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WILD MOUSE

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di Josef Hader

voto: 6.5


Wild Mouse, scritto, diretto ed interpretato dal comico Josef Hader e presentato in concorso alla 67° Berlinale sta a mettere in scena sì un dramma personale, ma soprattutto, una (non troppo) velata critica alla società ed al mondo del lavoro, dove il detto “mors tua, vita mea” mai è stato così azzeccato.

Chi è senza peccato…

Vi sono numerosi artisti e intellettuali austriaci, tra i quali ricordiamo Thomas Bernhardt, Peter Turrini ed Elfriede Jelinek, che, sin dagli anni Sessanta, hanno dato vita attraverso le loro spesso irriverenti opere a una tanto cruda quanto impietosa critica nei confronti della società austriaca (e, nello specifico, di quella viennese). Tale corrente – che principalmente sta a puntare il dito contro quella sorta di fascismo latente ancora fortemente radicato nella società odierna – fa sentire le proprie tracce ancora oggi all’interno dei prodotti artistici di recente realizzazione. In ambito prettamente cinematografico, uno sguardo particolarmente tagliente, ad esempio, è presente nei lavori di Ulrich Seidl. Eppure, velatamente o meno, esso è leit motiv in molti altri lungometraggi, anche di produzione contemporanea. Uno di essi, ad esempio, è Wild Mouse(Wilde Maus nella versione originale) scritto, diretto ed interpretato dal comico Josef Hader e presentato in concorso alla 67° Berlinale.

Georg (Josef Hader, appunto) è uno stimato critico musicale che – considerato il suo modo di lavorare ormai obsoleto – viene ingiustamente licenziato. L’uomo, tuttavia, decide di non dire nulla alla propria moglie (Pia Hierzegger) – già sotto pressione per il fatto di non riuscire a restare incinta – e tenta di avviare, insieme ad un vecchio conoscente incontrato per caso al Prater, la gestione di una giostra del parco divertimenti (un roller coaster dal nome “WIlde Maus”, da cui il titolo originale). L’uomo, però, contemporaneamente mette in atto, di notte, delle piccole vendette nei confronti del suo ex capo, rigandogli la macchina o distruggendo le telecamere di sorveglianza sotto casa di quest’ultimo. Tale situazione di precario equilibrio, però, sembra non essere destinata a durare a lungo.

La presente commedia nera di Hader vanta un’apertura semanticamente e visivamente spiazzante, soprattutto nel momento in cui, sulle note di Vivaldi, vediamo Georg – in campo lungo – attraversare a piedi un’enorme distesa di neve, per poi scavare una buca al centro di essa e sedercisi dentro. Cosa avrà mai in mente? Di fatto, da questo momento in poi, una serie di gag spesso e volentieri anche politically scorrect faranno da cornice ad una storia che – sia dal punto di vista dello script in sé che dal punto di vista registico – sembra funzionare senza particolari intoppi. I tempi comici azzeccati ed un’indovinata direzione attoriale – che prevede personaggi quasi statici ed apparentemente inespressivi – uniti ad una regia fatta sovente di camera fissa e di primissimi piani, stanno a mettere in scena sì un dramma personale, ma, soprattutto, una società e un mondo del lavoro, nell’ambito dei quali il detto “mors tua, vita mea” mai è stato così azzeccato. Basti pensare, di fatto, al capo di Georg che ha rovinato la carriera di quest’ultimo, mentre lo stesso Georg, a sua volta, si scopre aver stroncato la carriera di un giovane aspirante musicista, costretto a lavorare ad una tavola calda giapponese. Sullo sfondo, non per ultima, una Vienna – cupa, piovosa e spettatrice silente delle disavventure di Georg – in questo caso poco valorizzata, se non durante i tramonti visti dall’alto proprio dalla giostra Wilde Maus.

In questo suo lavoro, in pratica, Hader non ha avuto paura di sparare a zero su tutto e su tutti. Persino su noi italiani (che novità, eh?), quando l’amico del protagonista definisce scherzosamente (ma non troppo) l’Italia come “il culo del mondo”. E – questo è proprio il caso di dirlo – “si salvi chi può”.

Titolo originale: Wilde Maus
Regia: Josef Hader
Paese/anno: Austria, Germania / 2017
Durata: 103’
Genere: commedia
Cast: Josef Hader, Pia Hierzegger, Georg Friedrich, Nora von Waldstätten, Murathan Muslu, Denis Moschitto
Sceneggiatura: Josef Hader
Fotografia: Andreas Thalhammer, Xiaosu Han
Produzione: Michael Katz, Veit Heiduschka

Info: la scheda di Wild Mouse sul sito della Austrian Film Commission