Categoria: Anni 2000

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HOTEL

Hotel vede il suo massimo punto di forza in una regia fatta di composizioni del quadro rigide e simmetriche, con tanto di colori che virano principalmente al verde o al rosso. Una potenza delle immagini ottenuta grazie al contributo del direttore della fotografia Martin Gschlacht, storico collaboratore della Hausner, nonché co-fondatore della società di produzione Coop99.

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LOVELY RITA

L’immagine finale del cortometraggio Flora – con la protagonista che corre verso una meta sconosciuta – segna ancora di più i parallelismi con il presente Lovely Rita. Qui, tuttavia, ogni cosa è portata all’estremo, tutto è molto più crudo, molto più vero. E la speranza di un futuro migliore, che traspariva al termine della visione del precedente cortometraggio, sembra, ormai, soltanto un vago ricordo.

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EINTRITT ZUM PARADIES UM 3€20

Non c’è spazio per i dialoghi in Eintritt zum Paradies um 3€20. Sono i rumori, in questo caso, a fare quasi da protagonisti assoluti. Eppure, nonostante il vociare indistinto, nonostante palloni che rimbalzano e cellulari che squillano incessantemente, v’è comunque una certa calma di fondo. Ed ecco che, immediatamente, ci torna alla mente il cinema di Jacques Tati e la sua indiscussa eleganza.

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DINNER FOR TWO

Dinner for two – realizzato per la televisione da Xaver Schwarzenberger, storico direttore della fotografia del grande Rainer Werner Fassbinder – vuole essere soprattutto un affresco della società viennese – e, più in generale, del mondo in cui viviamo – senza prendersi troppo sul serio. Un lungo viaggio all’interno della capitale austriaca in cui può capitare davvero di tutto.

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IL TRUFFATORE

Il Truffatore di Pepe Danquart presenta una caratterizzazione che strizza l’occhio ai gangster movies statunitensi, ma che, nell’insieme, ricorda da vicino anche le commedie francesi contemporanee, grazie a un riuscito mix di generi, tra il polar e la commedia vera e propria.

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COME SWEET DEATH

Con una buona dose di ironia e altrettanta di polemica nei confronti del servizio sanitario nazionale (e non solo), Come sweet Death di Wolfgang Murnberger vede nel suo protagonista – impersonato dal comico Josef Hader – una sorta di eroe involontario, un uomo apparentemente stanco della vita, che altro non fa che darsi all’alcool e al fumo, al fine di dimenticare la propria solitudine. Il regista, dal canto suo, non esita a calcare la mano nel mostrarci il peggio della società senza risparmiarci proprio nulla.

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CANICOLA

Grande assente alla 76° Mostra d’Arte Cinematografica di Venezia, Ulrich Seidl non è riuscito a presentare in tempo Wicked Games, sua ultima fatica. Eppure, il controverso cineasta austriaco è ormai di casa al Lido. Basti pensare che la sua notorietà a livello internazionale è stata ufficialmente raggiunta nel 2001, anno in cui ha presentato in concorso Canicola, che si è aggiudicato il Gran Premio della Giuria.