Categoria: 2019

movements-of-a-nearby-mountain-2019-bewegungen-eines-nahen-bergs-brameshuber-recensione

MOVEMENTS OF A NEARBY MOUNTAIN

Movements of a Nearby Mountan (titolo originale: Bewegungen eines nahen Bergs) – per la regia di Sebastian Brameshuber, colpisce immediatamente per il suo approccio sì iperrealistico, ma che, allo stesso tempo, unisce sapientemente passato e presente, realtà e leggende, materiale e spirituale. Il tutto per un prodotto che si distingue immediatamente per il suo delicato lirismo e per un sapiente lavoro di sottrazione.

lillian-2019-horvath-recensione

LILLIAN

Ispirato a una storia realmente accaduta negli anni Venti, quella di una giovane ragazza russa – Lillian Alling, appunto – tentò di tornare in Russia a piedi direttamente da New York, Lillian – diretto da Andreas Horvath e prodotto da Ulrich Seidl – è a tutti gli effetti un prodotto magnetico, dolente e doloroso, ma anche avvincente e intrigante, perfettamente in grado di tenere lo spettatore incollato allo schermo dall’inizio alla fine. Al Festival di Cannes 2019, all’interno della Quinzaine des Réalisateurs.

robolove-2019-arlamovsky-recensione.jpeg

ROBOLOVE

Robolove, di Maria Arlamovsky, si distingue essenzialmente per la sua eleganza stilistica, priva di inutili fronzoli, ma con una macchina da presa in grado di concentrarsi, di volta in volta, su ogni più piccolo ma significativo dettaglio dei robot ogni volta creati, senza paura di prendersi i suoi tempi per mostrarci il tutto e facendo sì che anche noi, a nostra volta, possiamo sentirci parte di quel futuro ancora così lontano, ma, in realtà, molto più vicino di quanto possiamo immaginare. Alla Viennale 2019.

johanna-dohnal-visionary-of-feminism-2019-die-dohnal-derflinger-recensione

JOHANNA DOHNAL – VISIONARY OF FEMINISM

Malgrado l’attivista in favore dei diritti delle donne Johanna Dohnal da quasi dieci anni non sia più con noi, Sabine Derflinger, nel suo Johanna Dohnal – Visionary of Feminism, è riuscita a caratterizzarla alla perfezione, per tanti piccoli tasselli che, visti nel loro insieme, stanno a formare un unico, grande ritratto. Alla Viennale 2019.

this-movie-is-a-gift-2019-dieser-film-ist-ein-geschenk-salomonowitz-recensione

THIS MOVIE IS A GIFT

In This Movie is a Gift, Anja Salomonowitz non ha paura a trovare nuovi linguaggi, a reinventare e a reinventarsi. Il tutto per un vero e proprio inno alla vita, leggero come una piuma, tra le opere più intime e personali della regista stessa. Un film che accetta ed elabora in modo intelligente e mai scontato ogni aspetto della vita. Morte compresa. Alla Viennale 2019.

ralf's-colors-2019-ralfs-farben-marxt-recensione

RALF’S COLORS

Sono gli spazi i grandi protagonisti di Ralf’s Colors, diretto da Lukas Marxt. Gli spazi ampi, che quasi stanno a trasmettere uno strano senso di agorafobia, insieme alla loro suggestiva bellezza. Spazi aperti e natura incontaminata che, di quando in quando, si alternano – in contrapposizione – a immagini di alti edifici, ripresi dalla macchina da presa del regista quasi a mo’ di una simmetrica composizione astratta. Alla Viennale 2019.

bora-stories-of-a-wind-2019-bora-geschichten-eines-windes-poetscher-recensione

BORA – STORIES OF A WIND

In Bora – Stories of a Wind, il regista Bernhard Pötscher ha optato per un approccio registico del tutto semplice e lineare, privo di ogni superfluo virtuosismo, lasciando semplicemente che fosse il mondo presentatosi davanti ai propri occhi (e davanti all’obiettivo della sua macchina da presa) a parlargli e a mostrarsi così com’è. Alla Viennale 2019.

louise-2019-juergens-recensione

LOUISE

In Louise, la scrittrice, regista e conduttrice radiofonica Uli Jürgens ha optato volutamente per una messa in scena semplice e lineare, priva di inutili fronzoli o gratuiti virtuosismi registici, per un sentito e teneramente sincero omaggio a una delle più importanti pioniere del cinema austriaco, e non solo. Alla Viennale 2019, in apertura della rassegna dedicata a Louise Kolm-Fleck.

little-joe-2019-hausner-recensione

LITTLE JOE

Little Joe, sesto lungometraggio della regista Jessica Hausner, già in concorso al Festival di Cannes 2019 (dove la protagonista Emily Beecham ha vinto il premio alla Miglior Interpretazione Femminile), si presenta come un prodotto volutamente ambiguo, che non mira a dare precise risposte in merito ai quesiti sollevati e che proprio di questa sua ambiguità di fondo fa il proprio maggiore punto di forza. Alla Viennale 2019.