Categoria: Recensioni

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IN THE BAZAAR OF SEXES

In the Bazaar of Sexes, secondo documentario della regista austro-iraniana Sudabeh Mortezai (conosciuta a livello internazionale per il lungometraggio Joy, già premiato alla Mostra del Cinema di Venezia 2018) ci racconta una realtà conosciuta da pochi, ossia quella dei matrimoni temporanei. Ma cosa sono, di fatto, questi matrimoni temporanei?

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DER RABE

Il cinema d’avanguardia austriaco risulta, al giorno d’oggi, estremamente prolifico e ricco di spunti interessanti. Eppure in pochi sapranno che esso nasce ufficialmente dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale e, nello specifico, nel 1951, anno in cui l’artista, pittore e fotografo Kurt Steinwendner realizzò il suo Der Rabe, trasposizione cinematografica altamente sperimentale della nota poesia Il Corvo di Edgar Allan Poe.

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LISTEN TO THE RADIO

Listen to the Radio – prodotto da NIkolaus Geyrhalter, diretto da Jakob Brossmann e David Paede e incentrato sulla stazione radio Ö1 – ci appare più che come un prodotto estremamente nazionalista, come una vera e propria dichiarazione d’amore nei confronti dell’Austria stessa e di una realtà per lei così importante, quale tra le poche manifestazioni che tentano di superare il non facile momento politico ed economico.

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BAROQUE STATUES

Il cortometraggio Baroque Statues si rivela decisamente anticipatore della piega che avrebbe preso la poetica della pittrice Maria Lassnig negli anni a venire e che, perfettamente fedele a ciò che in ambito pittorico l’artista aveva già realizzato, ha come figura centrale proprio il corpo umano, visto da sempre come una prigione, le cui forme assumono caratteri sempre meno definiti, per un’ideale liberazione finale.

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PARTY HARD DIE YOUNG

Anche se, al giorno d’oggi, di prodotti che somigliano come una goccia d’acqua al nostro Party hard die young ne sono stati realizzati davvero tanti, bisogna riconoscere al giovane regista Dominik Hartl – da sempre appassionato di horror – di aver tentato, a suo modo, una lettura e una messa in scena del tutto personali.

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1° APRILE 2000

Non stupisce il fatto che un lungometraggio come 1° aprile 2000 (gustosa satira fantapolitica per la regia di Wolfgang Liebeneiner) sia stato realizzato proprio nel 1952, sette anni dopo la fine del conflitto mondiale e soltanto tre anni prima del Trattato di Stato Austriaco con cui, tra l’altro, veniva ufficialmente proclamata la neutralità della nazione stessa.

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WHAT HAVE WE DONE TO DESERVE THIS?

La commedia brillante What have we done to deserve this?, opera seconda dell’attrice e sceneggiatrice Eva Spreitzhofer, presentata in anteprima italiana nel corso della rassegna Sotto le Stelle dell’Austria 2019, mira a scardinare ogni qualsivoglia cliché focalizzando la propria attenzione su un mondo con cui viviamo a stretto contatto, ma di cui, di fatto, conosciamo fin troppo poco.

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DIE ZIRKUSGRÄFIN

Se è vero che il cinema austriaco nasce ufficialmente nel 1908 (con il film Von Stufe zu Stufe di Henz Hanus), un lavoro come il presente Die Zirkusgräfin – realizzato nel 1912, per la regia dello scrittore, librettista e attore Felix Dörmann – è da considerarsi uno dei primi, validi prodotti della suddetta cinematografia.