esordio, il quale, in questo suo compito, è stato affiancato dall’austriaco Klemens Hufnagl.

Eppure, quest’ultimo non è l’unico nome austriaco presente nella produzione. All’interno del cast, infatti, troviamo, proprio tra i protagonisti, il nome di Karl Markovics (dal 2011 anche regista), vera e propria eccellenza della cinematografia austriaca, apprezzato anche al di fuori dei confini nazionali. Ed ecco che, per l’occasione, quest’ultimo veste i panni di Josef, un pericoloso criminale giunto per caso presso un’abitazione isolata all’interno di una foresta. L’uomo ben presto verrà attaccato e ucciso da una misteriosa presenza con le fattezze di una ragazzina adolescente sfregiata, la quale scoprirà ben presto – all’interno del bagagliaio della macchina del defunto Josef – la presenza di un bambino, ancora vivo, a cui sono stati cavati gli occhi.

Una storia, questa di The Dark, che, già dai primi minuti, si fa via via più misteriosa e intricata, per un riuscito crescendo di tensione. Una storia che a partire da un certo punto in avanti sembra abbandonare volutamente la componente horror per lasciare il posto al dramma dei due ragazzini, puntando il dito – senza fare alcuna eccezione – contro il mondo degli adulti e, in senso lato, contro l’intera società, in grado di generare dei veri e propri mostri. Alex e Mia (questo è il nome della misteriosa ragazzina) sono i freaks di Tod Browning (benché, di fatto, la gente rifugga da loro), creature innocenti additate come mostri e portati, di conseguenza, a diventare davvero pericolosi.

Il tutto, come già affermato, viene messo in scena all’interno di un bosco, unica location adoperata, con tutto l’importante simbolismo che porta dietro di sé. Il bosco, dunque, si fa, qui, luogo di mistero, di morte e di rinascita, custode – analogamente a un ventre materno – di inquietanti segreti, così come regno di spaventose illusioni. Non è un caso che i registi abbiano voluto ambientare The Dark proprio all’interno di un bosco. Come lo stesso titolo sta a suggerire, dunque, tutto qui è oscuro, non filtra molta luce tra gli alti alberi presenti. E ciò dà dunque adito alle più disparate illusioni. Un’oscurità, la presente, che si riferisce, in senso lato, anche alle condizioni del piccolo Alex, al quale non è più dato di vedere nulla.

Nonostante la relativamente scarsa esperienza dietro la macchina da presa, i registi hanno saputo, dunque, ricreare alla perfezione le sopracitate atmosfere, attingendo a piene mani (ma creando, allo stesso tempo, qualcosa di totalmente nuovo) da quanto creato in passato. Nello specifico, lo stesso bosco qui rappresentato non può non far pensare al bosco vontrieriano di Antichrist, rappresentato in una delle sua più suggestive e significative accezioni. Ma è questo anche il bosco di numerosi film di genere – dai numerosi slasher, fino a riusciti thriller psicologici. In poche parole, una fonte interminabile di spunti.

Non per ultimo, vi è il tema dell’identità e della perdita di essa (collegato, a suo modo, anche al tema della morte e della rinascita). Entrambi i ragazzi protagonisti sono, chi per un motivo chi per un altro, rimasti irrimediabilmente sfregiati. Avvenimenti, questi, che sembrano aver cancellato ogni qualsivoglia traccia del loro passato e delle loro originarie personalità. Al punto da non sapere più chi essi stessi siano. E così vediamo uno spaurito Alex affezionarsi, in piena sindrome di Stoccolma, al proprio persecutore Josef, così come un’aggressiva Mia rimanere scioccata nel vedere per la prima volta il proprio viso sfigurato allo specchio, ma anche accettare il suo ruolo di “mostro dei boschi” agli occhi della società. Già, la società. Chi sono, di fatto, i veri mostri?

In The Dark la teoria esposta è decisamente esplicita. E si fa messaggio universale all’interno di un interessante e ben riuscito prodotto di genere che non disdegna altre contaminazioni da diverse forme della settima arte.

Titolo originale: The Dark
Regia: Justin P. Lange, Klemens Hufnagl
Paese/anno: Austria / 2018
Durata: 95’
Genere: horror
Cast: Nadia Alexander, Toby Nichols, Karl Markovics, Margarete Tiesel
Sceneggiatura: Justin P. Lange
Fotografia: Klemens Hufnagl
Produzione: Dor Film

La scheda di The Dark sul sito della Diagonale