Genere: coming-of-age

flora-1995-hausner-recensione

FLORA

Con Flora, Jessica Hausner – analogamente ha quanto ha fatto un paio d’anni più tardi la collega Barbara Albert in Sunspots – ha iniziato il suo percorso nel mondo della settima arte con un interessante coming-of-age, in cui già si potevano notare alcune caratteristiche basilari di quello che sarebbe diventato il suo particolare approccio registico.

breathing-2011-atmen-markovics-recensione

BREATHING

Come lo stesso titolo sta a suggerire, in Breathing, opera prima di Karl Markovics, l’aria è, dopo l’acqua, il secondo elemento centrale all’interno del presente lavoro. Costretto in un mondo poco consono alla sua età e che non sembra affatto appartenergli, Roman si sente soffocare e, pur non avendo le branchie, paradossalmente è proprio sott’acqua che riesce a respirare davvero, trovando una propria, insolita dimensione.

how-i-taught-myself-to-be-a-child-2019-wie-ich-lernte-bei-mir-selbst-kind-zu-sein-henning-recensione

HOW I TAUGHT MYSELF TO BE A CHILD

How I taught myself to be a child, per la regia di Rupert Henning, è un film che spesso vacilla, che tende a girare a vuoto a causa dei molteplici snodi narrativi al proprio interno, che va sovente sopra le righe. Eppure, a tutto ciò, si aggiungono una vitalità e una freschezza rappresentate ottimamente dal giovane, vivace e straordinariamente posato allo stesso tempo Valentin Hagg nel ruolo del protagonista. Vero e proprio valore aggiunto all’intero lavoro.

nevrland-2019-schmidinger-recensione

NEVRLAND

La scoperta della propria omosessualità e, parallelamente, la progressiva conoscenza del proprio corpo, sono grandi protagoniste di Nevrland, in cui Gregor Schmidinger ha optato per una messa in scena del tutto anticonvenzionale e a tratti fortemente sperimentale.

nordrand-borgo-nord-1999-nordrand-albert-recensione

NORDRAND – BORGO NORD

Con Nordrand – Borgo Nord Barbara Albert è riuscita a raccontare per immagini storie tanto drammatiche quanto straordinariamente fresche e gioiose, probabilmente, grazie anche alla sua stessa freschezza di ventinovenne, riuscendo ad affermarsi all’interno di un panorama cinematografico internazionale.

l-animale-2018-mueckstein-recensione

L’ANIMALE

In L’Animale, Katarina Mückstein, malgrado la poca esperienza dietro la macchina da presa, ha saputo ritrarre il mondo degli adolescenti con encomiabile maestria, dimostrandosi in grado di trattare temi non facili con una leggerezza che tanto sta a ricordare la scuola francese.